Crescita, positività e lotta alla povertà

Round conclusivo dello spazio concesso dalla nostra testata ai Candidati alla Segreteria del Pd con l’intervista a Walter Veltroni

di Emanuele G. - sabato 29 settembre 2007 - 5713 letture

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On.le Walter Veltroni

Non avremmo mai immaginato di riuscire a intervistare tutti i sei Candidati alla Segreteria del Pd… Crediamo di aver svolto in questo caso una preziosa opera di comunicazione e informazione. Ancora più preziosa in quanto abbiamo fornito i nostri lettori degli strumenti per capire e prendere le conseguenti decisioni. Questo per noi significa informazione democratica.

B i o g r a f i a :

E’ nato nel 1955 a Roma e qui risiede da sempre. E’ sposato con Flavia e ha due figlie, Martina e Vittoria. Nel 1976 viene eletto Consigliere comunale a Roma, ruolo che ricopre fino al 1981. Nel 1987 viene eletto deputato.

Nel 1989 è tra i protagonisti, insieme ad Achille Occhetto, della svolta che porterà alla nascita del Partito Democratico della Sinistra. L’interesse per la comunicazione e l’informazione, ereditato da suo padre Vittorio, tra i primi direttori dei tele e radiogiornali RAI, lo porta nel 1992, giornalista professionista, alla direzione del quotidiano “l’Unità”.

Un’esperienza durata dal maggio di quell’anno all’aprile del 1996: quattro anni in cui il giornale ha saputo aprirsi e rinnovarsi, in una fase politica molto difficile. Nel 1995 l’impegno politico diretto torna al centro della sua vita, con la promozione, insieme a Romano Prodi, della nascita dell’Ulivo, la coalizione di centrosinistra destinata a vincere le successive elezioni politiche dell’aprile 1996. All’indomani di queste assume la carica di Vice Presidente del Consiglio e Ministro dei Beni Culturali nel governo Prodi.

L’attività di ministro gli ha permesso di impegnarsi attivamente per salvaguardare il grande patrimonio culturale del nostro Paese. Gli importanti risultati ottenuti nella valorizzazione e nel recupero dei beni culturali hanno fatto tornare l’Italia “nazione dell’arte”, un successo riconosciuto anche all’estero, per il quale la Francia ha voluto insignirlo, nel maggio 2000, della Legione d’Onore.

Nel novembre 1998, dopo la caduta del governo Prodi, viene eletto Segretario nazionale dei Democratici di sinistra. Nel giugno 1999 viene eletto deputato al Parlamento europeo, dove entra a far parte della Commissione per la Cultura, la Gioventù, l’Istruzione, i Mezzi d’informazione e lo Sport. Seguendo sempre la sua passione per i temi della comunicazione e dello spettacolo a Strasburgo è anche Presidente dell’Intergruppo “Cinema, politica audiovisiva e proprietà intellettuale”.

Nelle consultazioni amministrative del maggio 2001 è stato eletto Sindaco di Roma: la Capitale ha conosciuto negli anni dell’Amministrazione Veltroni uno sviluppo economico straordinario con indici di crescita in controtendenza rispetto al difficile momento registrato nello stesso periodo dall’economia nazionale, risultati eccezionali nel settore turistico, un rafforzamento decisivo della rete sociale, una vitalità culturale rinnovata, che le sono valsi riconoscimenti internazionali e l’attenzione dei mezzi di comunicazione di tutto il mondo. Nel 2006 Veltroni è stato rieletto Sindaco al primo turno con il 61,4% dei voti.

