Da Aristotele a Scalfari


Passando dall’Ikea
mercoledì 6 dicembre 2017 , Inviato da Adriano Todaro - 521 letture

Ueiiii, ragassi! (come direbbe il Pierluigi da Bettola), state attenti perché oggi devo tornare, ancora, sullo Scalfari-pensiero. Per seguirmi, però, è necessario avere, almeno, un’infarinatura classica. Non l’avete? Nada liceo classico? Mi dispiace. Io vado avanti e se non capite, peggio per voi.

Detto questo, la scorsa settimana ho scritto di Eugenio il Grande Giornalista Monumentale ma non ero a conoscenza della coda di una sua intervista. Ritornato, di nuovo, da Floris, ha ribadito: “Tra Berlusconi e Di Maio è un fatto di governabilità. Questa è la politica. La politica non è un fatto morale. Non lo dico io, l’ha detto Aristotele e prima ancora di Aristotele l’ha detto Platone”.

Ohibò! Qua siamo ad alti livelli mica come voi che invece di seguire i grandi pensatori greci, bigiavate scuola e neppure come me che ho fatto le serali. Io, comunque mi applico e così ho appreso che questi due, assieme a Socrate, sono considerati gli “inventori” del pensiero filosofico occidentale. Attenti a quei due perché non bisogna sbagliare come c’insegna il Grande Giornalista pro Vecchietto Libidinoso.

Bene. Stavo rimuginando sui filosofi greci quando mi sono imbattuto in una grande pubblicità della Conad, sapete i supermercati di “Persone oltre le cose”. La Conad tira in ballo, anch’essa, Aristotele e scrive che secondo il filosofo greco “l’uomo per sua natura tende a unirsi ai propri simili per formare delle comunità…”. Bella frase che per mancanza di spazio devo troncare. Il tutto, comunque, per invitare a fare la spesa alla Conad.

Dovete convenire che parlare di Aristotele due volte in una settimana ha dell’incredibile. Uno (Eugenio) per vendere l’individuo che secondo il tribunale ha “una naturale capacità a delinquere”, l’altro (la Conad) per vendere i propri prodotti. Sempre di vendita si tratta ma mi sorge una domanda: prima di Aristotele l’avrà detto Platone di andare a fare la spesa alla Conad?

E Socrate che ruolo ha avuto in questa vicenda? Qualcosa doveva pur fare, mica poteva solo bere cicuta a go-go. Io, nel richiamare questi personaggi e inserirli nel dibattito politico ci vedo un pericolo. Se andiamo avanti così, anche l’onorevole Razzi potrebbe affermare che Kim Jong-un non è un dittatore ma un caritatevole esponente della democrazia anche perché l’ha detto Aristotele e prima ancora Platone. E la Santa (Che?) mentre licenzia i dipendenti di Visto e Novella 2000 andare in assemblea e dire ai redattori: “Non lamentatevi perché l’ha detto Aristotele e prima ancora Platone”. E che dire del capogruppo Pd Rosato? Fra un bicchiere e l’altro di Rosatello ecco affermare che il Rosatellum è cosa buona e giusta anche perché l’ha detto Aristotele e prima ancora Platone.

Insomma, un’inflazione di filosofi greci. Per non restare indietro e per sfoggiare la sua cultura filosofica pure Vittorio Sgarbi interverrà nel dibattito. Si presenterà negli studi televisivi con una capra e spiegherà agli incolti che dopotutto anche alle capre gli cola la bava e già nel 347 a.C. l’aveva confermato “Aristotele e prima ancora Platone”. E Pisapia? Pisapia entrerà prepotentemente nel dibattito con una variazione, però. “Non so se andare con Renzi o con il Pierluigi perché Aristotele e prima di lui Platone, su questo non è stato per nulla chiaro. Mo’ ci penso”. E ha fatto subito un conclave con due moderni studiosi di filosofia, Tabacci di Quistello e Pisacane di Agerola.

Una cui non importa nulla di Aristotele e neppure di Platone è una certa Marica che lavora all’Ikea di Corsico, provincia di Milano. Lo slogan della fabbrica svedese è “Facciamo spazio alla tua voglia di cambiare”. E così per fare spazio, hanno licenziato Marica perché arriva in ritardo e qualche volta anche con due ore d’anticipo.

Marica ha due figli di cui uno disabile e deve cercare di gestire i tempi familiari, dalla scuola alle terapie per il bimbo disabile. Laureata in Scienze alimentari, Marica lavora all’Ikea da 17 anni come operaia. E poiché l’Ikea non gli concedeva l’orario flessibile, autonomamente, arrivava anche prima del suo orario. Così però non si fa. Se tutti fanno gli orari che vogliono lo “spazio alla tua voglia di cambiare” va a farsi benedire. Comunque sarà dura per l’Ikea far a meno di Marica. Perché è tutelata dal vecchio articolo 18, quello brutto e cattivo, quello che il Democristiano con i Nei ha voluto abolire per i nuovi assunti.

Ecco, io – come dimostrato – di filosofi greci non capisco niente. Una cosa, però, la so per certo: l’abolizione dell’articolo 18 è stata una boiata pazzesca, se mi permettete la volgarità, una cagata enorme. Questo non lo dico solo io.

Ho fatto, con molta fatica, degli studi approfonditi, ho studiato l’elegia, i componenti lirici della poesia greca, la scuola peripatetica e, alla fine, ho scoperto che questa avversione per l’abolizione dell’art. 18 non è solo mia. Che fosse una boiata l’ha detto “Aristotele e prima ancora di Aristotele l’ha detto Platone”. E Scalfari ne è testimone.


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