Devolution: Federalismo o tendenza separatista?

Per una maggiore consapevolezza degli elettori, vediamo in che cosa consiste realmente la riforma, ma soprattutto con quali intenti è stata proposta in Italia.
di Valerio Contarino - mercoledì 14 giugno 2006 - 8787 letture

Siamo a poche settimane dal voto per il referendum sulla devolution,una scelta molto importante, dal momento che la proposta riguarda una parte della nostra Costituzione (riguarda ben 50 articoli), e che potrebbe modificare gli organi del nostro Stato.

Il quesito proposto nella scheda della consultazione sarà il seguente:

“APPROVATE IL TESTO DELLA LEGGE COSTITUZIONALE CONCERNENTE ‘MODIFICHE ALLA PARTE II DELLA COSTITUZIONE’ APPROVATO DAL PARLAMENTO E PUBBLICATO NELLA GAZZETTA UFFICIALE N. 269 DEL 18 NOVEMBRE 2005 ?”.

La posizione dell’attuale governo sul referendum sulle riforme e’ quella di lavorare per il no e poi di aprire il dialogo con la Cdl;e indicano le loro priorita’ tenendo conto dell’indirizzo politico generale e del quadro economico nel quale inserire l’attivita’ dei singoli ministeri:si cercano punti di coesione per consentire un lavoro unito.

L’atteggiamento del governo Prodi è quello dunque di riformulare l’impianto della Riforma, modificandone alcuni aspetti.

Vediamo però in che cosa consiste realmente la riforma, ma soprattutto con quali intenti è stata proposta in Italia.

Nella politica italiana il Federalismo è stato lanciato inizialmente negli anni Novanta dalla Lega Nord,alimentato da diverse tentazioni separatiste dei ceti benestanti dell’area padana, non più disposti a pagare i costi dell’assistenzialismo e della partitocrazia (espressi nello slogan "Roma ladrona"). Il Federalismo leghista ha pertanto assunto connotati propri, apparendo più funzionale a un certo tipo di egoismo sociale, che non agli ideali della libertà, della democrazia, dell’europeismo.

In questi stessi anni da vessillo leghista il Federalismo è divenuto un obiettivo programmatico di diversi partiti.

Vediamo ora gli elementi salienti della proposta di riforma:

- Con il Senato federale muore il Bicameralismo perfetto

il Senato Federale si occuperà della legislazione concorrente: Le modifiche che il ddl prevede alla Parte Seconda della Costituzione partono proprio dal Titolo I: il Parlamento. L’art.55 prevede che ’’il Parlamento si compone della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblicà’. Questa dicitura sarà trasformata in ’’il Parlamento si compone della Camera dei Deputati e del Senato Federalè’. Muore quindi il bicameralismo perfetto tranne che per alcuni casi come le leggi di perequazione finanziaria e quelle elettorali. I deputati si occuperanno della legislazione esclusiva dello Stato, mentre i senatori di quella concorrente. I contenziosi sulle competenze saranno insindacabilmente risolti dai presidenti delle due Assemblee.

Ognuno dei due rami potrà però invitare l’altro a riconsiderare una legge, ma servirà il sostegno di almeno un quinto dei suoi membri per presentare la proposta. Prevista anche una riduzione del numero dei parlamentari: i deputati scenderanno a 305 e i senatori a 208. Ma questo taglio dovrebbe essere valido dal 2011, cioè dalla legislatura successiva(cioè la sedicesima).

- Il capo dello Stato sarà Garante dell’interesse nazionale

Il presidente della Repubblica. Sarà rieleggibile e dovrà garantire l’interesse nazionale della produzione legislativa parlamentare. Competenza che inzialmente era stata assegnata al Senato Federale. Il Capo dello Stato avrà il compito anche di nominare i responsabili delle Autorità di Garanzia.

Il ddl prevede anche diverse novità sul premier: non potrà essere votato ma sarà comunque presente sulla scheda elettorale per rendere più semplice riconoscere l’abbinamento con la ’suà maggioranza. Avrà il potere di nominare i membri del Governo e sciogliere le Camere, ma qualora fosse sfiduciato dal Parlamento si tornerebbe a votare. In caso di dimissioni del premier per altri motivi non legati al rapporto fiduciario con la sua coalizione, la maggioranza potrebbe scegliere un nuovo presidente del Consiglio.

- Il Senato Federale eleggerà sei giudici della nuova Consulta che diventa di 19 membri.

