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Da Radio Alice a Radio Gap. Trent’anni di voci libere.


Happening mao-dadaisti, stralci di amplessi amorosi, lezioni di yoga, messaggi su carta igienica, racconti digestivi. Un collage comunicativo per svelare il carattere delirante del potere. Informare non basta. Bisogna sovvertire per reinventare...
mercoledì 15 aprile 2009, di Monica Pelliccia - 414 letture

Happening mao-dadaisti, stralci di amplessi amorosi, lezioni di yoga, messaggi su carta igienica, racconti digestivi. Un collage comunicativo per svelare il carattere delirante del potere. Informare non basta. Bisogna sovvertire per reinventare.

Questa è Radio Alice. Voce del collettivo studentesco A/traverso, nasce nel 1976 a Bologna, in un minuscolo appartamento usando apparecchiature sottratte ai militari. Già dalla gestazione- fatta di fantasiosi conciliaboli sui tetti e segrete prove di trasmissioneemerge l’anima poetico-libertaria che l’avrebbe accompagnata lungo tutto il suo percorso. “Abbasso l’arte. Abbasso la vita quotidiana. Abbasso la separazione tra l’arte e la vita quotidiana”.

Le parole di Tristan Tzara e dei dadaisti diventano le parole di Radio Alice, che le utilizza come strumento per trasformare la realtà creando informazioni false produttrici di eventi veri. Radio Alice è il linguaggio al di là dello specchio. Specchio dove riconoscersi come parte della trasformazione di quello che ci circonda. Desiderio, ironia, rabbia: tutto passa attraverso i microfoni. Operai, Confindustria, femministe arrabbiate, studenti, giocolieri e moschettieri, giullari e assenti, matti e bagatti. C’è chi legge i volantini della protesta, chi urla contro i padroni, chi parla d’amore. Perché Radio Alice è la voce di chi non ha mai avuto voce, è la voce di tutti. È la pratica della felicità che è sovversiva quando si collettivizza.

Negli stessi anni, dall’altra parte d’Italia un’altra rivoluzione passava dall’etere. A Terrasini, in Sicilia, Peppino Impastato fonda Radio Aut. Il suo programma Onda Pazza, trasmissione satiro-schizopolitica sui problemi locali, diventa veicolo di denuncia della realtà di Cinisi, ribattezzata dallo stesso Impastato Mafiopoli. I boss si ritrovano vittime e protagonisti di dissacranti parodie quali Western a Mafiopoli, la Cretina commedia…Il sipario cala su Radio Aut nella notte tra l’ 8 e il 9 maggio 1978, col ritrovamento del corpo di Peppino sui binari della ferrovia Palermo-Trapani. Una morte che avrebbe trovato poco spazio sui giornali, messa in ombra da quella di Aldo Moro, ucciso nelle stesse ore a Roma.

A Genova nel 2001, in occasione del G8, da un collettivo di Radio Libere - Global Audio Project - nasce Radio Gap. L’obiettivo non è solo quello di offrire una diretta radiofonica degli eventi, ma anche di ricongiungersi con l’idea di comunicazione libera e sperimentale che fu di Radio Alice. E comune a Radio Alice fu anche il suo sgombero, da parte delle forze dell’ordine, la mattina dopo aver trasmesso le voci dell’irruzione nella scuola Diaz. A trent’anni di distanza niente è cambiato.

Colonna sonora consigliata per la lettura: Gioia e rivoluzione - Area

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