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Crimea, bombe e sparatorie al Politecnico di Kerch: 18 morti e 50 feriti. “L’autore è uno studente 22enne che poi si è ucciso”

Spari sugli studenti, una forte esplosione, forse di più. Sono i primi elementi forniti dal Comitato Investigativo russo che ha aperto un’indagine per "atto terroristico". Ad agire, riferisce un funzionario, è stato un 22enne. Ipotesi confermata dal governatore: era iscritto al quarto anno, corpo ritrovato nella biblioteca. La maggior parte delle vittime sono adolescenti
di Redazione - mercoledì 17 ottobre 2018 - 792 letture

Spari sugli studenti, una forte esplosione nella mensa, forse di più. Sono i primi elementi per la ricostruzione dell’attacco al Politecnico di Kerch, città sul lembo orientale della Crimea. Al momento si contano, stando all’agenzia Tass, 18 morti e circa 50 feriti, la maggior parte dei quali sono adolescenti. Per il Cremlino l’ipotesi è quella di un atto di terrorismo. L’ultimo aggiornamento fornito da un alto funzionario russo in Crimea riporta che l’autore dell’attacco è uno studente di 22 anni che poi si è ucciso. Ipotesi confermata dal governatore della Crimea, Sergei Aksyonov, che ha parlato di un iscritto al quarto anno dello stesso istituto, precisando che il suo corpo è stato ritrovato nella biblioteca del secondo piano.

Sono circolate su Telegram, pubblicate dal canale televisivo Mesh, quelle che vengono descritte come le prime immagini del giovane di 22 anni autore dell’attacco. I fermo immagine tratti dalle telecamere di sicurezza mostrano un ragazzo biondo, con i capelli corti e una felpa nera col cappuccio che tiene in mano un grosso fucile.

Il Comitato Investigativo russo ha aperto un’indagine criminale sulla base dell’articolo 205 del codice penale russo, ovvero “atto terroristico”. La principale agenzia di stampa russa, la Tass, riferisce che oltre 200 militari del distretto militare del sud e circa 10 mezzi pesanti sono stati inviati a Kerch.

Le informazioni su quanto avvenuto rimangono ancora frammentarie. Quello che è noto per il momento è che tra le altre cose un ordigno è esploso nella mensa del Politecnico e conteneva elementi metallici. Alcuni testimoni oculari però raccontano di più uomini “mascherati e armati di mitra“, usciti dai bagni nel momento dell’esplosione. “Ce n’erano veramente tanti, ma non posso dire quanti”, ha detto uno dei presenti. Uno studente dell’istituto ha invece riferito che a “sparare agli studenti” era “un viso familiare”, “sembra sia uno dei nostri compagni“.

A Kerch di recente è stato inaugurato il ponte che unisce la Repubblica autonoma al Caucaso, evento al quale aveva partecipato anche il presidente russo Vladimir Putin. Un fatto simbolico che rappresenta l’effetto pratico dell’annessione della Crimea alla Russia, avvenuta nel 2014 dopo un referendum popolare, il cui esito tuttavia non è mai stato riconosciuto dalla comunità internazionale. Anzi, proprio l’azione di Mosca sulla Crimea è all’origine di gran parte delle sanzioni che l’Unione Europea e gli Stati Uniti hanno deciso nei confronti della Russia e ha provocato l’esclusione della Federazione dal G8, voluta dall’allora presidente Usa Barack Obama.

Nel G7 di giugno Donald Trump, sostenuto dal presidente del Consiglio italiano Giuseppe Conte, ha proposto il reintegro degli Stati Uniti nel G8. In un question time dell’estate scorsa il ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi, tuttavia, aveva ribadito che l’Italia non riconosce l’annessione della Crimea alla Russia, in parte smentendo le dichiarazioni del vicepremier Matteo Salvini.

Fonte: IlFattoQuotidiano.it


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