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Democrazia


Incontro dibattito con Raniero La Valle al Circolo Pickwick di Messina. Breve resoconto dell’evento.
mercoledì 8 giugno 2011, di Piero Buscemi - 631 letture

E’ più facile di quanto vogliano farci credere. Fare politica è mettere in pratica la semplicità di uno scambio reciproco di rispetto. Da una parte, coloro che la esercitano, e dall’altra, i cittadini che ne dovrebbero godere i benefici. pick

Non occorre aggiungere nient’altro, né inventarsi strategie di consenso. Perché la politica non è una guerra di interessi, nella quale i detentori di un potere, che nasconde già nella propria etimologia e nei sinonimi le risposte che molti hanno deturpato e insultato in nome di una propria realizzazione personale, hanno votato la loro causa. Egoistica e assolutista.

Essere in grado, avere il permesso, essere legale, essere lecito, ma anche virtù, capacità, disporre della facoltà sono esempi di umiltà e rispetto, con i quali dare un senso a questa ambita attività che, troppo spesso, trova giustificazione nelle sue aberrazioni quali egemonia, supremazia, dominio o potestà, per citarne qualcuna.

Considerazioni recepite dalle parole di Raniero La Valle, che ha aderito volentieri oggi pomeriggio all’incontro organizzato dall’Associazione Messina Futura, presso il Circolo Pickwick di Messina. L’argomento di discussione era la Costituzione e in modo particolare, l’art. 75 che riconosce ai cittadini il diritto, e senza dubbio anche dovere, di manifestare e proporre il proprio pensiero su argomenti che coinvolgono il destino della collettività, grazie all’utilizzo dei referendum.

pick2 Ascoltando quest’uomo di ottant’anni, e osservandolo nella fermezza delle sue parole, pronunciate in piedi, rispettoso di una platea attenta e numerosa, è proprio all’uomo che abbiamo rivolto il nostro pensiero. Accantonando il giornalista, il politico o l’intellettuale, ruoli ben descritti nelle biografie distribuite su internet, La Valle ha saputo semplificare il ruolo del politico, che in questi ultimi anni ha perso il suo valore essenziale per lasciare spazio al giullare di corte che, rispetto al passato, ha sostituito sul trono il sovrano che aveva il compito di sollazzare.

La Valle, in una ventina di minuti, ci ha consegnato l’essenza dei principi che hanno ispirato i costituzionalisti nel redigere quella che, ci permettiamo di scriverlo, dovrebbe essere la bibbia laica del popolo italiano. E’ stato sufficiente mettere a confronto, senza troppi giri di parole, il concetto di uniformità democratica e un più opportunistico libero arbitrio. Il resto è stato già scritto e approvato il 22 dicembre 1947.

La Valle si è limitato a rammentarcela, soffermandosi negli assurdi privilegi pretesi da una classe politica attraverso la legge sul legittimo impedimento. Ha colto l’occasione per citare gli imminenti referendum che coinvolgeranno gli italiani il 12 e 13 giugno. Un’occasione per ribadire la sovranità del popolo, che delega un numero ristretto di cittadini che ostentano l’incontestabilità e l’incarico eterno. Cittadini in un numero forse, neanche troppo ristretto, e sicuramente ben pagati. Aggiungiamo noi.

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