Il numero dei giudici membri della Corte Costituzionale salirà da 15 a 19: cinque saranno nominati dal presidente della Repubblica, cinque dai rappresentanti delle supreme magistrature ordinarie e amministrative, tre dalla Camera dei Deputati e sei dal nuovo Senato Federale. Viene inserito un limite alla candidabilità dei giudici: non potrà aspirare a un posto alla Consulta chi ha lasciato i banchi del Parlamento o del Consiglio Regionale da meno di cinque anni. Viceversa un giudice ’uscentè dovrà aspettare almeno un quinquennio prima di tentare l’avventura politica in Parlamento o alla Regione.

Il ddl governativo prevede una modifica anche alla ripartizione delle ’quotè per l’elezione dei membri del Consiglio Superiore della Magistratura i cui membri per due terzi vengono eletti da tutti i magistrati ordinari tra gli appartenenti alle varie categorie e per un terzo dal Parlamento. La ’quotà del Parlamento sarà suddivisa in maniera uguale tra Camera dei Deputati e Senato Federale.

Infine alla città di Roma viene riconosciuto lo status di Capitale dell’Italia Federale, ma forme e condizioni dell’autonomia - anche di quella normativa - saranno stabilite con le modalità previste dallo Statuto della Regione Lazio.

- In ddl anche ’Roma Capitalè

Nel disegno di legge costituzionale approvato in Consiglio dei Ministri è prevista anche la norma che riconosce a Roma lo status di ’Capitalè d’Italia. Ma sulla sua autonomia si deciderà in base alle modalità previste dallo Statuto della Regione Lazio. Lo ha spiegato il vice premier, Gianfranco Fini, in una conferenza stampa a Palazzo Chigi. Fini, ribadendo che sono state accolte le indicazioni presentate dal ’Governatorè del Lazio, Francesco Storace, ha letto per intero la proposta del nuovo articolo costituzionale contenuta nel ddl. ’’Roma è la Capitale della Repubblica Federale - recita l’articolo - forme e condizioni dell’autonomia anche normativa, possono essere attribuite alla capitale nei limiti e con le modalità stabilite dallo Statuto della Regione Laziò’.

- Senato federale sarà eletto con proporzionale

Il disegno di riforma approvato dal Consiglio dei Ministri prevede un Senato federale della Repubblica, composto da 200 senatori, più quelli assegnati alla circoscrizione Estero ed i senatori a vita, eletti a suffragio universale e diretto con sistema proporzionale sulla base del criterio di rappresentanza territoriale. La proposta - spiega il comunicato di Palazzo Chigi - prevede che ogni Regione abbia un minimo di cinque senatori, mentre Molise e Valle d’Aosta potranno avere, rispettivamente, due ed un senatore. Saranno comunque eleggibili a senatore soltanto coloro che abbiano svolto una significativa esperienza istituzionale all’interno del territorio regionale. Anche la composizione della Camera dei deputati viene fortemente ridotta nel numero (400 membri, più quelli assegnati alla circoscrizione Estero), mentre il limite di età per l’elettorato attivo e passivo è unificato rispettivamente a 18 e 25 anni. A tutela delle opposizioni viene enunciato il principio, che dovrà trovare significativo riscontro nell’auto-organizzazione della Camera dei deputati, in base al quale i loro diritti sono garantiti e tutelati dai regolamenti parlamentari, anche con riferimento alla formazione del calendario dei lavori.

- Capo dello Stato designerà vice presidente Csm

Oltre ai già previsti poteri, il Capo dello Stato - secondo quanto prevede lo schema di ddl costituzionale approvato dal Consiglio dei Ministri - assume quello di nominare i presidenti delle autorità amministrative indipendenti nei casi previsti dalla legge e di designare il vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura. Il Capo dello Stato, secondo quanto prevede la Costituzione, presiede il Csm. Il potere di scioglimento della Camera viene esercitato dal presidente della Repubblica su proposta del Primo Ministro, che ne assume la esclusiva responsabilità, mentre quello del Senato - spiega il comunicato di Palazzo Chigi - spetta al presidente in via esclusiva in caso di prolungata impossibilità di funzionamento.

