Ad un manager pubblico, dopo 15 mesi di lavoro, gli hanno dato una liquidazione di 1.440.000 euro.
Chi volesse comprendere bene la divisione di classe esistente nel nostro Paese, dovrebbe dare una scorsa agli stipendi dei manager italiani, riferiti al 2009. Voi quanto avete guadagnato? Forse 13.000 euro l’anno? 20 mila? Siete dei pezzenti. Ma come fate a vivere con questa miseria?
I manager italiani, sia pubblici che privati, invece, di soldi ne hanno guadagnati tanti. Soldi, naturalmente, guadagnati onestamente, con grandi sacrifici personali, abnegazione, studi profondi per individuare il partito giusto. Non è una gran bella vita quella che conducono i manager e Sergino Marchionne l’ha sottolineato più volte. No! Non è una bella vita, oggi di qua, domani ad un summit negli States, una corsa ad Antigua, un tuffo alle Maldive, una sciata a Saint Moritz e poi ancora a studiare come mandare avanti la fabbrica. E non avete idea, cari lettori, che fatica si fa ad accompagnare la moglie a fare shopping che è anche, diciamolo pure, una grande rottura di coglioni.
Prendete, invece, gli operai, belli paciarotti, lavorare tranquilli magari vicino casa. E non hanno neppure il problema dello shopping in via della Spiga. Al massimo vanno al Carrefour. E’ vero, guadagnano meno. Ma è anche vero che senza soldi ci sono meno tentazioni, meno desideri.
E le responsabilità? Volete mettere le responsabilità che può avere un operaio che lavora alla catena di montaggio e Giuseppe Nucci? Chi è? Non sapete chi è Nucci? Nucci è un grande manager che proprio pochi giorni orsono è stato nominato amministratore delegato della Sogin, la società che ha il compito di smantellare le vecchie centrali nucleari o, come più precisamente si legge nel sito internet della società, di “gestire in sicurezza la chiusura del ciclo di vita degli impianti nucleari italiani (decommissioning)”. L’ha nominato il ragioniere di Sondrio Giulio Tremonti, uno dalle idee fini che ha nominato il nuovo consiglio della Sogin e, quindi, l’amministratore delegato. Nucci proviene dall’Enel, settore “illuminazione pubblica e artistica”. Cosa significa non è dato sapere, ma questo manager ha avuto esperienze importanti ai veicoli commerciali Fiat e alla Tecnomasio-Brown Boveri. E’ presidente anche dell’Aidi, l’Associazione italiana di illuminazione. L’allora presidente della Repubblica Ciampi l’ha nominato – a suo tempo – Cavaliere del Lavoro.
Insomma, per farla breve, un curriculum di tutto rispetto. Ingegnere di 53 anni, Nucci era già stato alla Sogin per un anno e tre mesi e il programma di smantellamento è restato fermo. Nucci, nel frattempo, studiava, studiava e studiava, ma alla fine del 2006 il governo di centrosinistra decide che è necessario risparmiare sugli stipendi dei manager pubblici e riduce il consiglio direttivo della Sogin da 9 a 3 membri. Nucci così perde il posto di lavoro, diventa uno dei tanti disoccupati. Vorrebbe andare su una qualsiasi gru a protestare, ma le due figlie lo convincono a desistere. E così Nucci passa le giornate a macerarsi accanto al telefono nella speranza che lo chiami qualcuno. Però la buonuscita è accettabile: più di un milione di euro. Come mai questa cifra per soli 15 mesi di duro lavoro? Il meccanismo della moltiplicazione è semplice e potrebbe anche essere utilizzato dagli operai che stanno sempre a lamentarsi. Allora, seguitemi bene che vi spiego. Il Consiglio di amministrazione della Sogin aveva affidato un incarico dirigenziale a Nucci per 230.000 euro l’anno più 70 mila per gli obiettivi raggiunti. Un compenso che sarà corrisposto per tutta la durata dell’incarico, tre anni, così da premiare, dice la delibera, l’impegno dell’amministratore a non dimettersi prima della scadenza del mandato.
Dovrebbero fare così anche gli operai se avessero un po’ di sale nella zucca e non fossero dei fannulloni impenitenti. Ma andiamo avanti. Se poi il governo lo avesse licenziato, a titolo di indennità compensativa e risarcitoria gli avrebbe dato una cifra pari ad un triennio dei compensi complessivamente goduti. Facciamo un po’ di conti: dopo 15 mesi Nucci viene licenziato e gli danno una liquidazione di 1.440.000 euro. In pratica 250 mila euro come amministratore delegato e 230 come dirigente. Il tutto moltiplicato per tre. Ed oplà il gioco è fatto.
Ora il Tremonti Giulio, per non farselo scappare, lo ha richiamato alla Sogin come amministratore delegato. Nucci sa che è un momento difficile per tutti, che bisogna tirare la cinghia ed, infatti, guadagnerà più di prima. Perché è così che funziona fra i Cavalieri del Lavoro. Se le aziende vanno male, si licenziano gli operai e si aumenta la paga dei manager. Deve essere una pensata di Tremonti che è uno che se ne intende visto che una volta è stato in gita ad Oxford.
Ad esempio la Fiat ha chiuso il 2009 con una perdita di 838 milioni di euro. Con una cifra simile non è certo morale che gli operai chiedano più soldi, più pause, più diritti. Siamo tutti sulla stessa barca e quindi tutti devono fare sacrifici. Sia gli operai che i dirigenti ed, infatti, Sergino Marchionne ha percepito 4,78 milioni di euro cioè il 40% in più dell’anno prima mentre il presidente, Luca Cordero di Montezemolo, quello che molti nel centro sinistra lo vorrebbero presidente del Consiglio, supera la soglia dei 5 milioni di euro, il 55% in più dell’anno precedente.
Ora, 5 milioni di euro l’anno sono una cifra appena appena accettabile. Se dividiamo questa cifra per un mese di lavoro, significa che si porta a casa 416.667 euro. In pratica 13.889 euro ogni santo giorno. Ogni ora i manager da 5 milioni l’anno, guadagnano 578,70 euro. In pratica, questi fratelli sfruttati, guadagnano ogni ora, anche quando dormono e durante le festività, 578 euro, più di un milione delle vecchie lirette.
Qualcuno guadagna di più come Carlo Puri Negri vice presidente della Pirelli Real Estate (15 milioni di euro), Marco Tronchetti Provera (circa 6 milioni) eccetera. Ora noi tutti questi Fratelli d’Italia, non li conosciamo personalmente. Ci piacerebbe molto sapere cosa pensano e come passano il loro tempo libero, se vanno al Carrefour o preferiscono il Gigante.
Una cosa la sappiamo di certo. Quando si ritrovano al bordo di qualche piscina, a qualche cena, in qualche Paese del mondo, o in barca, siamo sicuri che parlano dei metalmeccanici e delle loro richieste sindacali giudicate troppo esose. Personaggi incontentabili questi operai, che stanno fin troppo bene, che preferiscono acquistare maglioncini cinesi al discount sotto casa invece di andare nella Fifth Avenue.
Caro Nucci, tu che sei presidente dell’Associazione italiana illuminazione, illuminaci, consigliaci cosa dobbiamo fare. Fino a quando dobbiamo mantenervi? Quando riusciremo a decommissioning i Cavalieri e a salvaguardare il Lavoro?