Dopo l’incontro con la lista civica…

Dopo l’incontro con la lista civica….. ci sembra necessario chiarire alcune questioni intorno al programma, alle prospettive entro cui si muove il SEL-Lentini ed al dialogo con le forze politiche cittadine.

di Segreteria SEL Lentini - martedì 8 marzo 2011 - 2256 letture

Dopo l’incontro con la lista civica….. ci sembra necessario chiarire alcune questioni intorno al programma, alle prospettive entro cui si muove il SEL-Lentini ed al dialogo con le forze politiche cittadine.

1. Programma –

Nella carta degli intenti abbiamo individuato alcuni temi che, a nostro avviso, rappresentano priorità di riflessione. Riteniamo indispensabile , cioè, elaborare pensiero su cosa significhi nel concreto spesa pubblica, relazione con i luoghi (“piano regolatore” e cultura dell’abitare), cura della comunità (solidarietà, diritti di cittadinanza, salute, sovranità alimentare, ...).

Ogni cosa che allontana da quest’ambito della nostra riflessione, allontana la possibilità di operare politicamente.

Operare politicamente non è impaludarsi in estenuanti discussioni sul candidato Sindaco, sulle alleanze che fanno numero, sul primo della lista, che può divenire consigliere comunale, sulle alleanze “turandosi il naso” per il ballottaggio e su ciò che ne può venire di “utile”, sul rinnovamento che passa attraverso un Sindaco “personaggio del mondo civile”.

Questo è il fare demenziale e truffaldino dell’ideologia del potere. Di quel modo diffuso di concepire la “politica” come controllo di situazioni a dominante economica.

Nel fare delle relazioni dominanti è propriamente abolita la politica. Le decisioni sono prese a partire dall’impero del diktat economico e dalla possibilità di accedere a briciole locali di controllo delegato.

A Lentini come altrove occorre liberarsi da questa concezione della “politica”, occorre comprendere che vivere in comunità è qualcosa che supera ed ormai, sempre più spesso, confligge con i postulati dell’utilitarismo economico e dei suoi risvolti “politici”.

Operare politicamente è operare dialogo tra mondi diversi, l’alleanza tra quelli che

sono conciliabili e lo scontro tra quelli inconciliabili.

È questione di posizioni. Che posizione prenderà il SEL?

Tornare ad operare politicamente significa quindi fare delle cose a partire da una prospettiva, sperimentarne i risultati, proporne la socializzazione, nella difficoltà oggettiva dell’operare entro i confini di una cultura dominata dalla dittatura del valore di scambio.

Che differenza esiste tra il grosso degli schieramenti politici cittadini? L’esperienza è sotto gli occhi di tutti ed il caso Xirumi (nel nostro caso particolare) è lì a ricordarcelo: nessuna differenza se non su chi, a livello locale, deve gestire/controllare gli affari (pubblici e privati).

Se il SEL sarà qualcosa di diverso, dovrà dimostrarlo concretamente, nel posizionamento e nell’operatività sul territorio e certamente non basta la nostra carta degli intenti.

2. Prospettive entro cui si muove il SEL Lentini –

Come ha recentemente ed opportunamente sottolineato lo stesso Vendola, ‘cura’ è il termine fondativo dell’azione territoriale del SEL.

Cura dei territori contro il loro sistematico saccheggio è ciò che deve qualificare il nostro modo di operare.

Ma cos’è territorio? Cosa significa avere cura del territorio? Va da sé che senza una visione liberata dalle stratificazioni di senso che la ‘modernità’ ha costruito intorno a questi termini, non si potrà che riproporre per intero la subalternità alle logiche mercantili dominanti.

È per questo che quando parliamo di territorio ci riferiamo sempre all’insieme di interazioni (non solo sociali) tra comunità e porzione di terra entro la quale la comunità vive.

Il territorio, per noi, non è in sostanza un qualcosa di esterno alla comunità, un qualcosa di cui la comunità liberamente dispone a suo piacimento, una “risorsa economica” da sfruttare per far profitti, anche se fossero - ma non lo sono mai!!! - profitti equamente ridistribuiti.

Il territorio è l’insieme delle nostre relazioni di abitanti. Se ne può deliberare l’uso, ma imparando a coglierne i “suggerimenti”, che vengono dalla sua storia, dalle sue necessità, dalle sue tradizioni, dalle antiche consuetudini.

Si pensi, per dirne solo una, al Biviere, che da lago dei pescatori e dei cittadini di Lentini e dintorni è stato trasformato in complesso classificato a “terra con manto” (riferendosi alla tipologia di costruzione degli argini) per uso “industriale ed irriguo”.

Un luogo interdetto agli abitanti, che possono diventare fruitori del suo paesaggio solo attraverso i permessi concessi dall’ente gestore.

Un caso di doppia deterritorializzazione, quindi, di distruzione di un elemento centrale ed identitario del territorio e sua ricostituzione, secondo gli interessi economici dei gruppi di potere dominanti, come elemento periferico (di servizio al mercato industriale) ed estraneo agli abitanti: la ferrea recinzione dei suoi 14 km di perimetro sta lì a simboleggiare l’avvenuto distacco.

Non si tratta, quindi, come sostiene qualche ironico idiota, di anacronistico ritorno al passato, ma di approdo ad una congenialità liberata dai sordidi vincoli della mercificazione, che i nostri “moderni” chiamano progresso o sviluppo economico.

E a proposito dei progetti di “rilancio e sviluppo economico” come quello, ad esempio, prospettato da P. Ragazzi (Piano Saluta di trasformazione di area D. destinata al commercio in area edificabile per civili abitazioni e aumento di cubatura in cambio di servizi), occorre essere estremamente chiari: nessun piano di modifica del PRG, sino a quando non si produca una sua ridefinizione a partire se non come prodotto di una politica

3. Dialogo con le forze politiche cittadine

Il SEL strige alleanza con le posizioni ‘conciliabili’. Quando si discuterà di candidature a Sindaco è con queste posizioni che tenterà di trovare accordi. Riteniamo improponibile l’alleanza con partiti e liste civiche che esprimono posizioni inconciliabili con gli assunti che ci hanno determinato a sperimentarci in politica.

Sinistra Ecologia Libertà Lentini

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Dopo l’incontro con la lista civica…
10 marzo 2011, di : Mario Francese

“La capacità di "innovare" la politica passa attraverso il coraggio di "rischiare".

Mai come oggi, sia a livello locale, che a livello nazionale, si deve superare la logica del "tertium non datur" alibi perfetto del "turiamoci il naso e votiamo per...", che mascherqa in fin dei conti la volontà politica di appoggiare fin dal primo momento persone che hanno ampiamente dimostrato la propria inettitudine al governo.

Un plauso dunque alla scelta politicamente coraggiosa del SEL, che non insegue "posti al sole" ma concretamente cerca di riportare la politica nell’alveo della partecipazione popolare.

Complimenti”

Mario

mariogfrancese@gmail.com

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