Dettagli insignificanti


Le eccellenze in Italia esistono. Solo che ne parliamo male
mercoledì 14 giugno 2017 , Inviato da Adriano Todaro - 338 letture

Se c’è una cosa che mi dà estremamente fastidio, è che i giornali parlino sempre di cose negative, dagli scandali alla cronaca nera. Mai le buone notizie. Mai il racconto di tante eccellenze che abbiamo nel nostro Paese e che dovrebbero essere valorizzate, fatte conoscere, illustrate così da dare al lettore un incentivo per fare meglio, una speranza per il futuro.

Una di queste eccellenze si chiama Nicola Lattanzi. Chi è, direte voi? Ora ve lo spiego ma prima vi devo parlare di Imt Alti Sudi di Lucca. Imt è l’acronimo di Istituzioni, Mercati, Tecnologie mica cosetta da nulla. Pensate un po’ che lì ha studiato anche quella di Peppa Pig, la Marianna Madia che ha prodotto una tesi diventata famosa in tutto il mondo. L’oggetto principale di studio è l’analisi dei sistemi economici, sociali, tecnologici e culturali. Pensate che gli Alti Sudi possono disporre di 14 docenti a tempo indeterminato, 36 ricercatori, 20 visiting professors, 200 lecturers e speakers, 60 guest scholars. Non so cosa significhino molti di questi termini, ma comunque devono essere importanti e, in più, 135 studenti di dottorato. Siccome, però, l’acronimo parla anche di mercati ecco che nel loro sito sbattono lì un occhio e scrivono che “tutte queste persone rappresentano anche un ritorno economico per la città di Lucca, con appartamenti in affitto, frequentazione di ristoranti e negozi”.

Comunque andiamo avanti con la nostra storia perché essa stessa è storia di eccellenza. Dunque l’Imt necessita di un professore ordinario di economia aziendale e, siccome sono ligi alle leggi, aprono un bando. Si presentano due soli candidati: Nicola Lattanzi e una donna di cui non sappiamo il nome, ma sicuramente deve essere una sfigata. La commissione esaminatrice è formata da tre docenti esterni proprio per dare maggior regolarità alle prove.

I tre saggi esaminano la documentazione prodotta dai due candidati e, ohibò, quella di Nicola Lattanzi è superlativa: i suoi articoli pubblicati da riviste scientifiche sono giudicati di “livello complessivamente molto buono” in quanto a originalità, rilevanza scientifica e rigore metodologico. Insomma questo Nicola è proprio originale. In quanto al rigore non ne parliamo proprio. Il bando indicava come linea “L’analisi delle capacità dinamico cognitive dell’azienda”, un ambito in cui l’economia aziendale incrocia le neuroscienze e di cui il nostro Nicola, guarda caso, ha nel suo curriculum più pubblicazioni.

Insomma, uno scienziato mica da ridere. E, infatti, nel verbale dei tre esaminatori si può anche leggere, a proposito dell’originalità e del rigore metodologico del candidato, che “la loro congruenza con il profilo del bando appare elevata”.

E la Sfigata? Beh questa è sì professoressa dell’università di Bologna ma ottiene un punteggio inferiore al Lattanzi anche riguardo alle pubblicazioni presentate che sono comunque giudicate “complessivamente buone”. Insomma, bocciata. In modo elegante, ma bocciata.

Alla fine Lattanzi è scelto all’unanimità in virtù della “prospettiva multidisciplinare del modello di ricerca nel campo economico-aziendale della scuola Imt”. Guardate che “multidisciplinare” è termine importante per il direttore dell’Imt che si chiama Pietro Pietrini e che è uno psichiatra e neuroscienziato. E’ lui che ha voluto l’apertura della scuola alle neuroscienze e l’assunzione di un docente di economia esperto in tale disciplina. Nel passato Lattanzi e Pietrini hanno pubblicato assieme alcuni articoli. Ma questo è solo un dettaglio.

Nel 2015, prima che andasse a dirigere l’Imt, questo Pietrini aveva avuto una consulenza di 18 mila euro per verificare se nelle acque ci fosse tallio. L’azienda che l’aveva incaricato era Gaia, società di servizi idrici. E chi presiedeva Gaia? Indovinato! Nicola Lattanzi. Ma è un dettaglio.

E c’è un altro dettaglio. Anche qua c’è un Babbo. E il Babbo si chiama Arturo Lattanzi che fino a poco tempo fa di mestiere faceva il presidente di due fondazioni che ogni anno finanziavano la Imt con 2 milioni di euro.

Un dettaglio, appunto. Lo scienziato Pietrini si è sentito offeso dagli articoli dei giornali e ha dichiarato che “La scuola Imt è una casa di acciaio e vetro resistente come l’acciaio e trasparente come il vetro”.

Gli crediamo sulla parola perché lui è psichiatra e neuroscienziato e noi, invece, abbiamo frequentato le scuole serali. Ma anche questo è un dettaglio.

P.S. – Cari lettori, con questo articolo sospendo, momentaneamente, la mia collaborazione con girodivite. Devo studiare. Studiare una nuova legge elettorale con l’aiuto della mente giureconsulta di Emanuele Fiano, di professione architetto Pd. Speriamo che il nostro sforzo, questa volta sia capito da tutto il Parlamento e anche dall’Alto Adige. Nel Pd, gli architetti invece che costruire palazzi, costruiscono leggi elettorali. E allora mi sorge spontanea una domanda: se costruiscono leggi elettorali invece che palazzi perché mai Angelino l’Agrigentino non potrebbe continuare a fare il ministro? Considerato che il cervello dell’Alfanino Agrigentino è stato dichiarato Patrimonio dell’Umanità, vi prego di stargli vicino. Proteggiamolo e sosteniamolo in questa battaglia di libertà contro il 5%. A presto.


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