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Da questo nostro minuscolo angolo di osservazione

Cultura e scienza / di Marco Malvaldi, Vito Mancuso, Guido Tonelli. - Fano : Aras Edizioni, 2021

di Alessandra Calanchi - mercoledì 27 ottobre 2021 - 587 letture

Un libretto conciso, quasi un pamphlet, con una bella e altrettanto concisa prefazione di Lella Mazzoli intitolata “Ordine o disordine?”. Un libretto che solleva domande (a partire, appunto, dalla prefazione) ma che azzarda anche qualche risposta o, quantomeno, qualche linea-guida per come muoverci nel dibattito spinoso e infinito tra fede e scienza, ragione e rivelazione. Un’agenda che unisce tre intellettuali di prim’ordine: un chimico & scrittore di gialli, un teologo & filosofo, e un fisico & divulgatore scientifico, qui riuniti per avere partecipato al Festival del Giornalismo Culturale del 2020.

mancuso-malvaldi-tonelli Peccato che Malvaldi scivoli su una buccia di banana quando scrive che Auguste Dupin è un poliziotto. Per tutto il resto, il suo saggio è – come lui – brillante, informato, ineccepibile. Ma, come sappiamo, il diavolo si nasconde nei dettagli o, meglio, nei momenti di distrazione, creando refusi (in questo caso perdonabili). Fa bene Malvaldi a vedere in Edgar Allan Poe e in Henry Poincarè dei veri geni – e, nel caso del secondo, a ricordare come da un errore a volte scaturisca conoscenza.

Mancuso, con la pazienza che lo contraddistingue, spiega al lettore i modelli principali con cui ci si avvicina al rapporto tra fede e scienza. Qui il ritmo rallenta, si entra nel nodo centrale della questione, si acquisisce via via una maggiore consapevolezza lessicale, etica e anche scientifica. La sua posizione, come ben chiarisce, consiste nella proposta di una complementarietà, di un’alleanza tra religione e scienza, in un superamento dei fondamentalismi e delle persecuzioni (non a caso vengono citati Giordano Bruno e Galileo), visto che comunque ci si occupa dello stesso oggetto – noi e il pianeta su cui viviamo.

Tonelli, infine, ci porta a guardare noi e il nostro pianeta come effettivamente siamo: minuscole entità rispetto a un universo immenso, in perenne movimento, nato dal Vuoto e teso – probabilmente – a ritornarvi, secondo la bella metafora di un film che si riavvolge. Un universo che è insieme Caos e Cosmo, dove Cosmo (in origine ordine, armonia, bellezza) acquisisce dunque una nuova dimensione, imprescindibile da quella forma superiore del disordine che è appunto il Caos.

Le parole chiave sono tante. Fra queste mi piace citare: esattezza, verità, speranza, razionalità, sensatezza. Ma anche fragilità. Sono tre saggi che non dicono la stessa cosa, ma che come in un cubo di Rubik ci sollecitano a una lettura e a un gioco di sguardi intelligente e intercorrelato. La complessità degli argomenti trattati è dunque bilanciata dal comune interesse a chiarire le cose, non a complicarle ulteriormente, a beneficio di lettori non specialisti, ma raziocinanti, animati di autentico spirito laico e disposti a confrontarsi con tematiche “calde”.


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