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David Lelait-Helo “Edith Piaf – La Biografia” (Lindau)

Un’accurata biografia che evita la facile agiografia e che si sofferma sul lato umano della straordinaria vicenda terrena della leggendaria cantante francese

di Emanuele G. - martedì 19 novembre 2013 - 4235 letture

Tempo di anniversari. Come ad ogni anniversario che si rispetti assistiamo a un fiorire di iniziative, cerimonie, libri e altro ancora. Ciò sta accadendo anche per Edith Piaf. Proprio quest’anno ricorre il cinquantennale della morte della leggendaria cantante francese. Infatti, il decesso avvenne l’undici ottobre del 1963. Quando si parla di Edith Piaf ci si ricorda di un periodo drammatico e memorabile allo stesso tempo. Drammatico in quanto la vita di Edith Piaf incontra spesso i drammi del secolo breve. Memorabile per la straordinaria vicenda terrena della minuta cantante transalpina. Tale intreccio ha dato il via a un mito. Un mito che non accenna a diminuire. Segno che Edith Piaf non solo è entrata nell’immaginario collettivo del mondo, ma ha toccato alcune delle corde che rappresentano il codice genetico del genere umano.

Fra le molteplici iniziative editoriali concepite per ricordare Edith Piaf si distingue la bella e corposa biografia scritta da David Lelait-Helo. Il titolo originale in francese è “Sur un air de Piaf”. Tale biografia fu pubblicata dapprima in Francia nel 2003 per i tipi delle Editions Payot & Rivages. Ora la casa editrice torinese Lindau la rende disponibile qui in Italia. Dicevo della bella e corposa biografia. Bella perché evita accuratamente di cadere nelle trappole tipiche delle biografie. L’agiografia fine a se stessa. Invece, l’autore punta immediatamente l’obiettivo sulla vicenda umana di Edith Piaf non tralasciando nulla. Anche i dettagli meno edificanti. Senza alcun cenno retorico. Corposa in quanto lungo le sue 336 pagine dettaglia con cipiglio e precisione i tratti salienti e profondi della sfortunata vita dell’usignolo francese. Alla fine della sua lettura – mi riferisco alla biografia – siamo in grado di farci un’idea più che definita sul chi era Edith Piaf.

Se uno rilegge tutto d’un fiato la vita di Edith Piaf si accorge pronto di una vicenda umana connaturata da un’estrema difficoltà esistenziale. Fin dalla nascita e dai primi istanti di vita. Pieni di stenti e di sofferenze indicibili. Il fatto non è mai stato benevolo con Lei. Anzi ha cercato più di una volta di annientarla del tutto. Basti pensare all’incidente d’aereo in cui morì il suo amore eterno il pugile francese Marcel Cerdan. Oppure i mille e mille problemi di salute che l’hanno fatto soffrire per tutta la vita. Eppure ciò non le ha impedito di essere una delle cantanti simbolo del Novecento. Ad ogni difficoltà rispondeva con una capacità di reazione e di riscatto assolutamente memorabili. Si può ben dire che nelle difficoltà Edith Piaf dava il meglio di sé. Usciva rafforzata e ancora più decisa ad andare avanti. Nonostante tutto.

Insomma, il classico “Je ne regrette rien” è davvero il leit-motiv dell’esistenza della fragilissima cantante. Una donna straordinaria che con il suo esempio ha contribuito non poco ad emancipare le donne di tutto il mondo dalle secolari catene in cui erano oppresse. Mai rimpiangere il passato. Non serve. Mai rimpiangere ciò che è stato per avere sempre la giusta carica di affrontare il presente e il futuro. Ed Edith Piaf ha affrontato la vita come pochi a memoria d’uomo. Un’indimenticabile leonessa.


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