Ogni sera dalla Tv imparo tanti termini nuovi. Così la mazzata mi sembra più accettabile e moderna. E’ così è anche per Guarguaglini che è stato licenziato dal governo con una liquidazione di 5,5 milioni di euro
Guardare la televisione è veramente cosa istruttiva. Io, che sono più tardo e ignorante di una capra (con rispetto per il simpatico animale), trovo in questo mezzo, lo strumento utile per acculturarmi, per conoscere le lingue, soprattutto l’inglese, insomma per farmi una cultura che posso sfoggiare nel bar che frequento. Molte volte lascio a bocca aperta i miei amici di scopone. L’altra volta ho usato advisory, poi arrogance, ora ho imparato una nuova espressione, credit crunch e, prima ancora, default, spread, beauty contest eccetera. Quando intercettano, e poi arrestano, il vicepresidente della Regione Lombardia soprannominato "ghiro" perché nelle sedute si addormentava sempre e si risvegliava solo quando sentiva parlare di soldi, lui definiva le mazzette big bubble che dovete convenire è un modo molto elegante di definire i soldi rubati, è più fine. Mazzette? Ma no, cosa dici! Sono big bubble, una grande bolla.
Ma per tornare a noi, il nuovo termine, credit crunch, l’ho sentito dire in Tv da Carlo De Benedetti, uno degli imprenditori di sinistra, quindi uno che se ne intende tanto è vero che oltre ad essere padrone di tante cose lo è anche di Repubblica, L’Espresso e altri 18 quotidiani. Il termine significa, mi hanno spiegato, che le banche hanno stretto il credito e, quindi, non danno soldi in prestito. Infatti, ora i giovani che hanno bisogno di un prestito per sposarsi e acquistare casa, quando ritornano nelle loro abitazioni, non dicono ai loro genitori che il mutuo non gli è stato concesso ma che le banche non lo possono dare perché sono credit crunch.
Tutta un’altra cosa. I genitori non capiscono bene ma abbozzano pensando che è molto diverso non avere un mutuo perché la banca non ha i soldi oppure affermare che non hai il mutuo per colpa del credit crunch. E tutti giulivi e un po’ orgogliosi lo raccontano in giro, ad amici e parenti. Ma anche questo problema sarà superato dal sobrio governo che ci governa. Tutti i telegiornali, tutte le sere, ci informano che i ministri stanno lavorando che, bisogna riconoscere, è una notizia considerato che prima in quanto a lavoro... E Monti? Monti non riposa mai, corre in Europa e alla sera resta a lavorare sino a tardi. Mussolini aveva ordinato ai commessi di lasciare la luce accesa tutta la notte nel suo ufficio così da far sapere agli italiani che lui non dormiva mai, lavorava sempre per noi. Speriamo solo che Monti, quando va a casa, si ricordi di spegnere le luci.
E questa del lavoro è una notizia dominante in tutti i telegiornali. Una invece, che hanno preferito non dire interamente (almeno alcuni TG), è quella relativa alla liquidazione del signor Pier Francesco Guarguaglini, presidente di Finmeccanica, un tipetto tosto, classe 1937. E’ attualmente indagato, insieme alla sua gentile mogliettina, Marina Grossi, per frode fiscale e false fatturazioni. Alcune settimane fa, gli hanno chiesto di dare le dimissioni, ma lui, stoicamente, ha detto di no. Perché mai dare le dimissioni se non ho commesso nulla di illecito?
Ora, il governo che lavora sempre, quello sobrio, quello che su raccomandazione del presidente Napolitano, ha chiesto sacrifici per salvare l’Italia, di essere coesi, quello del taglio delle pensioni, quello dei vestiti grigi e sobri, insomma il governo Monti gli ha spedito una letterina di licenziamento. Un po’ come fa Maglioncino Marchionne con gli operai Fiat. E cosa c’è scritto nella lettera? Ringraziamenti? Certo. Sentite un po’: "I più sentiti ringraziamenti per l’altissima professionalità e il proficuo impegno che hanno consentito la crescita e l’affermazione del gruppo nei mercati mondiali".
E’ giusto. E per dimostrare come il governo è contento d’averlo licenziato, gli ha dato una buona uscita di 5,5 milioni di euro ed è andata pure bene perché lui ne voleva 12. Guarguaglini si è sacrificato per il bene della Patria non come certi operai che i sacrifici, per uscire dalla crisi, non li vogliono fare. Qua, in questo e in tanti altri casi, non c’è credit crunch che tenga. I soldi si trovano sempre per certi personaggi, soprattutto se inquisiti. Ma come, è indagato e il governo lo ringrazia? Certo perché in questo modo l’ha licenziato e gli deve dare i soldi; se l’avesse fatto lui, se si fosse licenziato, la buonuscita non gli aspettava.
Certo che è machiavellico il modo di comportarsi dei nostri governanti. Ricapitoliamo. Le tasse si devono aumentare, l’Ici va reintrodotta, per andare in pensione bisogna lavorare più anni e, alla fine, prendere meno, si riconfermano i vitalizi per i parlamentari di lungo corso, gli inquisiti sono premiati e ringraziati, gli operai licenziati. Mi sembra un bel programma di governo. Soprattutto molto diverso da quello precedente. Comunque sia, state in campana, stringete la cintura e anche le chiappe. Anche se il potere usa questi termini, anche se il credit crunch impazza come Oscar Giannino ‒ uno vestito da clown, che quasi ogni sera ci spiega come fare per uscire dalla crisi ‒ state certi che anche con questo governo saremo noi a pagare.
D’altronde, siamo in default, gli advisory hanno parlato chiaro, lo spread è sempre alto, Pier Francesco è stato licenziato con una big bubble, le banche sono in credit crunch e quindi è necessario tagliare stipendi e pensioni. Il tutto fatto con sobria arrogance.