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DICO: un pacs avanti


In cima alla lista degli oppositori ai pacs svetta, senza alcun dubbio, il Papa. Il Pastore Tedesco fa sapere attraverso i suoi portavoce che sul tema dei pacs la Chiesa sta subendo una forte censura...
giovedì 15 febbraio 2007, di Elisabetta Corsini - 1297 letture

Continua la messa a punto del ddl del governo Prodi sul riconoscimento delle convivenze: i DICO, una sorta di pacs all’italiana, riguardano appunto i diritti e i doveri dei conviventi, sia etero che omosessuali. Per certificare la convivenza occorrerà una dichiarazione all’anagrafe fatta da entrambi i partner o da uno di essi, purché venga comunicata all’altro partner tramite raccomandata con avviso di ricevimento (allo scopo di evitare che si dichiarino convivenze non reali). Dopo nove anni di vita insieme si potrà concorrere alla successione, con limiti in caso di presenza di figli o fratelli del partner deceduto. Per avere gli alimenti e per subentrare nel contratto di affitto devono passare invece tre anni. Le coppie di fatto potranno accedere alle graduatorie per l’assegnazione delle case popolari e decidere sulle cure, sull’espianto degli organi e sulle modalità del funerale del proprio convivente, a patto che ci sia una dichiarazione scritta e firmata dal partner.

Il 15 febbraio il ddl arriverà in consiglio dei ministri, e se riuscirà a sopravvivere troverà sicuramente una dura opposizione in Senato, dove la maggioranza del governo è molto ristretta.

Se per molti cittadini italiani, donne, uomini, gay, etero, cattolici e non, il riconoscimento delle coppie di fatto è un naturale adeguamento delle leggi alla società civile, esiste ancora una forte opposizione a livello politico: Mastella e i " teodem" della Margherita nel governo, e nel centrodestra il fronte cattolico; poco importa se la maggior parte dei nostri parlamentari che parlano di "attacco alla famiglia" sono quasi tutti separati, divorziati, con figli avuti da più partner oppure sposati di giorno e adulteri di sera e vanno a letto con le varie veline e letterine che magari hanno la stessa età delle figlie... Ma allora cosa intendono per famiglia tradizionale? Un onorevole divorziato o plurisposato che ci viene a fare la predica sulla "famiglia tradizionale" non è forse di per sè un paradosso? O meglio uno scandalo? O meglio un’ipocrisia inaccettabile?

In cima alla lista degli oppositori ai pacs svetta, senza alcun dubbio, il Papa. Il Pastore Tedesco fa sapere attraverso i suoi portavoce che sul tema dei pacs la Chiesa sta subendo una forte censura: e questa è bella! Benedetto... Scusaci se l’Osservatore Romano, Famiglia cristiana, Radio Maria (l’unica radio che si sente dovunque, anche sul cocuzzolo della montagna, provare per credere), Radio Vaticana (che con le sue onde elettromagnetiche è causa di tumori), la risonanza enorme data ad ogni tuo starnuto da tutti i telegiornali e tutti i quotidiani d’Italia ogni giorno, non bastano più: scusa, davvero, se non siamo tutti cattolici e se anche molti cattolici non ne possono più delle tue sparate su pacs, aborto, eutanasia, preservativo… Ma siccome, almeno per quanto riguarda il look, non sei poi così tradizionalista, per uscire dallo sconforto puoi sempre comprarti un altro paio di fantastici mocassini rossi firmati Prada…

Ma non era il diavolo che vestiva Prada? Contro le ingerenze del vaticano il 10 febbraio migliaia di persone a favore di un’ Italia più laica e più libera hanno partecipato a Roma alla manifestazione nazionale NO VAT promossa dal movimento coordinatore "Facciamo Breccia" : erano solo un centinaio secondo quotidiani come il Tempo o Libero, erano probabilmente più di diecimila secondo gli organizzatori e soprattutto è stata una manifestazione colorata e coraggiosa: in Italia infatti è possibile entrare allo stadio con uno striscione nazista, essere parlamentari e mafiosi nello stesso tempo, ma protestare contro la santa madre chiesa è ancora un tabù non solo per la destra ma anche per gran parte di quella che ci ostiniamo a chiamare, nostalgicamente, sinistra.

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