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Da H.P.Lovercraft a RayBradbury e da Star Trek a BladeRunner

Prima corrispondenza dal Trieste Sci+Fi Festival da parte del nostro corrispondente dall’Ungheria

di Vincenzo Basile - mercoledì 9 novembre 2016 - 3434 letture

Trieste Sci+FI 2016celebra i cinquant’anni di Star Trek con For The Love Of Spock, diretto dal figlio del protagonista, presente assieme a Terry Farrel, l’attrice americana nota per aver interpretato Jadzia Dax nella fortunata serie tv Star Trek:Deep Space Nine.

Il film documentario su Star Trek e Leonard Nimoy viene presentato fuori concorso in anteprima italiana.Il documentario, unico nel suo genere, che appassionerà i fans di Star Trek di tutto il mondo,racconta la vita dell’attore che gli ha prestato il volto per quasi 50 anni. Nato in origine per celebrare il 50° anniversario di Star Trek - La Serie Classica, dopo la scomparsa di Leonard Nimoy nel febbraio 2015, è diventato il racconto dell’esperienza personale del figlio e regista Adam Nimoy. Il film è impreziosito da materiali inediti e interviste con amici, familiari e colleghi, tra cui William Shatner selezionatore del cast della serie originale, Zachary Quinto quello delcast del nuovo equipaggio dell’astronave Enterprise e il registaJ.J. Abrams, raccontati da una prospettiva privilegiata.

“Nell’ottobre del 2014 – racconta Adam Nimoy – parlai a mio padre della possibilità di collaborare a un documentario su Mr. Spock. Il 50° anniversario di “Star Trek – La serie classica” era dietro l’angolo e pensavo che fare un film su di lui sarebbe stato un bel modo per festeggiarlo. Il giorno del Ringraziamento mio padre mi ricordò che erano passati 50 anni da quando avevano girato “The Cage”, l’episodio pilota della serie prodotta nel 1964. Cinquant’anni da quando lui aveva indossato quelle orecchie. Mezzo secolo di Spock! La morte di mio padre, nel febbraio del 2015, suscitò un’enorme ondata di emozioni: non solo per la perdita di Mr. Spock, ma anche del suo popolarissimointerprete. Quando ho pensato di continuare il film, ho deciso che avrei dovuto aggiungere anche la vita e l’eredità di Leonard Nimoy. Inoltrandomi sempre più nel progetto, ho iniziato a capire quanto la mia vita fosse intrecciata con la carriera di mio padre.

40 anni sono passati della pioneristica rassegna Fant’Italia curata da Lorenzo Codelli e Giuseppe Lippipresentata al Festival Internazionale del Film di Fantascienza del 1976,la cui eredità è stata raccolta nel 2000 dal Trieste Science+Fiction Festival.

Sembrava quindi doveroso festeggiare questa ricorrenza, proponendo una cinquina di titoli che, come molti loro illustri predecessori, contemporanei e successivi, hanno dato lustro al fantastico italiano nel mondo.

Ecco quindi, in collaborazione con la Cineteca Nazionale, La casa dalle finestre che ridono di Pupi Avati e Il gatto a nove code di Dario Argento, presentati in copie 35mm “vintage”, a cui fa da contraltare il nuovissimo restauro in 4K diTerrore nello Spaziodi Mario Bava. Infine, il ricordo di un regista recentemente scomparso, i cui film sono sempre stati presentati a Trieste, Corrado Farina, di cui verranno riproposti il geniale divertissement giovanile, Il figlio di Dracula, e un film ancora non apprezzato abbastanza, BabaYaga, icona della mitologia russa che incontra la Valentina di Guido Crepax.

Non solo cinema.

Gli Incontri di Futurologia si apriranno domani con Carlo Fonda dello SciFabLab dell’ICTP (International Centre for theoretical Physics), che presenterà alcune piccole grandi meraviglie della tecnologia applicate alle vita quotidiana. A seguire un’approfondimento filosofico con due ingegneri-epistemologi dell’Università di Trieste: Paolo Gallina (vincitore del premio Galileo per la divulgazione scientifica con “L’anima delle macchine”) e Giuseppe O. Longo, che da anni porta avanti il suo discorso sul rapporto tra l’uomo e tecnologia. E poi la ricerca di nuove Terre nel cosmo di cui racconterà Paolo Molaro dell’Osservatorio Astronomico di Trieste.

Se un giorno dovremo colonizzare una Terra alternativa, se si avvereranno certi scenari del clima prossimo venturo, parlerà Michele Rebesco dell’OGS.

Del passato remoto della nostra specie tratterà invece Claudio Tuniz dell’ICTP, fisico con la passione della paleo-antropologia, riguardo ciò che avvenne tra la Siberia e il deserto del Gobi,sui monti Altaj, qualche millennio addietro. Infine Marina Cobal, che al CERN di Ginevra guida il team italiano dell’esperimento Atlas al mega-acceleratore LHC, che racconterà gli inediti orizzonti che si sono aperti quattro anni fa, dopo la “cattura” del bosone di Higgs.

Alle due giornate scientifiche del 2 e 3 novembre farà seguito ilfanta-day del 5 novembre, che aprirà con il vincitore del premio Urania al miglio romanzo dell’anno, Luca Cremoni Baroncini e la presentazione del progetto portato a compimento da Urania nei mesi scorsi: il volume che raccoglie tutti i romanzi e i racconti che H. P. Lovecraft dedicò al mostruoso mito di Cthulhue propone la nuova traduzione del classico di Ray Bradbury:“Fahrenheit 451”.

In chiusura l’evento più atteso da pubblico e cinefili: Giuseppe Lippi, il curatore di Urania, consegnerà il premio Urania d’Argento alla CarrieraaRutgerHauer, il Replicanteche vide cose che noi umani…


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