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Davide Bramante, un ribelle della fotografia. Ad Aprile le sue opere in esposizione a Pechino


Intervista a Davide Bramante, artista surreale, quasi visionario. Le immagini nelle sue foto si sovrappongono, vagano, sono lasciate libere come le parole nel flusso di coscienza…
martedì 12 febbraio 2008, di Donatella Guarino - 1542 letture

Lo vedo arrivare in bici, con un’aria sempre più da bambino. Ma Davide è un grande. Alla mia domanda su cosa stia facendo ora risponde con un sorriso “Un figlio con lei”, indicandomi la sua compagna. Lui è Davide Bramante. La sua storia parte da Siracusa. Si allontana per studiare nella prestigiosa Accademia Albertina di Belle Arti a Torino.

Da lì il passo per andare in giro per il mondo è breve. Ha vissuto a New York dove ha vinto due borse di studio…Parte continuamente ma “Il viaggio inizia sempre da casa”. Spontaneo, semplice, consapevole della sua genialità che per lui è normalità. Artista moderno, fotografo surreale, quasi visionario. Le immagini nelle sue foto si sovrappongono, vagano, sono lasciate libere come le parole nel flusso di coscienza…

Ma poi opera una sintesi. Di spazio e tempo, del passato e del presente. Blocca con i suoi scatti frammenti di vita, di movimento, di emozioni. Li ferma, eternandoli. “Registro la realtà, la interpreto a mio modo… Ognuno si pone davanti alle cose in modo diverso”, ama dire.

La sua è un’indagine della realtà ottenuta attraverso la tecnica fotografica delle doppie e più esposizioni realizzate in fase di riprese, non digitali.

New York, Milano, Firenze, Berlino, Londra, Parigi, Miami, Praga, Los Angeles, Las Vegas, Budapest, Il Cairo, Atene, La Havana, Pechino, Shangai, Hong Kong, sono solo alcuni dei posti dove ha esposto. Anzi partiamo proprio dalla terra del Sol Levante.

Raccontami come è andata in Cina… "Molto bene; a settembre scorso ho partecipato a delle fiere, a Pechino prima, e a Shangai dopo. Ad aprile esporrò in un museo di Pechino. Si tratta di una personale con 200 foto fatte in giro per il mondo, negli ultimi 10 anni".

Le tue impressioni sono fermate nei tuoi scatti, ma cosa mi puoi dire ora?

"Shangai è davvero una gran bella città. Il centro è immenso e bellissimo. E’ una colonia inglese costruita nei primi del Novecento. le brutture ci sono esattamente come qua. La malavita è dappertutto. Gli spacciatori ci sono sicuramente anche là, solo che non li vedi, qua sì. Insomma le contraddizioni ci sono ma non si percepiscono immediatamente. Forse c’è più repressione ma la gente ha delle belle macchine, va vestita elegantissima".

E Pechino?

"Pechino è una città strana. Hanno raso al suolo tutto, tranne la città proibita che è stupenda. Stanno costruendo strade a sei corsie e tantissimi grattacieli".

E la disparità tra ricchi e poveri ?

"Là i poveri lavorano, e forse per questo non li vedi in giro a passeggiare. Qua da noi, invece, non lavora nessuno…sia i ricchi sia i poveri passeggiano".

E i progetti futuri quali sono? "Ancora oriente. Questa volta a Hong Kong. Esporrò a settembre ma solo foto cinesi".

Quali sono stati i contatti che ti hanno portato là? "Sono andato grazie a dei galleristi italiani, di Palermo e di Firenze. E sono contento perché la Cina mi ha sempre affascinato…"

Stai seguendo al momento qualche giovane artista, come fai di solito? "No, non ho il tempo. Mi capita però di acquistare delle loro opere. Proprio ieri ho comprato alcune opere di una italo-libica Adelita Husmy Bei, pittrice e fotografa. L’ho inserita nella mia collezione. Lei è molto ricca, sicuramente molto più di me, ma ho comprato le sue cose perchè è bravissima e ce la farà".

Insegni ancora in Accademia? "No, non più. Mi ha richiamato l’Accademia di Sassari ma ho rifiutato".

E qui in Italia esponi dove? "A Padova il 5 aprile, poi a maggio a Modica (provincia di Ragusa n.d.r.) nella galleria La Veronica".

E con Leandro (il figlio di sei anni, n.d.r.) stai facendo qualcosa? "Proprio a Modica esporrò l’evoluzione del progetto delle nazioni pirata, che avevo iniziato con lui. Sono le bandiere delle nazioni del mondo con il simbolo dei pirati. Prima pensavo che le nazioni pirata fossero quelle dove vige la pena di morte o dove c’è il nucleare. Mi sono reso conto che ciascuna nazione ha qualcosa che non va e che per questo potrebbe essere considerata pirata".

Sei sempre sui giornali nazionali e internazionali, ma ora anche sui libri… "Sì, mi sto dedicando alla pubblicazione dei libri ma non mi interessa il libro che vada in tutte le librerie. Penso piuttosto a quello che va nei luoghi specializzati come nei musei o nelle gallerie d’arte moderna. Scusa (dice molto contento, n.d.r.) ma su questa cosa voglio esagerare… Sono belli, libri d’arte come questi in Italia non ce ne sono. Libri di qualità così, fatti da giovani io non ne ho visti…"

Contact

I libri: Davide Bramante – Eureka 1997/2007 MACI Museo d’arte contemporanea Isernia Mostra e catalogo a cura di Galleria Contemporanea Pescara / Milano

Lòrànd Hegyi – Davide Bramante Galleria Poggiali e Forconi

Sul Web: www.davidebramante.it

Studio La Città – Lungadige Galtarossa, 21 37133 Verona

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Davide Bramante, un ribelle della fotografia. Ad Aprile le sue opere in esposizione a Pechino
14 febbraio 2008, di : Memory-card

In estate, sempre a Pechino, ci sono le olimpiadi!
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