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Diario di Aprile

Un blob di 12 giorni. Questa è la nuova Italia

di Adriano Todaro - sabato 3 maggio 2008 - 4302 letture

Mercoledì 9 aprile

A pochi giorni dalle politiche, Marcello Dell’Utri, senatore uscente, condannato per tentata estorsione, illustra il suo manifesto politico se vincerà le elezioni: “I libri di storia ancora oggi condizionati dalla retorica della Resistenza, saranno revisionati. Questo è un tema del quale ci occuperemo con particolare attenzione”.

Lunedì 14 aprile

Vince Berlusconi e soprattutto la Lega. La sinistra, per la prima volta, è fuori dal Parlamento. Pd e Italia dei Valori arrivano, alla Camera, al 37%.

Giovedì 17 aprile

Roma. Nel pomeriggio assalto al Circolo di cultura omosessuale Mario Mieli.

Cittadella (Padova). Nel paese dove il sindaco aveva prodotto l’ordinanza che negava la cittadinanza a chi non aveva un reddito di un certo tipo, la Lega ha avuto il 42% dei voti.

• La Cisl sposa le tesi di Berlusconi e il segretario, Raffaele Bonanni, si dice d’accordo con le proposte del cavaliere: taglio dell’Ici, detassazione, federalismo fiscale, cambio del Testo sulla sicurezza.

Milano. L’ex ministro forzista della Sanità, Gerolamo Sirchia è condannato a 3 anni per avere incassato tangenti, ma la pena è condonata a seguito dell’indulto.

• Fedele Confalonieri è rinviato a giudizio per frode fiscale per gli anni 2001-2003.

Venerdì 18 aprile

• Luca di Montezemolo in un convegno afferma: “Basta negoziati infiniti, i lavoratori sono più vicini a noi che ai sindacalisti incapaci di difenderli”. Poi cita le sue priorità: fine del contratto nazionale, detassazione degli straordinari, salario minimo.

Parma. Sindaci di 16 città firmano una richiesta al nuovo governo: poteri di polizia agli amministratori. Vogliono più soldi per la sicurezza. Fra loro il sindaco di Bologna, Sergio Cofferati, e di Milano, Letizia Moratti, in perfetta sintonia.

Sabato 19 aprile

Alghero. Il sindaco forzista, Marco Tedde, proibisce alla banda comunale di suonare “Bella ciao” al 25 Aprile perché “Questa canzone, patrimonio dei comunisti, divide”.

Roma. Una studentessa del Lesotho violentata da un romeno a La Storta. Rutelli: “Ho un piano per difendere i romani”. Lega: “Fermate i barbari. Presto un decreto legge contro i clandestini”.

Lunedì 21 aprile

• Berlusconi detta la prima priorità del nuovo governo: “Più sicurezza”. Maroni spiega che significa l’istituzione delle ronde dei cittadini. Nel Pd nessuno reagisce ad esclusione di Di Pietro che le giudica “incostituzionali”.

Bologna. Cofferati s’inventa gli “studenti civici” che armati di videotelefonini, pattuglieranno la zona universitaria. Stanziati, per questo servizio, 20 mila euro. L’assessore Libero Mancuso afferma che la pattuglia dei colti giovanotti dovrà relazionarsi con chi “non ha la consapevolezza di far parte della città e di doverla rispettare”. Chiosa Maroni. “Anche a Bologna fanno le ronde. Viste al Tg, quelle sembrano ronde buone, ma sono uguali alle nostre”.

Martedì 22 aprile

• Fini a “Porta a Porta” afferma di non essere contrario alle ronde. Ma non chiamiamole, dice, ronde, ma bensì “cittadini che girano nel proprio quartiere per vigilare”. Gli fa eco Veltroni: “Ricordo che noi abbiamo sgomberato i campi rom, mentre l’ingresso dei clandestini è dovuto alla legge Bossi-Fini e al fatto che il governo Berlusconi ha permesso l’ingresso dei comunitari, in particolari dei romeni”.

Verona. All’asilo favorite le coppie sposate. Penalizzati i genitori separati e le coppie di fatto.

