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"Decontaminazione Sicilia"


Il 14 Aprile a Villarosa (Enna) si è riunito il coordinamento dei Comitati Cittadini Siciliani Contro gli Inceneritori e per un Nuovo Piano dei Rifiuti, "Decontaminazione Sicilia".
martedì 24 aprile 2007, di pino ciampolillo - 829 letture

Il 14 Aprile a Villarosa (Enna) si è riunito il coordinamento dei Comitati Cittadini Siciliani Contro gli Inceneritori e per un Nuovo Piano dei Rifiuti, "Decontaminazione Sicilia".

Il documento stilato formalizza la adesione in rete ai comitati NO-Inc da Trento a Napoli, certi che essere agganciati al movimento nazionale possa dare più forza alla nostra opposizione. Per 4 anni abbiamo manifestato in tutte le sedi istituzionali e con civiltà fortemente convinti che un altro Piano Gestione Rifiuti è possibile. La momentanea sospensione alle illegittime autorizzazioni

cui abbiamo contribuito a dare parere con una cordata di contatti e comunicazioni arrivate fino alla "cabina di regia "del ministero, (non tanto al Ministro Scanio, quanto al Ministro della Sanità Livia Turco e del Lavoro Bersani), espressa in Conferenza di Servizi tre mesi fa, ci ha fatto "tirare il fiato" per un pò. Ma quella è stata solo una "sospensione" non è affatto una revoca nè tantomeno un annullamento delle autorizzazioni. Nel frattempo, fatto gravissimo, sono stati sospesi i dirigenti chimici dell’ufficio 3 dell’Assessorato Territorio Ambiente, Alessandro Pellerito e Gioacchino Genchi che avevano dato parere negativo alle emissioni per due degli impianti, Augusta e Casteltermini- Campofranco, e si apprestavano al loro lavoro di verifica e audizione presso le sedi ministeriali e per occuparsi degli altri due impianti

E’ con disagio che mentre vi posto per conoscenza il testo all’adesione a No-Inc, comunico la notizia che in tale periodo di esautoramento (per cui sono stati avviati i ricorsi nelle sedi sindacali) le aziende hanno chiesto parere direttamente a detto Assessorato che si arroga il diritto di rilasciare la Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA). I tentativi di disarticolazione di detto Assessorato, le dichiarazioni stampa di Cuffaro, dell’ex Assessore al Territorio Cascio, dell’attuale Assessore Rossana Interlandi che affermano già in essere i pronunciamenti a favore, in quanto le emissioni non costituiscono fonte di pericolo, chiudono il cerchio su ciò che è noto da tempo, e che la blanda sospensione ministeriale non ha avuto il coraggio di attuare. Diversamente gli atti potevano essere annullati d’ufficio in autotutela, previsto dall’art.21, commi 7,8,9. Questi ultimi articoli erano proprio richiamati nelle 11 note inviate al Ministero dell’Ambiente il 5/7/2006 dal servizio 3 suddetto dei dirigenti Pellerito e Genchi, e che aveva innescato la procedura di revisione della conferenza di Servizi. Inoltre le competenze in tema Ambientale sono state spostate con una leggina all’epoca Berlusconi (chissà come mai) al Tar Lazio (noto per la recente sentenza sul Catania Calcio). Così anche i ricorsi del TAR Catania che ben aveva descritto le incompatibilità del progetto con le leggi in vigore vennero allontanati e gestiti "fuori sede". Tutti i Comuni, Regioni, Associazioni a livello nazionale insorsero allora e noi come gli altri abbiamo fatto ricorso alla Corte dei Conti che si pronuncerà il 22 Maggio.

Se non faremo sentire la nostra voce, se lasceremo soli di fronte alle intimidazioni e al rischio di perdita del posto di lavoro o comunque a pesanti esautoramenti, se non facciamo nulla, il governo Regionale avrà imposto a questa terra una scelta scellerata e irreversibile. Protestiamo tutti presso la Presidenza della Provincia, chiamata tra pochi giorni a dare parere facciamo passaparola con associazioni, politici di buona volontà, rappresentanti di categoria, CNA, Confcommercio, Comparti a difesa del Territorio e del Turismo sostenibile in Sicilia, Presidi Ospedalieri e sanitari e loro medici, insegnanti e studenti delle scuole di ogni ordine e grado, associazioni ambientaliste, associazioni in difesa della legalità e antimafia, Agende 21, ARPA, Protezione Civile, Confederazioni Sindacali : un altro piano dei rifiuti è possibile. Avvisate tutti, dibattete e informatevi presso i Comitati cittadini avremo bisogno di tutto il vostro impegno. Diffondete la notizia. Uniamoci.....

Zerega Rossana del Comitato Cittadino contro gli inceneritori e per il diritto alla vita Comitato Donne e Mamme di Augusta- Decontaminazione Sicilia. Comitato Cittadino Isola Pulita Isola delle Femmine Per un nuovo piano dei rifiuti in Sicilia.