Negli anni ha pubblicato diversi libri: Il Pci e la questione giovanile (Newton Compton, 1977); A dieci anni dal ’68, intervista con Achille Occhetto (Editori Riuniti, 1978); Il Sogno degli anni Sessanta (Savelli,1981); Il calcio è una scienza da amare (Savelli 1982); Io e Berlusconi (e la Rai) (Feltrinelli, 1990); I programmi che hanno cambiato l’Italia (Feltrinelli, 1992). Nel 1981 scrive Il Sogno spezzato, sulla figura di Robert Kennedy, mentre nel 1994 dedica un libro ad un’altra figura importante per la Sua formazione politica, La Sfida interrotta, sulle idee di Enrico Berlinguer, entrambi vengono pubblicati dalla Baldini & Castoldi.

Nel 1994 la sua attenzione torna la cinema, raccogliendo le recensioni scritte per il Venerdì di Repubblica, in Certi piccoli amori della Sperling e Kupfer a cui segue, nel 1997, Certi Piccoli amori 2. Nel 1995 la Rizzoli pubblica il libro intervista realizzato con Stefano Del Re, La Bella Politica. Nel 1997 scrive invece per la Baldini e Castoldi il saggio Governare da sinistra. La battaglia che conduce per la cancellazione del debito dei Paesi del Terzo mondo e l’impegno per portare l’attenzione internazionale sulle condizioni dell’Africa, sulla lotta alla fame e alla povertà, lo hanno spinto a compiere un lungo viaggio attraverso diversi paesi africani.

Un’esperienza che descrive nel libro Forse Dio è malato, pubblicato nel 2000 dalla Rizzoli. All’Africa si lega anche il programma radiofonico notturno (dalle frequenze di RAI Radio 2) Il Sindaco e il dj, con Pierluigi Diaco, dal quale è stata tratta una compilation musicale: Me We. Tutti i proventi del cd, uscito nell’ottobre 2002 per la CGD (il Gruppo Warner Italia), sono stati devoluti in beneficenza per costruire pozzi d’acqua in Mozambico, nei sobborghi di Maputo, inaugurati nel luglio 2003.

Nel maggio 2003 ha conseguito la laurea honoris causa in “Public services” da parte della John Cabot University. Sempre nel maggio 2003 ha pubblicato, per Rizzoli, Il disco del mondo, sulla vita del giovane musicista jazz Luca Flores. Nel settembre 2004 il suo esordio nella narrativa con Senza Patricio, una raccolta di cinque racconti ispirati da un viaggio in Argentina, edito da Rizzoli e giunto in pochi giorni alla quinta edizione. Ad agosto 2006 è uscito il suo primo romanzo La scoperta dell’alba, Rizzoli, che è rimasto per settimane al primo posto delle classifiche.

Fonte

I n t e r v i s t a :

CHI E’ IL CANDIDATO WALTER VELTRONI?

Una persona che da giovane ha scelto la politica perché pensava fosse una delle attività degli uomini più degne e più nobili per cambiare le cose, per migliorare le condizioni degli altri, e per primi dei più deboli, e per rendersi utili nei confronti del proprio Paese, della propria comunità. Non ho mai smesso di pensarla così. Anche oggi, mentre la politica fa fatica, è lenta e in affanno, continuo a credere che la politica abbia un ruolo fondamentale. Il mio impegno di candidato lo vivo così.

PERCHE’ HA DECISO DI CANDIDARSI ALLA SEGRETERIA DEL PD?

Attorno al mio nome si è obiettivamente creato un consenso molto ampio. Lo considero il risultato della generosità degli altri e forse il riconoscimento del mio costante sostegno, da diversi anni a questa parte, al progetto del Partito democratico. Al momento di decidere a contare di più è stato il senso di responsabilità, lo stesso con cui in questi sei anni ho fatto il Sindaco di Roma, lo stesso con cui continuerò a farlo. Responsabilità, perché la politica non è una passeggiata solitaria nella quale puoi scegliere i percorsi e le soste che più ti piacciono. La politica è un meraviglioso viaggio collettivo e quella che abbiamo davanti è una grande opportunità di creare una moderna forza riformista e innovatrice.

QUALI LE SUE PRECEDENTI ESPERIENZE POLITICHE?