Mercoledì 23 aprile

Roma. Ultimo comizio di Gianni Alemanno, candidato della destra con Jerry Calà e il neo deputato Luca Barbareschi. “Degrado, sporcizia, omicidi. I romani ormai hanno paura di uscire di casa”. Forse per questo la piazza è mezza vuota sotto la pioggia battente. Paura che i 20 mila clandestini che Alemanno ha promesso di cacciare possano “stuprare le nostre donne, rubare i posti asilo ai nostri figli, sporcare le nostre strade”.

Comizio di Rutelli al Teatro Vittoria: “Per ogni mutuo stipulato a tasso variabile, il Comune verserà una cifra di 1.300/1.400 euro l’anno per contrastare l’aumento degli interessi”.

Luca Romagnoli (Fiamma Tricolore), sostenitore di Alemanno, a proposito del 25 Aprile: “Speriamo che la finiscano di spendere denaro pubblico per questa celebrazione che è superflua oltre che anacronistica…”. Secondo Romagnoli è necessario mettere “sotto i riflettori tutte le violenze compiute in quel periodo dai liberatori-partigiani che nel tempo hanno costruito l’epopea di una resistenza che non c’è stata”. Poi difende chi si arruolò nella Repubblica di Salò “per difendere l’onore dell’Italia”.

Verona. Migranti e centri sociali vogliono manifestare. Il sindaco leghista, Flavio Tosi, mette i bastoni fra le ruote con dinieghi e richiesta di una polizza assicurativa per eventuali danni. La questura invia un migliaio di poliziotti. Alla fine, la manifestazione (pacifica) si farà, ma i manifestanti hanno il divieto di entrare in piazza Bra. Qualche mese prima il sindaco Tosi aveva sfilato a fianco dei fascisti di Fiamma Tricolore. L’Istituto per la Storia della Resistenza di Verona, per il consueto concerto, chiede un contributo. Il Comune contribuisce con “ben” 500 euro. I cattolici integralisti per la rievocazione delle Pasque veronesi (la rivoluzione antinapoleonica del 1797) ricevono 30 mila euro di contributi da parte di Comune, Regione e Provincia.

Palermo e Roma. Aggressioni fasciste nei confronti di giovani di sinistra.

Milano. La sindaca Letizia Moratti è stata ormai eletta e non porterà, come nel passato, il padre in carrozzella alla manifestazione del 25 Aprile. Non ci sarà neppure lei perché ha altri impegni, Il suo vice, Riccardo De Corato, ex Msi, ex An, spera che al 25 Aprile “non si debba assistere al consueto revival di un vergognoso copione fatto di insulti e linciaggi che ha fatto il suo tempo”. E ricorda che nel percorso del corteo ci saranno “900 telecamere” per immortalare ventuali “malintenzionati”.

Roma. Incontro a Palazzo Grazioli per una “colazione di lavoro”, fra Berlusconi, Luca di Montezemolo e la presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia. Tra Confindustria e nuova maggioranza “condivisione piena” delle prime misure annunciate (riforma dei contratti e detassazione degli straordinari).

Verona. A Lugagnano di Sona, trovati assassinati due coniugi di 60 e 57 anni. Il sindaco delle Lega, Gualtiero Mazzi, invoca “la pena di morte, anche se siamo in Italia, il paese del Papa”.

Bologna. “L’Italia si muova, si scuota e si sacrifichi per ritornare ai fastigi di quando ci sentivamo di far parte di una razza forte, pura e maestra di vita”. L’ha detto Mussolini? No. L’ha scritta un certo Michele Tossani, assicuratore, con un annuncio a pagamento sui quotidiani bolognesi.

San Giovanni Rotondo. Tutto è pronto per ricevere un milione di fedeli (o, meglio, turisti). Tutto esaurito sino al 2009. I viaggi a San Giovanni Rotondo sono organizzati dall’Opera romana pellegrinaggi. Tutto ciò per sfilare davanti al corpo di Francesco Forgione al secolo Padre Pio, a 40 anni dalla morte. Un reliquario di 600 chili con baldacchino, cristalli antiproiettili, gemme incastonate, capitelli in argento. E una maschera di silicone sul volto scheletrico e ricostruito.

