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Di Senesie e della sua storia non ci scorderemo così facilmente

In Sierra Leone, produrre sapone in casa può rivelarsi fatale per la vita dei più piccoli.
di Redazione - mercoledì 18 settembre 2019 - 804 letture

Ogni anno centinaia di bambini scambiano la soda caustica per acqua o per sale e zucchero e la bevono per sbaglio, provocandosi ustioni anche molto gravi all’esofago e a tutto l’apparato digerente.

Uno dei nostri compiti, nel Centro chirurgico a Goderich, è quello di trattare le loro ustioni e prenderci cura di loro, dall’operazione fino al percorso di cure pediatriche necessario per ricominciare a mangiare normalmente.

Per capire meglio, vi diamo due numeri: solo l’anno scorso i casi di ustione da ingestione accidentale di soda sono stati oltre 70. Nel 2019, il numero di casi è praticamente raddoppiato: solo nei primi nove mesi di quest’anno, sono 10 i casi registrati, in media, ogni mese.

Grazie al servizio di riferimento verso il nostro ospedale, reso possibile dalle ambulanze disponibili da alcuni mesi a livello nazionale, e alla campagna radio sulla prevenzione dal rischio di ingerimento della soda – a cui ha partecipato attivamente anche il nostro staff – riceviamo sicuramente più pazienti rispetto al passato: la consapevolezza rispetto alle gravi conseguenze che questo tipo di incidenti sta pian piano aumentando, così come quella di molte famiglie di poter contare sulla nostra struttura e, soprattutto, sulle nostre cure.

Tra i membri dello staff nazionale del Centro c’è anche Mary Rose, che lavora con noi come infermiera ed è uno dei punti di riferimento più importanti per il “Programma Soda”.

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Pochi giorni fa ci ha raccontato di Senesie, una bambina di 8 anni arrivata dopo essere stata vittima di un episodio che ci ha davvero rattristato: la piccola aveva bevuto un bicchiere di acqua contenente anche della soda che la sua matrigna aveva aggiunto con l’intenzione di farle molto male.

Fortunatamente Senesie è una vera piccola guerriera e ce l’ha fatta a riprendersi: dopo aver affrontato diverse operazioni, le sue condizioni sono migliorate e oggi sta decisamente meglio.

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Continuare a curare i pazienti ustionati dalla soda rimane una delle nostre priorità nel Paese: nessun altro ospedale è in grado di offrire questo servizio che è unico e, soprattutto, gratuito.

Di Senesie e della sua storia non ci scorderemo così facilmente. Il nostro ultimo desiderio per lei è di non rivederla più in ospedale: il suo posto è in mezzo agli altri bambini, a vivere la vita che ogni bambina come lei merita di vivere.


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