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Dito puntato sulle lotte operaie

Tranvieri, Melfi, Piaggio. I servizi allarmano: «Rischi di infiltrazioni eversive» La relazione dei servizi sulla politica informativa e della sicurezza pone in maniera preoccupante un collegamento tra le vertenze sviluppatesi nell’ultimo anno nel mondo del lavoro - gli autoferrotranvieri di Milano, le lotte di Melfi - e la minaccia terrorismo.
di Cesare Piccitto - domenica 1 agosto 2004 - 3517 letture

Fonte: ilmanifesto.it

Tranvieri, Melfi, Piaggio. I servizi allarmano: «Rischi di infiltrazioni eversive» La relazione dei servizi sulla politica informativa e della sicurezza pone in maniera preoccupante un collegamento tra le vertenze sviluppatesi nell’ultimo anno nel mondo del lavoro - gli autoferrotranvieri di Milano, le lotte di Melfi - e la minaccia terrorismo. Una scelta, quella di mescolare le attività di gruppi eversivi con le lotte di rivendicazione operaia, che già l’anno scorso il governo aveva intrapreso per fini allarmistici, e che viene confermata quest’anno. L’«attivismo del circuito antagonista estremo in direzione del mondo del lavoro - dice la relazione - parrebbe muovere dalla convinzione della rinnovata attualità dell’ideologia rivoluzionaria». «Pur non sostenendo espressamente la lotta armata - continua - queste componenti sono concordi nel considerare esaurita la fiducia nelle regole democratiche da una parte della classe operaia, in una visione comprendente in specie i lavoratori dell’industria, dei trasporti e delle telecomunicazioni. Le acquisizioni dell’intelligence e la propaganda su Internet, che già preannuncia attivazioni per l’autunno, hanno posto in luce un intensificato impegno volto a favorire la formazione di una realtà unitaria che promuova per tutte le categorie il superamento della rappresentatività confederale e delle logiche dell’attuale contrattazione sindacale». «Uno dei principali settori di riferimento resta il metalmeccanico. Attività di "inchiesta" tra le maestranze operaie risultano essere state promosse dalle formazioni oltranziste più ideologizzate al fine di sondare i bisogni dei lavoratori per orientarli verso obiettivi "radicalizzati". Particolare centralità ha assunto il contenzioso alla Fiat di Melfi, ove le modalità "ad oltranza" adottate dalle maestranze lucane e i conseguenti blocchi a catena delle produzioni sono assurte, nella loro ottica, a simbolo della nuova "resistenza" operaia. Sulla base di specifica attività informativa, è stato possibile rilevare come diversi gruppi estremisti abbiano cercato di indirizzare il contenzioso su livelli di contrapposizione "pregiudiziale", opponendosi alle iniziative di dialogo portate avanti dai sindacati più rappresentativi». «Un altro ambito aziendale che continua a rivestire specifico interesse ai fini dell’inserimento strumentale nelle relative vertenze - conclude il testo - è quello della Piaggio di Pontedera (Pi), in ragione anche della particolare pervasività delle locali formazioni estremiste. Indicativo della persistenza di istanze fortemente contrappositive e potenzialmente eversive è il rinvenimento il 31 maggio - nell’imminenza del raggiungimento di un accordo sulla bozza di contratto integrativo tra le rappresentanze sindacali unitarie e la dirigenza della Piaggio - di scritte murali di minaccia all’indirizzo del sindaco di Pontedera che si era impegnato nelle trattative».


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