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Decantati da Armando Rotoletti

Degustazioni di immagini e vini, tra le terre dell’Etna, al Teatro Angelo Musco di Catania.
di Piero Buscemi - mercoledì 10 giugno 2015 - 3981 letture

Il vino inebria di suo, senza particolari accorgimenti scenici. Se lo si accosta ad un evento letterario, i risultati sono imprevedibili. La qualità e l’eccellenza della produzione del variegato territorio etneo ha offerto il meglio di sé venerdì sera durante la presentazione del libro “Vino e gente dell’Etna”, realizzato dal fotografo messinese Armando Rotoletti. Armando RotolettiChe i vini prodotti dalle aziende, che operano tra le pendici dell’Etna, abbiano raggiunto livelli di raffinata pregevolezza, riconosciuta ormai non soltanto in territorio nazionale, non occorreva la nostra puntualizzazione per essere avvalorata.

Senza dubbio, L'autore firma una copial’opera letteraria presentata al pubblico intervenuto ha umilmente raccontato, con le immagini dell’autore, frammenti di vita rurale che hanno solo il compito di dare voce e testimonianza alle “genti” contenute nel titolo stesso dell’opera. Donne, uomini e bambini che vivono attorno ad un fenomeno, forse eccessivamente di costume, con il quale, spesso, si tende a sminuire un’antica tradizione tramandata con sudore, fatica e soprattutto, passione.

L’intento di Rotoletti è evidenziato dallo stesso formato della pubblicazione. Rettangolare, come l’esperienza descrittiva dell’autore ha suggerito indirizzandolo verso la migliore delle scelte possibili. Un 20 x 30 leggermente allargato, se vogliamo proprio utilizzare una terminologia tecnica, che rispecchia il messaggio panoramico del territorio, dove l’immagine centrale dei personaggi raffigurati in alcune foto, si lega con il resto dell’immagine. Suggeriamo il lettore a soffermarsi sulle foto, provando a concentrare lo sguardo sui quattro angoli dell’immagine. Muovendosi con gli occhi, come se si utilizzasse una piccola telecamera, ci troveremmo costretti, da qualsiasi angolo scelto di partenza, a seguire delle ideali diagonali convergenti al centro, punto di espressione principale della foto. Un tutt’uno che, indubbiamente, la scelta della chiusura molto spinta del diaframma, scegliendo valori molto alti per ottenere una nitida profondità di campo, manifesta un messaggio dell’autore, trasparente e palese: la necessità di integrazione totale tra l’uomo e la natura che offre i suoi frutti, con divieto assoluto di un assurdo dominio di uno dei due elementi sull’altro.

L'intervento del protagonista della copertinaLa serata, che non poteva trovare migliore palcoscenico se non quello del Teatro Angelo Musco di Catania, è stata arricchita dagli interventi di alcuni produttori locali dell’Etna Doc, che hanno voluto esprimere la loro testimonianza sulle difficoltà logistiche e territoriali che, quotidianamente, devono affrontare svolgendo la loro attività. L’incuria delle istituzioni, ottusamente distanti e “ubriache” di narcisismo politico, inutile e dispendioso, rappresenta, il più delle volte, il vero ostacolo di chi si affaccia su questo affascinante mondo della natura che, sotto le mani dell’uomo, si trasforma in alimento sublime. Si, perché, come gli stessi produttori hanno tenuto a specificare, il vino non è, e non lo sarà mai, una bevanda. Un momento della serata Le sue proprietà organolettiche, caratterizzate e uniche per ogni singolo territorio di produzione, fanno del vino, uno degli alimenti salutistici che, ovviamente, solo la stoltezza del consumatore trasforma in eccesso autolesionista.

Il “catalogo” di Rotoletti riassume questo meraviglioso, e ancora necessario, legame tra la montagna buona, così chiamata l’Etna dai locali, e l’armonico rispetto di una terra che qualcuno ebbe a dire “ci è stata data solo in prestito”. Ma la passione e il duro lavoro del contadino non basta a creare immagine, cultura, tradizione. Occorre una maggiore attenzione alle infrastrutture, più nello specifico, strade, indicazioni turistiche, manutenzione e pulizia, e quant’altro sia necessario per trasformare la magia dell’Etna in qualcosa di tangibile e di opportunità di sviluppo e, quindi, lavoro.

Guia JeloTornando all’evento, vogliamo ricordare due momenti particolari che hanno contribuito a rendere la serata indimenticabile e privilegiata per coloro che erano presenti. Il primo, la presenza dell’attrice catanese Guia Jelo; il secondo, l’aforisma coniato sul momento da uno dei produttori saliti sul palcoscenico: “Il mondo rurale è la via con la quale, l’essere urbano diventa essere umano”.


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