A parte l’impegno da ragazzo a scuola e poi all’inizio degli anni Settanta, l’esperienza che ricordo con piacere è proprio quella fatta in Campidoglio, da Consigliere comunale, dal 1976 al 1981. Il resto è abbastanza noto, credo. Ho fatto il Deputato, sono stato con Achille Occhetto in quel gruppo dirigente che nell’89 pensò e portò a termine la svolta che segnò la nascita del Pds, sono stato direttore de “l’Unità” per quattro anni, poi Vicepresidente del Consiglio e ministro dei Beni culturali nel primo governo dell’Ulivo guidato da Romano Prodi, quindi segretario dei Ds e parlamentare europeo. Quindi, nel 2001, l’elezione a Sindaco di Roma.

CI PUO’ RIASSUMERE IL SUO PROGRAMMA?

Le linee guida sono quelle esposte a Torino, i diversi punti del programma stanno di fatto nascendo in queste settimane, attraverso il metodo dell’ascolto e della partecipazione. Non mi addentro nei dettagli, ovviamente, ma voglio sottolineare il grado di novità, di innovazione anche radicale della nostra cultura politica. Penso a come abbiamo messo la difesa dei diritti delle giovani generazioni e la lotta alla precarietà al centro di una necessaria riforma del welfare. Penso all’approdo ad un “ecologismo dei sì” contrapposto a quello che dice sempre no a tutto. All’aver messo da parte approccio ideologico e timidezze su un tema, quello della sicurezza, del modo di contrastare la criminalità e l’illegalità, che ha a che fare come pochi altri con i diritti fondamentali dei cittadini e che non può essere lasciato a una destra che non sa cosa siano inclusione integrazione. E poi l’aver affermato con chiarezza che deve essere la povertà, non la ricchezza, il nostro primo avversario, e che senza crescita dell’economia e delle imprese ogni obiettivo di equità sociale e di creazione di opportunità si allontana. Siamo andati nel Nord-Est a dire che sì, le tasse sono troppo alte, e che è tempo di un nuovo patto fiscale per pagarne di meno e pagarle tutti. Ho proposto di liberare la Rai da pressioni e ingerenze anche attraverso l’istituzione della figura di un Amministratore delegato unico. Sono solo alcuni dei temi che dovranno disegnare la nostra nuova identità, e definire il ruolo e le ambizioni del Partito democratico.

PUO’ IL PD RAPPRESENTARE QUEL VOLANO NECESSARIO A RIFORMARE L’ITALIA?

Assolutamente sì. Da quello che ho appena detto credo si capisca che il Pd nascerà con un profilo programmatico forte e innovativo, con lo sguardo rivolto alla crescita economica, e insieme all’equità e alla giustizia sociale. Il Paese ha bisogno di uno scatto per l’innovazione e deve scrollarsi di dosso la somma dei conservatorismi che lo immobilizzano. Se il Partito democratico non saprà farlo, avrà fallito. Ma sono certo che ce la farà, che ce la faremo.

QUALE IL SUO IMPEGNO PER I GIOVANI?

Le ragazze e i ragazzi del nostro Paese devo avere più garanzie per il loro futuro. Oggi non hanno certezze. Né di trovare un lavoro, né di avere retribuzioni adeguate, né di poter contare, un giorno, su una pensione. È chiaro che una condizione mentale ed emotiva simile inibisce ogni decisione importante: dall’uscita di casa al “far famiglia”. Dobbiamo restituire loro le sicurezze che le generazioni passate hanno bene o male avuto. La priorità, allora, è la lotta alla precarietà. E’ tempo di una svolta radicale, e credo che tutte le forze che hanno interesse ad una crescita ispirata alla qualità sociale debbano capire che sono i giovani, oggi, i più discriminati, i più aggrediti da un assetto della società che volta loro le spalle. Tre milioni di ragazzi si trovano nella stessa situazione di “sfruttamento” in cui si sono trovati in altri decenni della nostra storia gli operai che il sindacato ha giustamente difeso e tutelato. Ora è il tempo di difendere e tutelare loro. E’ venuto il tempo di affrontare con coraggio il nuovo secolo. Di scrivere un nuovo Patto fra le generazioni italiane. Vuol dire dotarsi di un moderno sistema di ammortizzatori sociali. Vuol dire far sì che le istituzioni siano in grado di garantire la trasmissione ai giovani della conoscenza, delle competenze, del sapere. Vuol dire restituire fiducia all’investimento in capitale umano, e quindi dare spazio al merito nelle scuole, nelle università, nelle imprese, nei concorsi pubblici. Vuol dire costruire una vera e nuova politica per la casa, pensando soprattutto ai giovani.