Venerdì 25 aprile

Roma. Giallo sulla violenza a La Storta. L’aggressore romeno ha come difensore il legale del magistrato Metta indagato per il lodo Mondadori, iscritto in gioventù al Msi. Uno dei soccorritori-testimoni aveva firmato il “patto per Roma” presentato da Berlusconi e Fini un mese prima.

• Berlusconi sul 25 Aprile: “Oggi a più di 60 anni dalla Liberazione e a 16 dalla caduta del Muro di Berlino (?) ci sono le condizioni per una definitiva pacificazione nazionale”. Poi afferma che è necessario “capire anche le ragioni dei ragazzi di Salò”. Le stesse parole usate da Luciano Violante, nel ’96, quando era presidente della Camera. Invita a casa sua “per un caffè” Giuseppe Ciarrapico l’editore di 11 giornali che non ha mai rinnegato la camicia nera e tiene nei corridoi delle sue redazioni l’effige di Mussolini.

Bolzano. Gli inquilini dei condomini che si affacciano sul lager di Bolzano si sono opposti ad una visita scolastica al lager. Dichiarano di essere “stufi del continuo via vai degli studenti”.

Treviso. Otto svastiche disegnate sui muri nei pressi del centro sociale Ubik.

Lodi. Svastiche sul monumento dei caduti e scritte insultanti i partigiani.

Friuli. A Faedis sul monumento ai partigiani, scritte fasciste fra le quali “Achtung banditen”.

Chieti. Ignoti sostituiscono il tricolore che svetta sulla sommità del Castello di Turri, con una bandiera nera.

• L’ex governatore Salvatore Cuffaro ha festeggiato a Raffadali (Ag) suo comune natale di cui è sindaco il fratello Silvio, la sua elezione a senatore con 7 mila cannoli e molte cassate siciliane.

Sabato 26 aprile

Roma. Il candidato Gianni Alemanno, nel pomeriggio, va ad Ostia per partecipare alla processione della Madonna di Fatima.

Aggressione fascista ad un gruppo di militanti del Pd che affiggevano manifesti elettorali. Gli aggressori indossavano le felpe di Alemanno.

Fini, dopo Genova, continua a giocare a fare il poliziotto. Con il solito codazzo di guardie del corpo e militanti, ha compiuto un raid in un mercatino romano chiedendo i permessi di soggiorni ai venditori. La maggior parte di essi era in regola. Commento di Fini: “Si vede che i permessi di soggiorno glieli vendono”.

Napoli. Sgomberate 350 persone senza casa che da un mese occupavano una delle più antiche basiliche partenopee, con soddisfazione del vescovo di Napoli, Crescenzio Sepe, che aveva disapprovato la “presa” del luogo sacro dove non si potevano più celebrare le funzioni religiose.

Assisi. Il sindaco di centrodestra fa approvare un’ordinanza che vieta l’accattonaggio. E i frati? I frati, iscritti all’Ordine dei mendicanti, plaudano all’iniziativa.

Lunedì 28 aprile

Roma. Vince Gianni Alemanno. Crollo dei voti in periferia per la coalizione di Rutelli. Festa con saluti romani e un cartello che afferma: “Con le primarie ha fatto cadere Prodi, con le elezioni politiche ha cacciato i comunisti dal Parlamento, candidando Rutelli ha perso Roma. Walter santo subito”. Cori da stadio del tipo: “Dove sta / dove sta / quel finocchio di Rutelli dove sta”. Rutelli telefona ad Alemanno e gli fa gli auguri.

Ostia. Frantumata la lapide in memoria delle Fosse Ardeatine. Lasciano la scritta: “Il popolo di Roma inneggia al Duce”.

Bologna. Il sindaco Cofferati dice no alla nuova moschea e dà ragione, di fatto, ad An. Gongola la Lega che aveva fatto passeggiare Calderoli − con un maiale al guinzaglio − sul terreno dove sarebbe dovuta essere costruita.