APPELLO ALLA LEGALITA’

AIUTATECI A RIPORTARE LA LEGALITA’ IN QUESTA NOSTRA SICILIA. AIUTATECI A LIBERARCI !!

FATELO SUBITO, con ATTI CONCRETI.

ASSUMETEVI LE VOSTRE RESPONSABILITA’.

NOI SICILIANI ONESTI che crediamo ancora nella GIUSTIZIA e nei DIRITTI

SANCITI DALLA REPUBBLICA, vi chiediamo ORA, FATTI NON PAROLE!!

E’ inutile sfilare ai cortei, ai convegni pre-elettorali o a quelli per la LEGALITA’ o ai funerali di vittime illustri o coraggiosi eroi (Falcone, Borsellino, Livatino, Don Puglisi, ecc.ecc. ).

Non è più tempo di eroi. Siamo solo dei CITTADINI coscienti dei nostri DIRITTI e DOVERI. e ..... siamo in tanti.

Buon lavoro e dimostrateci subito con chi state e soprattutto PER CHI LAVORATE!!

Angela Calì - Gruppo Spontaneo Donne e Mamme di Augusta aderente al coordinamento dei Comitati Siciliani - Decontaminazione Sicilia Comitato Cittadino Isola Pulita Isola delle Femmine Comunicato Stampa di "Decontaminazione Sicilia" Coordinamento dei Comitati Cittadini Siciliani

COMUNICATO IL CASO SICILIA

La gestione dell’emergenza ha determinato, in Sicilia, una procedura di attuazione del piano di gestione dei rifiuti considerata illegittima dalla Commissione Europea, che per tale ragione ha chiesto la condanna dell’Italia innanzi alla Corte di Giustizia UE. Secondo la Corte dei Conti la violazione delle direttive europee in materia di appalti pubblici, ha comportato l’affidamento della realizzazione di 4 inceneritori a prescindere dall’acquisizione dell’informativa antimafia. Tale comportamento, definito particolarmente imprudente dalla suddetta Corte, ha comportato che una delle società riunite in associazione temporanea di imprese, aggiudicataria di due dei quattro inceneritori risultasse infiltrata dalla criminalità mafiosa. Tale piano regionale dei rifiuti ha sovvertito tutti i principi comunitari e nazionali sullo smaltimento dei rifiuti, essendo fondato sulla preponderanza dell’incenerimento dei rifiuti e comportando di fatto la disincentivazione della raccolta differenziata. Un ricorso così massiccio all’incenerimento avrebbe determinato un preoccupante aumento delle emissioni inquinanti in atmosfera nei siti previsti.I livelli delle emissioni per le sostanze tossiche e persistenti (diossine, furani etc.), pur rientrando all’interno dei limiti di legge, sarebbero infatti risultati non compatibili ambientalmente col territorio e con le popolazioni esposte, sulla base dei parametri indicati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Gli uffici regionali competenti, che avevano già negato le autorizzazioni alle emissioni per due impianti e si accingevano a farlo anche per gli altri, sono stati prima esautorati e poi decapitati con la rimozione dei dirigenti agli stessi preposti, nei confronti dei quali sono state attivate illegittime procedure di licenziamento. Le autorizzazioni alle emissioni in atmosfera, negate dagli uffici regionali, sono state successivamente rilasciate a livello ministeriale, attraverso procedure successivamente riconosciute illegittime dallo stesso Ministero dell’Ambiente. I tribunali amministrativi regionali che si erano pronunciati in maniera severa contro il suddetto sistema, sono stati esautorati attraverso norme costituzionalmente illegittime e lesive dell’autonomia della regione siciliana. Malgrado i gravissimi rilievi degli organi comunitari, malgrado rilevanti vizi evidenziati dai tribunali amministrativi siciliani, malgrado il giudizio severissimo della Corte dei Conti, malgrado il pesante impatto ambientale e sanitario, malgrado i pesanti costi sociali ed economici, malgrado l’esistenza di alternative sostenibili già adottate in tutti i paesi più avanzati, malgrado l’opposizione delle popolazioni interessate, il piano rifiuti Sicilia viene caparbiamente difeso e sostenuto da una classe politica sorda e cieca a qualsiasi richiamo del buon senso e della ragione.

Decontaminazione Sicilia per NO-Inc www.isolapulita.it

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28 aprile 2007

Scusate: per correttezza si legga nella prima parte dell’articolo al posto di "Corte dei Conti", "Corte Costituzionale", che si esprimerà appunto il 22 Maggio prossimo. L’ora tarda è stata complice di questo lapsus.

Nel frattempo la Corte Costituzionale si è espressa con lungo e dettagliato documento, sulle Regioni commissariate e in emergenza rifiuti (Campania, Calabria, Sicilia) qualche giorno fa, di cui si darà resoconto su Giro a giorni e in particolare sul giudizio espresso su Regione Sicilia.

Rossana Zerega-Decontaminazione Sicilia

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