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Dint’e vicoli e sta città


Napoli ha dedicato un intero mese al cinquantenario dalla morte di Totò. Doverosa una coda fino al 4 giugno, per ricordare anche Troisi.
mercoledì 7 giugno 2017 , Inviato da Piero Buscemi - 800 letture

Girodivite ha un legame culturale con la città di Napoli, che annovera ormai oltre un decennio, tra le varie espressioni culturali nelle quali questa città riesce sempre a coinvolgerci. L’occasione, questa volta, ci è stata data dall’omaggio che Napoli ha dato al suo figlio più illustre. Il burattino senza fili che ha saputo raccogliere in un centinaio di film i vizi e le virtù del popolo italiano, non del tutto emancipato dai personaggi interpretati da Totò dal periodo post Seconda Guerra Mondiale a i primi vagiti di una rivoluzione culturale che ci avrebbe accompagnati agli anni ’70.

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Omaggi stradali

Siamo finiti, così, ad inseguire un percorso artistico e di vita di quest’omino semplice ma imprevedibile, attraverso le tre mostre allestite nella città partenopea. Gli amanti del fenomeno Totò hanno avuto l’opportunità di ripercorrere la carriera dell’artista, ammirando i costumi di scena, i reperti filmati della Rai, le foto catturate fuori dal set, gli omaggi degli altri artisti del mondo del cinema, ma anche di intellettuali e giornalisti.

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Sala espositiva Palazzo Reale

Sarà anche vero, come ebbe modo di dire lo stesso Totò, che la fama è destinata ai trapassati, e sicuramente il suo è un caso emblematico di questa affermazione, ma chi ha saputo apprezzarne le qualità, non solo artistiche, anche in vita, si è potuto immergere in viaggio nostalgico e di umiltà, troppo in contrapposizione con l’arroganza di starlette di latta, che riempiono gli spazi televisivi dei nostri giorni, spesso in modo "abusivo".

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Totò a fumetti

La totòite, questa strana malattia che ci ha contagiato negli anni, tanto da non volerne più guarire, più che poterne, ha invaso il nostro modesto pensiero su questo mondo folle e contraddittorio, nel quale ci tocca vivere. Ci si ritrova, spesso, a rubare espressioni del maestro durante dialoghi improvvisati, che spaziano tra una seria cultura o lo sberleffo di una situazione tragicomica che neanche il progressismo tecnologico dei tempi moderni riesce ad evitarci.

Le tre mostre, racchiuse nell’evento ’O maggio a Totò, convogliate nell’esposizione dal titolo "Totò Genio", sono state ospitate presso il Museo Civico di Castel Nuovo (Maschio Angioino), la Sala Dorica di Palazzo Reale e il Convento di San Domenico Maggiore e curata da Alessandro Nicosia, che ha coordinato anche la direzione generale del progetto, insieme a Vincenzo Mollica, la mostra è prodotta da C.O.R, Creare Organizzare Realizzare.

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Uccellacci e uccellini

L’emozione ha raggiunto i massimi livelli, domenica 4 giugno, quando la mente ci ha costretti a pensare ad un altro grande personaggio partenopeo, quel Massimo Troisi che ingiustamente, secondo noi, è sempre stato paragonato alla grandezza di Totò, in un eterno confronto, misero ed inutile, di una società che vive costantemente di dualismi e rivalità senza senso, come se l’arte potesse essere paragonata ad un gioco al massacro, con il quale, alla fine qualcuno ci chiederà sempre chi eliminare.

Questa nostra breve visita ci ha consentito anche di testare la salute della città, quel livello inquisitorio che per decenni ha collocato Napoli tra gli "hot spot" da evitare a causa di problemi sociali e di civiltà, con le quali, ci siamo accorti di dover far fronte in ogni angolo d’Italia. Ci teniamo a denunciare lo scempio riscontrato nei confronti della Basilica di Santa Lucia, oltraggiata da scritte murali lungo tutto il percorso perimetrale e, sicuramente, i resti dei bivacchi improvvisati in molti siti architettonici della città. Di contro, abbiamo registrato, una costante e capillare presenza di forze dell’ordine distribuite le strade.

Ci permettiamo di sottolineare che il grado di inciviltà della gente che, come capita in molte realtà italiane, denota uno scarso rispetto di noi italiani nei confronti del patrimonio artistico per il quale siamo invidiati nel mondo (Roma, Palermo, Milano o Torino, alcuni esempi). Una lacuna che le locali amministrazioni faticano ad arginare e limitare e, della quale, ci siamo creati la nostra alea "italiani", attributo storpiato e canzonatorio per definirci. Una situazione accentuata da una difficile identificazione precisa dei potenziali autori di queste meschinità, determinata da un flusso continuo ed incontrollabile di turisti, che si aggiungono al milione di napoletani stanziali.

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Scritte sui monumenti

Per rimanere in tema, l’episodio di sabato sera in Piazza San Carlo a Torino, a parte la drammaticità dell’argomento di fronte ad un evento sportivo, ci ha sorpreso con le immagini di due ragazzi intenti a trasportare un coetaneo rimasto contuso dalla calca, il quale non ha trovato occasione migliore per puntarsi il telefonino e immortalare il momento con un selfie.

Spunti di immensa manifestazione intellettiva, che Totò o Troisi, avrebbero sicuramente riversato nelle loro creative interpretazioni.


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