- Primo ministro "sostituisce" presidente del Consiglio

Lo schema di ddl costituzionale che il Consiglio dei Ministri ha approvato rafforza ’’significativamente la figura del Primo Ministro (non più, quindi, Presidente del Consiglio), che dovrà dirigere (oltre che promuovere e a coordinare) l’attività dei Ministri, da lui direttamente nominati e revocatì’. Lo sottolinea il comunicato di Palazzo Chigi. La candidatura alla carica di primo Ministro avviene tramite collegamento alle coalizioni che partecipano all’elezione della Camera dei deputati ed il Presidente della Repubblica nomina il candidato Primo Ministro collegato alla maggioranza espressa dall’elezione stessa. Pertanto la fiducia da parte delle Camere non è più prevista ma diventa presunta fino a quando non sia approvata una mozione di sfiducia della Camera o questa respinga una proposta del Governo sulla quale il Primo Ministro abbia posto la questione di fiducia; in tali casi le dimissioni sono obbligatorie e sono indette nuove elezioni.


Rispondere all'articolo - Ci sono 1 contributi al forum. - Policy sui Forum -
Devolution: Federalismo o tendenza separatista?
18 giugno 2006

Io penso fermamente che si tratta di un movimento peronista (neo-fascista), che vorrebbe fare due italie.

E’ ovvio che si tratta dell’espediente razzista, che vorrebbe il nord come terra del successo, e il restante popolo, che ha dato il contributo principale alla situazione paridisiaca del nord (in ordine al capitale umano sia intellettuale che manuale e nella Difesa Militare, e in una situazione di totale sottomissione)

e chi si trovasse "nel territorio di sacrificio", sia dichiarato come facente parte del "popolo senza qualità", e quindi messo nel "miglio verde"

E’ il discorso più violento e razzista si sia mai sentito, difatti per giustificare le leggi razziali sugli ebrei si disse che erano troppo abili per lasciarli liberi..

Oggi si parla di latitudine, come discriminante di perfezione.

In realtà la divisione dell’Italia già esiste, perchè nessun lavoratore convenzionale del sud può sfidare il costo della vita del nord..

In atto quindi al nord vi è la supervalutazione delle case, che rappresentano veramente un capitale imbattibile, che rende impossibile una qualsiasi forma di sussistenza tra nord e sud (scambio di prestazioni)
 Cioè il nord (rispetto al sud) è molto ricco!

Tutti gli altri discorsi, vertono su argomenti di diversificazione ulteriore, che strozzerebbero la popolazione, dando poi la colpa ai romani della gestione truffaldina delle risorse, e del loro depauperamento (cioè, noi si deve mangiare solo pane e cipolla, il resto è un lusso!.. e io penso che ci farebbero morire tutti!).

Ciò non toglie che il nord è pieno di gente perbene. Gente che non ascolta le canzoncine.

Gente intelligente che ha scelto lo sviluppo come sistema per emanciparsi.

    Devolution: Federalismo o tendenza separatista?
    23 giugno 2006

    Macchè razzismo e razzismo.. La sardegna ancora sta aspettando soldi dallo stato per finanziamenti promessi che si sono persi nella burocrazia! Non conviene forse che sia la regione/provincia a decidere come meglio spendere i soldi ricevuti dalle tasse? Secondo voi uno che sta a Roma può capire la situazione di un ospedale di Bolzano O di una strada di Palermo?? Da Roma sono stati chiusi ospedali solo perchè non avevano un numero di pazienti adeguato a quelli che si trovano nelle grandi città: adesso per andare in ospedale in alcuni paesi di montagna, che non sono eremi isolati dal mondo, bisogna fare almeno 30 km! Non so voi ma io non vorrei essere nella loro situazione e a chi mi dice che un ospedale di questo tipo sia uno spreco dico:guardate Striscia la Notizia, gran parte delle strutture mediche sono state costruite spendendo miliardi e ora sono abbandonate(ALCUNE ADDIRITTURA CON MACCHINARI COSTOSISSIMI ALL’INTERNO)!

    Non conviene, invece di trasferire i soldi delle tasse dalle regioni allo stato per poi ritornare alle regioni come finanziamenti decurtati della metà perchè se li mangiano prima e perchè i trasferimenti hanno un costo, che una regione si tenga i soldi delle tasse e decida come meglio spenderli? Non è forse vero che sarebbe più facile contrastare l’evasione fiscale se controllori e controllati fossero più vicini?

    Ovviamente la riforma è ancora molto molto lontana dalla perfezione,ci sono dei punti che non tornano neanche a me ma come base per iniziare a lavorarci non mi sembra male!