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Così nacquero le veline

Anna Tonelli, Stato spettacolo. Pubblico e privato dagli anni ’80 a oggi, Bruno Mondadori, 2010.
di Pina La Villa - lunedì 25 aprile 2011 - 4501 letture

Anna Tonelli, Stato spettacolo. Pubblico e privato dagli anni ’80 a oggi, Bruno Mondadori, 2010.

Il rapporto fra pubblico e privato nella società italiana, oggi di grande attualità, è affrontato qui analizzando le origini e le modalità con cui la dimensione intima si è affermata dagli anni Ottanta a oggi. Dal culto del corpo alla febbre del sabato sera, dalle confessioni personali in radio e in TV alle lettere ai giornali, passando per i karaoke dei leader di partito, le storie d’amore degli esponenti del PCI e il “celodurismo” della Lega, per arrivare alle discussioni sull’aborto, sulle unioni civili e sul testamento biologico. L’aggiornamento, ovviamente, è legato alle vicende di Veronica Lario e di Silvio Berlusconi.

Il lavoro è ben documentato e mette a disposizione una ricca bibliografia. La tesi è che negli anni Ottanta si verifica una forte discontinuità rispetto al passato. Siamo ancora a livello di raccolta di documenti con prime parziali ipotesi, ma il ventennio Ottanta-Novanta comincia ad essere studiato in una prospettiva storica (anche se qui solo dal punto di vista del rapporto pubblico-privato nella politica italiana, intrecciando cultura, costume e mentalità) per interpretare un mutamento che investe l’individuale e il collettivo. Restano forse da indagare più a fondo le cause di questa trasformazione ma che ci sia stata una forte discontinuità appare chiaro anche semplicemente ponendo a confronto alcune citazioni riportate nel libro di Anna Tonelli (su Radio Alice, su Berlusconi e la Tv, sulla vicenda Veronica Lario-Silvio Berlusconi).

Negli anni settanta nascono le radio private. La più famosa è Radio Alice, nata a Bologna nel febbraio 1976 e durata un anno (viene chiusa dalla polizia il 12 marzo 1977).Tonelli cita :

Radio Alice fa parlare chi: ama le mimose e crede nel paradiso, chi odia la violenza e picchia i cattivi, chi crede di essere Napoleone, ma che potrebbe essere benissimo un dopobarba, chi ride come i fiori e i regali d’amore non possono comprarlo, chi vuole volare e non salpare, i fumatori e i bevitori, i giocolieri e i moschettieri, i giullari e gli assenti, i matti e i bagatti (Collettivo A/traverso, Alice è il diavolo. Storia di una radio sovversiva, Shake Edizioni Underground, Bologna, 2002, p. 34)

Ma cosa non è osceno della nostra vita, dei nostri bisogni, per i poliziotti e i pennivendoli? I nostri bisogni, la sessualità, il corpo, la voglia di dormire al mattino, il desiderio. Tutto questo è stato nei secoli nascosto, sommerso, negato, non detto. Il ricatto della miseria, la disciplina del lavoro, l’ordine gerarchico, il sacrificio, gli interessi generali, tutto questo ha fatto tacere la voce del corpo...Radio Alice si installa in questo spazio e per questo è oscena. (Collettivo A/traverso, Alice è il diavolo. Storia di una radio sovversiva, Shake Edizioni Underground, Bologna, 2002, p. 42)

Con la TV le cose cambiano: già nelle elezioni del 1979, le 340 stazioni televisive cominciano a influire in maniera crescente sulla propaganda e nel gioco delle preferenze.

Per gli italiani la tv è la mamma, Dio, la patria, la famiglia e la politica, cioè il voto. Gli puoi ordinare tutto, di comprare un dentifricio oppure di votare per Craxi o De Mita, e loro obbediscono. Per questo i politici mi vogliono tanto bene, e votano quasi compatti i decreti per Canale 5. (Silvio Berlusconi, da un articolo di Sergio Saviane, Sono l’indice degli italiani!, “L’Espresso”, 15 dicembre 1985)

La 194: Siamo all’inizio del 2008 quando viene riproposta l’ipotesi di rivedere le norme della 194, in un contesto in cui si discute anche di fecondazione assistita, diagnosi prenatale e pillola abortiva. “Non è casuale che conquiste considerate un punto fermo delle battaglie degli anni Settanta vengano rimesse in discussione agli albori del nuovo millennio” con l’intervento della Chiesa in primo piano a riappropriarsi del monopolio dell’etica.

A proposito di Veronica Lario: “va rilevato come il privato femminile finisca per essere difeso solo con una esternazione pubblica [la lettera di Veronica Lario a "la Repubblica"], quasi a riprendere il vecchio slogan femminista degli anni Settanta “il personale è politico”, pur inserito in un contesto molto diverso in cui, come rileva Chiara Saraceno, da “strumento per denunciare i rapporti di poteri”, l’assunto femminista nell’Italia berlusconiana è diventato “un’arma di potere” (per Chiara Saraceno cfe: Noemi, il cavaliere e le donne italiane, “la repubblica”, 29 maggio 2009)

Anna Tonelli è professore associato di Storia contemporanea all’Università degli studi di Urbino “Carlo Bo”. Si occupa in particolare di cultura popolare, di storia della mentalità e del costume e del rapporto fra politica e società nell’Italia contemporanea. Altri suoi libri: Politica e amore. Storia dell’educazione ai sentimenti nell’Italia contemporanea (Il Mulino, Bologna 2003) Comizi d’amore. Politica e sentimenti dal ’68 ai Papa boys (Carocci, Roma 2007).


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