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Dalla fabbrica nordista all’azienda nerdista

di Sergej - mercoledì 9 maggio 2018 - 720 letture

Nel modello dell’impresa digitale, viene introiettato il modello del laboratorio scientifico (nordamericano). Un gruppo di nerd che si associa, avendo come capo un nerd che ha capacità di marketing e di procurarsi i finanziamenti [1]. L’impresa deve avvalersi anche di un apparato di distribuzione e un servizio clienti, servizio di pulizia e fornitura di pizza a domicilio, una contabilità ecc_, ma questi potrebbero essere benissimo delocalizzati o esterni all’impresa.

Mentre il lab (modello nordamericano) fornisce sostanzialmente prototipi e soluzioni a specifici problemi per Enti governativi (militari ecc_), l’impresa digitale sforna soluzioni per il settore consumer. Apple con Steve Jobs avevano avuto l’intuizione di creare prodotti per il settore medio-alto dei consumer, facendo diventare l’oggetto tecnologico status-symbol e appartenenza a una tribù d’élite. L’azienda nerdista consustialmente ricerca l’élite e procedete a una nerdificazione della realtà.

La preminenza del nerd a capo dell’impresa funziona fintanto questo nerd assicura il successo all’impresa. Il fatto che ci siano stati un numero discreto di nerd con caratteristiche di marketing deriva dal fatto che 1) c’era la necessità di una simile figura per cui alcuni nerd volenti o nolenti si sono adattati e si sono orientati a diventare questo tipo di figure; b) c’era un numero sufficientemente alto di nerd che permetteva la diversificazione all’interno del gruppo.

Nel resto della società, dopo la sconfitta del keynesismo e la progressiva eliminazione del welfare (come si ripete qui da qualche decennio a questa parte: con il crollo dell’URSS l’occidente non ha più avuto bisogno del welfare, dato che le masse che dovevano essere asservite in questo modo non costituivano più un problema) si è affermato il modello di impresa “redazione di giornale”. Essenzialmente, una società di servizi che vive grazie alla funzione di intermediazione; ma soprattutto ha rapporti di lavoro con i propri dipendenti basati sul precariato (i freelance) e sulla consulenza esterna delle “firme” pennivendole, con un ristretto numero di dipendenti di lungo corso che le ristrutturazioni periodiche e il restringimento di mercato espellono progressivamente dal mercato del lavoro. Il modello “testata giornalistica” acquisiva tanto più predominio quanto più c’era bisogno di un rafforzamento della propaganda per ottenere il consenso al processo di trasformazione in atto (dalle democrazie basate sul welfare alle oligarchie basate sulla sperequazione liberista tra ricchi e poveri).

Se il grosso delle aziende è incasellato nel modello “testata giornalistica”, e solo una minima parte delle aziende (quella che produce ed esporta) segue il modello “nerd/lab” è chiaro che complessivamente si ha un degrado della società dato che precarizzazione e contratto-a-progetto diventano prevalenti. La fine del modello della fabbrica fordista (con l’addentellato della fabbrica toyotista, su cui ha scritto Marco Revelli) sostituita dal modello “testata giornalistica” ha inoltre dato un impulso alla civiltà della comunicazione. L’obiettivo è riempire il vuoto (perdita del lavoro, diminuzione delle ore di lavoro che ci vogliono per produrre o riprodurre uno stesso oggetto) ovvero il "tempo libero" impedendo che questo tempo sia tempo liberato, ma sia ri-occupato della fuffa dell’ideologia dominante. Dopo la prova del terrorismo mediatico degli anni Settanta che hanno segnato una intera generazione, le vicende berlusconiane degli anni Ottanta e Novanta del secolo scorso sono indicative.

All’interno del modello Amazon la merce diventa bit d’informazione/meme, e compito dell’azienda è quello di smistare nel più breve tempo possibile l’informazione da un punto all’altro della catena - ovvero dall’input dato dal cliente che sul sito sceglie un determinato prodotto, all’output del pacco che esce fuori dalla rimessa e raggiunge il cliente. Amazon è indifferente al contenuto della merce, non gliene frega niente che si tratti di libri o di patate. Amazon innova il processo, mentre le aziende “modello nerd/lab” sono impegnate ad agire sul bit informativo stesso, sul contenuto dell’informazione.

In un’azienda come Facebook il contenuto siete voi (siamo noi). E questo genera un altro aspetto interessante di tutta la vicenda contemporanea dell’azienda nerdista ovvero del processo in atto di nerdificazione del mondo in cui persino la guerra tradizionale (la guerra guerreggiata) diventa guerra informatica - con effetti immediati sulla vita delle persone. La guerra è un altro aspetto della nerdificazione del mondo ovvero la continuazione della informatizzazione digitale con altri mezzi.

[1] Si legga la bellissima autobiografia: Lab girl / Hope Jahren, Codice/Le Scienze editore, 2018


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