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Diario Afghanistan: ottobre 2016

Un resoconto cronologico, a cura di Emergency, sulla situazione sempre più drammatica di una guerra senza fine.

di Redazione - mercoledì 19 ottobre 2016 - 3376 letture

9 ottobre 2016

Afghanistan: Lashkar-gah circondata dalle milizie talebane

La città di Lashkar-gah, nel sud dell’Afghanistan,è completamente circondata dalle milizie talebane. I combattimenti si sono intensificati e da stamattina diversi razzi sono arrivati in pieno centro città. Uno in particolare è atterrato vicino al palazzo del governatore, a 30 metri dal nostro ospedale, e ha ferito 3 persone che sono state immediatamente trasferite da noi.

Nelle ultime 24 ore abbiamo ricoverato più di 30 feriti, lo staff di Emergency è tutto in ospedale per garantire le cure necessarie. Abbiamo comunicato le coordinate del nostro ospedale a tutte le parti in conflitto e chiediamo di rispettare l’ospedale come struttura neutrale e di consentire l’arrivo dei feriti.

Emergency ha aperto il Centro chirurgico di Lashkar-gah nel 2004 per offrire cure chirurgiche gratuite alle vittime di guerra. Fino ad oggi, lo staff del Centro ha curato oltre 150 mila feriti, il 30% bambini. L’ospedale di Lashkar-gah è il centro di riferimento per i pazienti dei Posti di primo soccorso dei villaggi di Grishk, Garmsir, Marjia, Sangin, Musa Qala, Shoraky e Urmuz.

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11 ottobre 2016

AFGHANWAR: si continua a combattere in Helmand

AFGHANWAR: si continua a combattere in Helmand e il nostro Centro chirurgico di Lashkar-gah continua a ricevere feriti. Solo nelle ultime 24 ore i nostri chirurghi hanno eseguito 43 operazioni. 283 dall’inizio di ottobre.

Ci scrive Vesna, coordinatrice dell’ospedale: "I combattimenti più pesanti sono a Babaji, poco lontano da Lashkar-gah. Stamattina ci hanno informato che sarebbero arrivati dei feriti dalla zona e abbiamo subito attivato le procedure per la mass casualty. Finora sono arrivate 22 persone". Abbiamo dovuto mettere i materassini a terra per accoglierli: per ragioni di sicurezza, infatti, abbiamo deciso di non tenere i pazienti nelle tende esterne che usiamo solitamente per gestire le mass casualty.

L’ospedale è pieno e abbiamo dovuto dimettere i pazienti che stavano meglio per far posto ai nuovi in arrivo.

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12 ottobre 2016

È ancora guerra a Lashkargah e Kabul

Oggi a Lashkargah è ancora guerra: 5 razzi hanno colpito la città e i feriti continuano ad arrivare al nostro ospedale.

Ieri a Kabul, dopo l’attacco alla moschea sciita, abbiamo ammesso 18 feriti nel nostro Centro chirurgico. 15 sono stati ricoverati, 2 medicati e dimessi, uno era morto all’arrivo. Quattro pazienti hanno tra i 13 e i 16 anni.

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14 ottobre 2016

Chi può sta fuggendo da Lashkargah

Chi può sta fuggendo da Lashkargah e si sta dirigendo verso Kandahar alla ricerca di un luogo sicuro, lontano dai combattimenti. Anche alcuni colleghi locali stanno lasciando la città per mettere in salvo la propria famiglia.

Il nostro Centro chirurgico continua a lavorare, anche in queste ore difficilissime, per garantire le cure necessarie alle vittime della guerra.

Quando arriva un razzo lo senti subito

"Anche oggi i combattimenti proseguono vicino a Lashkar-gah. I pazienti continuano ad arrivare, segno che hanno riaperto le strade per permettere il trasporto dei feriti. Al nostro ospedale ne sono già arrivati 9, di cui 5 in gravi condizioni. Chi può sta fuggendo e si sta dirigendo verso Kandahar alla ricerca di un luogo sicuro.

È stata una settimana molto intensa. La città è accerchiata - racconta Daniele, il nostro logista a Lashkar-gah - l’altro giorno un razzo è esploso a 30 mt dall’ospedale. Quando arriva un razzo lo senti subito: prima un fischio poi un rumore metallico e un boato. La struttura e i vetri tremano. Io e Vesna abbiamo radunato subito lo staff e dato indicazioni di stare al coperto e in zone protette.

Nell’ultima settimana abbiamo ammesso 150 nuovi pazienti, in un’ospedale che ha una capienza di 90 posti letto. Stiamo organizzandoci per poter attrezzare nuove postazioni per i feriti in arrivo e abbiamo dovuto dimettere quelli che stavano meglio. I nostri chirurghi hanno lavorato incessantemente negli ultimi sette giorni: 218 operazioni, un numero impressionante".


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