COSA NE PENSA DEI PROBLEMI DEL MERIDIONE?

Dobbiamo avere la consapevolezza che lì si gioca una sfida fondamentale per l’intero paese. Lo ricordava bene il governatore Draghi qualche giorno fa quando sottolineava che è proprio dal decollo del Sud che può derivare una crescita sostenuta e duratura della intera nostra economia. Ci vuole però una azione complessiva che affronti l’insufficienza delle infrastrutture e renda trasparente il mercato, che migliori la qualità e l’offerta di formazione e metta in chiaro il lavoro. E su tutto questo ci vuole un impegno continuo per la legalità, per non lasciare da solo chi avvia con coraggio un’attività economica e si rifiuta di sottostare alle regole della mafia.

COME RENDERE PIU’ EFFICIENTE LO STATO?

L’Italia è diventata il Paese in cui tutti, a tutti i livelli, hanno il diritto di mettere veti e nessuno ha il diritto di decidere. Se di fronte ad ogni problema urgente gli amministratori e i cittadini sono costretti a chiedere poteri straordinari, è perché evidentemente quelli ordinari non funzionano. Un Paese può perdere la sua democrazia per "eccesso" di decisione, ma può anche perderla per "difetto" di decisione. Gli italiani vogliono che il governo che guida il Paese possa assumere su di sé decisioni e responsabilità, e che e ne risponda.

QUALI LE SUE LINEE GUIDA PER LA POLITICA INTERNAZIONALE?

Affermazione del primato del multilateralismo e dell’assunzione di responsabilità condivise da parte della comunità internazionale, e per questo riforma delle Nazioni Unite e delle istituzioni finanziarie, del Consiglio di Sicurezza, con la nascita di un Consiglio per lo Sviluppo Umano e di uno per l’Ambiente. Rilancio del processo di integrazione politica dell’Europa. Ruolo dell’Italia nel Mediterraneo, crocevia del mondo dentro il quale il nostro Paese può svolgere una grande azione a livello di dialogo politico, interreligioso e culturale; di uso delle risorse, di ambiente, di energia, di governo dei flussi migratori. “Amicizia responsabile” con gli Stati Uniti, ai quali non c’è bisogno – non serve né a noi né a loro – di dire di sì sempre e a prescindere. Pace, democrazia e sviluppo come obiettivi dell’Italia e della comunità internazionale, mettendo in pratica il convincimento ormai diffuso che non c’è più tempo e non ci sono più scuse: si inverta l’agenda della priorità, mettendo al primo posto l’Africa, la lotta alla povertà, all’insicurezza alimentare e all’Aids. Continuare senza sosta la lotta per far scomparire la pena di morte dalla faccia della Terra – bene l’iniziativa per la moratoria delle esecuzioni capitali – e per affermare, ovunque nel mondo, i fondamentali diritti umani, che non possono valere solo in alcuni casi e per alcuni paesi. Porre come urgenza assoluta, in ogni occasione e in modo più netto di quanto ancora non si faccia, la questione ambientale, del global warming e dell’utilizzo delle energie alternative. Scegliere la via della fermezza e del dialogo per scongiurare la minaccia nucleare, cominciando dal rispetto delle risoluzioni dell’Onu da parte dell’Iran. Infine, come metodo e per quanto riguarda il nostro Paese, capire che una nazione ha bisogno che sulla politica estera si raggiungano, il più delle volte, delle intese bipartisan, superando quelle logiche di schieramento di parte che spesso ci hanno indebolito.

