Dilettanti allo sbaraglio

L’assessore regionale milanese Gallera, approfondisce e scopre che c’è una legge
di Adriano Todaro - mercoledì 15 aprile 2020 - 713 letture



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IL FATTO

“Avremmo potuto fare noi la zona rossa? Ho approfondito ed effettivamente c’è una legge che lo consente” (Giulio Gallera, assessore Welfare della Regione Lombardia (7 aprile 2020, Agorà, Rai3)

IL COMMENTO

Ma va? E noi che pensavamo che non si potesse fare, pensavamo che ci dovesse essere il placet del governo. E, invece, dopo più di due mesi dall’inizio del primo caso in Italia (30 gennaio) il nostro ilare e sempre in diretta assessore c’informa che ha approfondito.

Questo mi riempie di orgoglio padano. Pensate che con tutto quello che c’è in giro, dagli ospedali pieni agli oltre 100 medici morti, dalle restrizioni per i cittadini e tanto altro, insomma con tutti i problemi che avrà un assessore a gestire questa maledizione, ebbene è riuscito a trovare il tempo per “approfondire”. Approfondire significa, secondo la Treccani, “rendere più profondo” ed anche “studiare a fondo, esaminare in profondità”.

Ve lo immaginate Gallera che esamina in profondità? La mattina appena alzato, la moglie premurosa chiede se vuole latte e caffè oppure un tè, ma l’assessore non ha tempo per queste minuzie. Lui deve esaminare in profondità le leggi. E voilà, ecco il responso: sì c’è una legge, potevamo fare noi la zona rossa.

Ora voi capite che uno che è stato in profondità a studiare sia poi esausto, non ha voglia di dire altro. Il suo diretto responsabile sta ancora a litigare con la mascherina e non ha avuto tempo di approfondire. Comunque da più parti gli avevano suggerito, grazie alla legge 833 del 1978, di chiudere la zona Alzano-Nembro. Ma loro no. Anche perché gli industriali facevano pressioni per non chiudere. Lo dice, papale papale, il presidente della Confindustria, ramo Lombardia, che di nome fa Marco Bonometti: “Nelle riunioni che abbiamo avuto con cadenza quasi quotidiana tra fine febbraio e i primi giorni di marzo… la Regione è sempre stata d’accordo con noi nel non ritenere utile, ma anzi dannosa, una eventuale zona rossa sul modello Codogno per chiudere i comuni di Alzano e Nembro”.

Poi questo luminare decide di indossare i vestiti del virologo perché oggi, in Italia, bisogna riconoscerlo, siamo un po’ tutti un po’ virologi. E allora non vogliamo dare anche a Marco la possibilità di darci qualche indicazione? Certo che sì, ed ecco allora la spiegazione del presidente della Confindustria della Lombardia: “Qui c’è una presenza massiccia di animali e quindi c’è stata una movimentazione degli animali che ha favorito il contagio, parlo degli allevamenti, e questa potrebbe essere una causa”. Hai capito il Bonometti? Tutti gli istituti scientifici del mondo a studiare il perché del Corona virus e lui, zitto zitto quatto quatto cacchio cacchio, ha trovato la causa e cioè la “movimentazione degli animali”.

Questi (Gallera, Fontana, Bonometti e compagnia) dirigono la più importante regione dell’Italia e non solo. Sono questi che dirigono la Lombardia e le fabbriche produttive della Lombardia. Siamo in mano a questi dilettanti allo sbaraglio che vogliono aprire tutto e subito e che mandano nelle Rsa le persone colpite dal virus moltiplicando così contagi e morti. Dovrebbero dimettersi ma in Italia non si dimette mai nessuno. Dovrebbero studiare, prima di ambire a posti decisionali, ma non studia più nessuno. Anche il sindaco di Alzano Lombardo, Camillo Bertocchi, che guida una giunta Fi-Lega-Fratelli d’Italia afferma e racconta a Report dell’assedio di imprenditori che volevano a tutti i costi “svincolarsi dalla zona rossa”.

Ma perché il buon Dio, dall’alto della sua infinità bontà, ha voluto castigare con questi personaggi il popolo lombardo?


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