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Crediti fiscali

Editoriale della Usb sull’incredibile vicenda dei 545 miliardi di euro di crediti fiscali vantati dallo Stato e non riscossi.
di Redazione - giovedì 23 gennaio 2014 - 2995 letture

Apprendiamo dal Sole 24 ore di oggi, in un articolo anonimo il cui titolo nulla o poco c’entra con il contenuto e relegato a pagina 23, che abbiamo perso la stratosferica cifra di 545 miliardi di euro di crediti fiscali vantati dallo Stato e non riscossi! Se vogliamo trasformarli in vecchie lire siamo alla stratosferica cifra di milleequarantamilamiliardi di lire, ovvero più di undici volte il valore della finanziaria più pesante che ci sia stata imposta negli ultimi venti anni e cioè quella di Amato del ’92 del valore di 90.000 miliardi di lire!!!

Se ciò non fosse sufficientemente scandaloso, il direttore della Agenzia delle Entrate (quali?) ci confessa che non sarà possibile recuperarne più del 5 – 6% del totale, cioè non più di 32,7 miliardi di euro.

Per evitare confusioni va specificato che questi 545 miliardi non sono ascrivibili all’evasione fiscale, che invece ha raggiunto la ragguardevole cifra di 180 miliardi di euro – cifra presunta probabilmente per difetto – ma sono soldi che si riferiscono ad accertamenti già avvenuti e quindi a crediti conosciuti. Si sa cioè chi ce li dovrebbe dare e perché.

Mentre quindi la guardia di finanza viene impiegata in attività di ordine pubblico invece che di ricerca degli evasori, mentre le buste paga dei lavoratori dipendenti sono massacrate dalle tasse nazionali, regionali, provinciali, comunali, condominiali e di pianerottolo, mentre si scopre che la figlia del grande palazzinaro romano Armellini – ad insaputa del suo compagno, l’ineffabile parlamentare di lungo corso Bruno Tabacci –ha evaso il fisco per oltre 2 miliardi di euro, mentre viene aumentata l’IVA e diminuita l’IRAP c’è un tesoro che da solo abbatterebbe il debito pubblico del 25% che sappiamo esistere ma che non possiamo riscuotere.

Ci viene voglia di chiedere al signor Cottarelli, uomo del Fondo Monetario Internazionale messo da Letta a tagliare la spesa per reperire risorse, perché non prova a cercarle a partire da qui invece di raccattare briciole negli stipendi dei pubblici dipendenti, nella privatizzazione delle partecipate, nella messa in mobilità di centinaia di migliaia di padri e madri di famiglia che già ora non arrivano al 15 del mese e non riescono a pagare l’affitto o il mutuo?


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