CREDE NELL’EUROPA UNITA?

Assolutamente sì. Il futuro dell’Italia, il suo ruolo a livello internazionale, la competitività, dipendono dall’Europa e dalla solidità delle istituzioni comunitarie. E’ per questo che non possiamo smettere di chiedere una politica estera e di sicurezza comune, una politica di rinnovamento del modello sociale europeo, un maggiore impegno verso ricerca e innovazione. E se l’Europa a più velocità già esiste nei fatti, dobbiamo impegnarci per una vera democrazia europea. Se necessario, sia un nucleo forte di paesi a procedere per primo sulla strada che porta ad una vera e propria Unione politica. Una fase costituente dell’Europa politica per diventare global player, per uscire da una idea paternalistica di Europa per gli europei e giungere finalmente a un’Europa degli europei.

CHI E’ IL CANDIDATO WALTER VELTRONI NELLA VITA DI TUTTI I GIORNI?

Una persona che appena ha un po’ di tempo non desidera altro che stare con la sua famiglia, con sua moglie, con le sue figlie. Stanno crescendo, ormai sono grandi, ma è bello sapere che condividiamo interessi e passioni, dal cinema al basket, che come è noto ha scalato la classifica dei miei interessi E poi certo, inamovibili sono la musica e i libri. Mi piace leggerli, mi appassiona scriverli, e creare così, attraverso la scrittura, uno spazio solo mio, intimo, dentro il quale immergermi per viaggiare, per pormi domande, per capirmi, e per capire gli altri.

UNA FRASE CHE AMA RICORDARE SEMPRE CON PIACERE...

Una di George Bernard Shaw, che Robert Kennedy, in quella campagna per le primarie americane del ’68 che non riuscì a portare a termine, amava ripetere alla fine dei suoi discorsi: “Alcuni uomini vedono le cose come sono e dicono: perché? Io sogno le cose come non sono mai state e dico: Perché no?”.

Sito Candidato On.le Walter Veltroni


- Ci sono 3 contributi al forum. - Policy sui Forum -
Crescita, positività e lotta alla povertà
1 ottobre 2007

dovreste vergognarvi di dare spazio su questo sito a uno come Veltroni, reazionario fino al midollo, e in combutta con montezemolo.... Girodivite ha una tradizione di sinistra autentica, antagonista e con Veltroni non dovrebbe entrarci nulla
Crescita, positività e lotta alla povertà
1 ottobre 2007, di : emanuele gentile

Possiamo concordare con quanto da lei affermato nel suo messaggio, ma Giro di Vite è da sempre conosciuto per dare la parola a tutti.

Poiché è nostro interesse informare senza censura alcuna abbiamo deciso di intervistare tutti e sei Candidati alla Segreteria del nascente Partito Democratico in modo da realizzare un servizio utile nei confronti di voi nostri lettori.

Noi informiamo liberamente e altrettanto liberamente i lettori si formano una loro opinione. Ma non chiedeteci di dire si o no solo in base a gusti personali. Questa non è informazione.

L’autore dell’intervista.

Di cosa state parlando..., scusate?
1 ottobre 2007, di : Luigi Iovino |||||| Sito Web: NEGAZIONE DI GIUSTIZIA

Crescita, positività e lotta alla povertà ... di chi??? - di che???

Stiamo parlando di onestà intellettuale e politica dei nostri (attuali e futuri) rappresentanti...???

C’è una famiglia sotto estorsione..., pubblicamente..., da mesi..., e nessuno se nè fotte..., neanche il PAPA...