Dopo Nicita e Lo Curzio


Roberto De Benedictis, onorevole al Parlamento della Regione Sicilia, ci ha autorizzato a ripubblicare un’intervista apparsa sul quotidiano La Sicilia del 12.09.2007
sabato 22 settembre 2007, di Emanuele G. - 589 letture

Il nascente Partito Democratico si troverà ad affrontare parecchi problemi in provincia di Siracusa. Problemi decennali di natura politica e di ordine programmatico. Certamente, di non facile risolvibilità ed è realistico attendersi tempi non brevi. La nostra provincia ha una sua particolare concezione del tempo che la politica ha fatto propria. Di sicuro il livello programmatico necessita che la politica risolva i suoi problemi di eccessiva staticità e immobilità. Senza questo passaggio doveroso il livello programmatico rimarrà un’espressione di buona volontà. E con la buona volontà la provincia di Siracusa non va da nessuna parte.

Dopo Nicita e Lo Curzio, anche Foti e Brancati hanno aderito al Partito Democratico. Cosa ne pensa?

Si tratta di esponenti politici che negli ultimi anni hanno militato nel centrosinistra, la loro adesione al PD era quindi nell’ordine naturale delle possibilità. Ma so bene che questo non entusiasma affatto tutti quelli che, come me, credono nel PD in quanto partito del cambiamento. Si avverte una stonatura difficile da spiegarsi tra un partito che, per dirla con Veltroni, “dovrà essere davvero nuovo” e la persistenza di esperienze politiche ultratrentennali. E tuttavia darei alle cose il loro giusto peso, dentro il nascente PD ci sono posizioni diverse, molte altre idee e persone e sbaglia chi vuol vederne solo un aspetto.

Come si conciliano queste diverse posizioni in un partito che vuole unire e non dividere?

Misurandosi, secondo le regole del gioco. Quello che sta accadendo a Siracusa si ripete in molte parti d’Italia e non è censurando gli altri o tagliando le teste che si afferma la politica nuova di un Paese. Questa si afferma con la propria forza, innanzitutto distinguendosi sulla base delle idee e di un suo progetto. Questo è quello che intendiamo fare anche a Siracusa. Pieno rispetto per tutti e massimo impegno nel ricercare ogni sintesi possibile ma anche nel testimoniare i nostri valori e principi, mettendo al primo posto l’urgenza della discontinuità e del rinnovamento.

Quali sono le priorità per il PD nella nostra provincia?

Mi limito ad indicarne solo una sul piano del metodo. Deve aiutare il centrosinistra a ritrovare una capacità decisionale sulle questioni strategiche del nostro territorio. Capacità che ha smarrito da tempo. Ci si incontra, e non sempre, per le elezioni e per i posti di sottogoverno. Il resto è affidato a comunicati stampa, singole prese di posizione senza una organica visione comune. E invece ci sono tante urgenze su cui dobbiamo prendere posizione ed andare avanti: il rigassificatore, gli ospedali di Avola e Noto, solo per fare due esempi.

Sito On.le De Benedictis

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