Martedì 29 aprile

Roma. S’insedia il nuovo presidente del Senato. E’ Renato Schifani. Raccoglierà 178 voti (anche un senatore del Pd vota per lui). Applausi bipartisan. Il suo discorso è tutto improntato sul problema della legalità. Tutti i senatori sono d’accordo, anche Ciarrapico che annuisce ad ogni passaggio di Schifani e che ha 7 anni di condanne definitive. Schifani nomina Falcone e Borsellino e scatta l’applauso più grosso, ma dimentica di dire che è stato querelato dalle famiglie dei due magistrati avendo rivendicato il diritto di Berlusconi di definire “matti” tutti i giudici. E non ricorda, neppure, che è stato tra i soci fondatori della Sicula Brokers con un imprenditore condannato per concorso esterno in associazione mafiosa, un ex amministratore della società dei cugini Salvo (gli esattori di Cosa nostra arrestati da Falcone) e il boss di Villabate, Nino Mandalà, condannato in primo grado a 8 anni per mafia.

Bossi all’entrata del Senato dichiara: “Non so cosa vuole la sinistra, noi siamo pronti, se vogliono fare gli scontri. Io ho 300 mila uomini sempre a disposizione, se vogliono accomodarsi”. Poi parla di fucili, sempre caldi. Sarà ministro per le Riforme.

Gianni Alemanno è sindaco di Roma. Piace a Montezemolo, a Berlusconi ed è stimato da Tremonti. In due settimane ha recuperato circa 100 mila voti. Ha subito affermato che vuole espellere 20 mila immigrati irregolari e darà maggior potere ai vigili urbani.

Mercoledì 30 aprile

Roma. Eletto il nuovo presidente della Camera. Quando entra in aula, Gianfranco Fini è applaudito da tutti i parlamentari. Tutti in piedi. Solo due anni fa per l’elezione di Bertinotti, questo non era avvenuto. Nel suo intervento parla di “difesa delle radici cristiane della Patria e della nazione” con tanto di “deferente omaggio” a Benedetto XVI (applauso di Ermete Realacci). Per Fini, il 25 Aprile è la “Festa della libertà” e il 1/o Maggio la “Festa del lavoro”. Per lui la “libertà è minacciata” non dalle ideologie del ‘900 ormai superate, ma dal “relativismo culturale e dall’errata convinzione che la libertà significhi assoluta pienezza dei diritti e totale assenza dei doveri”. Il presidente Napolitano apprezza pubblicamente il discorso.

Verona. Il Consiglio comunale vota la delibera dell’istituzione delle ronde.

Roma. Il segretario romano di Rifondazione, Massimiliano Smeriglio, afferma: “Dobbiamo ripensare la nostra posizione sul tema della sicurezza. L’antirazzismo etico è un’arma spuntata e noi, invece, dobbiamo ripartire dalle periferie. Quella roba lì, l’antirazzismo etico appunto, va bene per il ceto medio riflessivo e a Roma di ceto medio ce n’è sempre meno e sempre meno riflessivo”.

Giovedì 1 Maggio

Festa dei lavoratori. Quattro lavoratori dell’Ilva di Taranto sono investiti da una colata di fuoco e rimangono ustionati.

Ipermercati aperti in tutta Italia. Anche quelli della Coop.

L’Italia s’è desta di destra. Questa è la nuova Italia.


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Diario di Aprile
3 maggio 2008, di : Massimo Carrubba

Perchè non parlate mai di Augusta?
Diario di Aprile
5 maggio 2008

Perchè non ci racconti come è l’Italia della sinistra? Vedo che continuate, negando la realtà dei fatti, ad avere sempre "il complesso dei migliori in assoluto". Perchè avete perso, malgrado tutta la vostra bontà, laicità, superiorità intellettuale, senso della libertà, della democrazia, della giustizia, supersenso di TUTTO? Non sarà stato per la vostra super retorica e faziosità?! Per ricostruire la vittoria bisogna accettare serenamente ed umilmente la sconfitta, ponendosi degli interrogativi, perchè a questo mondo non vi è nulla di scontato.Vincenza
Diario di Aprile
5 giugno 2008

gli elenchi sono sempre il modo migliore di rendere giustizia ai fatti. perché non lo continuate? ci sono stranianti evoluzioni... complimenti antonio