Davanti a noi...

E’ la sera dell’11 giugno 2011. Io non so se ce la faremo a raggiungere il quorum per i referendum. Non so se nella mia città – Lentini – vincerà uno o l’altro dei sindaci chiamati al ballottaggio. Ma di una cosa sono certa. Che questo piccolo gruppo di folli, questi "visionari" che credono ancora che esistano le persone oneste, hanno appena iniziato un cammino.

di Segreteria SEL Lentini - lunedì 13 giugno 2011 - 2187 letture

"Noi siamo convinti che il mondo, anche questo terribile, intricato mondo di oggi può essere conosciuto, interpretato.

Vedete, io sono convinta di una cosa. Che il percorso che abbiamo intrapreso è un percorso che ci permetterà di ritrovare tutti gli amici e i compagni che negli ultimi anni – per inerzia ma anche per disgusto di come si sono evolute le cose – abbiamo perso o che non rivediamo da tempo. E ci permetterà di fare nuovi incontri. Perché la politica è incontro, incontrarsi, dialogare. Nella coscienza reciproca che si è umani, ma anche capaci di cose meravigliose e straordinarie, come immaginare la bellezza. Tutto questo soprattutto per dire – ricordare e ricordarci, a tutti noi me compresa -, che davanti a noi stanno cose migliori di quelle che ci siamo lasciati alle spalle.

E’ la sera dell’11 giugno 2011. Io non so se ce la faremo a raggiungere il quorum per i referendum. Non so se nella mia città – Lentini – vincerà uno o l’altro dei sindaci chiamati al ballottaggio. Ma di una cosa sono certa. Che questo piccolo gruppo di folli, questi "visionari" che credono ancora che esistano le persone oneste, hanno appena iniziato un cammino.

Noi siamo i "folli" che pensano che l’acqua sia un bene troppo prezioso per essere affidato alla speculazione privata, che l’energia nucleare è una tecnologia troppo pericolosa per essere maneggiata, che la legge debba essere uguale per tutti e che non esista "leggittimo impedimento" che regga. Vedete, negli anni passati siamo stati subissati da un’idea televisiva, che privato è bello, che dovevamo essere tutti imprenditori, che l’unico dio è il denaro. L’hanno chiamata liberismo, ed è un’idea che ha avuto anche assertori tra di noi – alcuni esponenti e "pensatori" della sinistra -.

Noi andremo a votare domani e dopodomani per dire Sì, e perché si possa ricominciare a pensare a un’idea e a una pratica diversa della gestione dei beni pubblici. Perché il vecchio pubblico e il vecchio privato hanno entrambi mostrato i loro limiti. Perché se manca l’acqua nei quartieri sopra la Fiera a Lentini, o a Gela, è perché una certa pratica quantomeno disaccorta del "pubblico" e del "privato" non hanno funzionato.

Noi siamo i "folli" che pensano che, all’interno di una competizione elettorale franca e dura – come è stata quella a Lentini per le amministrative, non potevamo schierarci con chi mostra di avere un’idea della politica che non ci appartiene. Noi siamo i "folli" che alla dignità e alla "faccia" tengono. Se altri non hanno faccia e non hanno dignità, non è colpa nostra. Siamo rattristati per loro, e siamo tristi per noi perché non siamo riusciti a convincerli. Ma noi andiamo avanti. Noi guardiamo avanti. Davanti a noi stanno cose migliori di quelle che ci siamo lasciati alle spalle.

Noi siamo quei "folli" che credono che la politica non è un gioco di raggiri e di conti da pallottoliere, che non è "offerta" di un prodotto qualsiasi a una massa indistinta di consumatori. Che non può ridursi – nell’omologazione ideologica imperante – a essere semplice scontro tra piccole tribù, piccoli rais che si disputano "la piazza".

E non vogliamo essere "testimoni" tutti tronfi del fatto di essere belli di essere i soli a essere "puliti". No, compagni, noi vogliamo contaminare. Noi vogliamo sporcare. Vogliamo che l’ambiente, la difesa dei diritti, il consumo equo e solidale, la municipalità per i bambini, per gli anziani, le donne, diventi parte del DNA di tutti.

Noi siamo persone che non credono più al Babbo Natale di turno che continua a ripeterci stancamente, diifesa del "lavoro", difesa di questo, difesa di quest’altro.

Ma basta camminare per strada, ogni giorno, per vedere che in tutti questi anni non hanno voluto né saputo costruire niente di quello che favoleggiavano. Ora ci rifilano le favole una volta ogni quattro anni, giusto in tempo per le elezioni. Perché poi loro tornano a essere quelli di sempre: le persone "serie", i "professionisti" che guardano tutti con il sorrisino e considerano tutti dei bambini.

Strade sporche, marciapiedi impraticabili, auditorium incendiato, piscina comunale distrutta, relazioni tra cittadini prive di ogni tipo di solidarietà, degrado strutturale e umano.

I ragazzi non trovano lavoro, i negozianti aspettano clienti che non ci sono. Ma che cavolo di città abbiamo costruito? E’ tempo di abbattere questa città e ricostruirla. Noi di SEL vogliamo ricostruire la città. Ricostruire le coscienze. Perché senza le coscienze pulite non si costruiscono città pulite. E’ questo quello che faremo, quello che è davanti a noi. Perché davanti a noi stanno cose migliori di quelle che ci siamo lasciati alle spalle.

Maria Cunsolo

Lentini, 11 giugno 2011


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Davanti a noi...
14 giugno 2011 |||||| Sito Web: Da oggi Reale è il sindaco di Lentini…

Benvenuti nel Paese Reale.

Da oggi Reale è il sindaco di Lentini…

Ho incontrato i ragazzi di SEL ieri pomeriggio e gli ho detto proprio questo. Un paio d’ore prima avevo visto Reale attraversare la piazza al telefonino, tutto contento. E ho immaginato subito che era contento perché aveva vinto. Auguri! Lentini ha scelto di non cambiare, anzi: ha scelto un passo indietro mentre il resto dell’Italia non ha paura di andare avanti. Mi spiace solo per le persone degne (ci sono), i ragazzi e le ragazze che ci credono (e per questo hanno sempre il nostro massimo rispetto) e che si sono trovati nello schieramento del PD, e che dovranno affrontare nelle prossime settimane e nei prossimi mesi il muro del Paese Reale.

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