Crimen Perfecto
Una sequenza filmica pirotecnica e brillante, capita di rado di vedere un miscuglio di generi talmente ardito unito a contenuti così presenti nella nostra società. Un vero e proprio Capolavoro che rompe ogni regola dell’arte cinematografica.
Lui è un pragmatico uomo d’affari, sciupafemmine che vive nella bellezza,la sua vita è sotto il suo controllo e ha ben chiare le proprie mete: nessun figlio, nessuna moglie,tante donne e il posto di responsabile di un piano dei grandi magazzini della città in cui abita.
Lei è un cesso, lavora nello stesso piano dello stesso magazzino e ama “lui” da dieci anni; non la degna di uno sguardo.
Un “incidente” porrà “lui” ai piedi di “lei”. In una mirandola di situazioni ad incastro l’autore mostra tutta la potenza dell’amore, ma soprattutto quella dell’Odio.
In questo Film si intrecciano filoni nettamente drammatici con situazioni comiche, intersecate con scene semisplatter ed il tutto è condito con una buona dose di riadattato gusto da thriller psicologico. Sembra di assistere ad un eccezionale - quanto inaspettato - revival del “Siglo de Oro” spanolo, ove tutto era invenzione e l’arte scenica regnava sovrana. Il fine è quello di far ridere ma una morale sembra esserci: la torre eburnea costruita da “lui” non avrebbe potuto reggere a lungo, il mondo non è solamente “bellezza”, è tutto più complicato - per fortuna. Il regista va avanti per “scene”: ogni periodo del film ha una scena importante,che in qualche modo la riassume e la incornicia. La scena del periodo finale è altamente simbolica ed esplicativa: lui coperto di fango NERO è circondato da clown brutti contenti e colorati. Sta a dire:
“Lasciamo le belle donne ha chi ha poca fantasia”
Imperdibile.
Salvatore Mica
26/04/2005