Sei all'interno di >> :.: Culture | Cinema - Visioni |

Cosa voglio di più. Un film di Silvio Soldini

Dopo essere stato accolto positivamente da pubblico e critica all’ultimo Festival di Berlino, dove ha partecipato fuori concorso, Cosa voglio di più di Silvio Soldini debutta in patria e affronta il pubblico italiano con un film basato su una storia semplice.

di Dario Adamo - mercoledì 5 maggio 2010 - 3976 letture

Apparentemente tutto va bene: Anna (Alba Rohrwacher) è una bella e giovane donna che lavora come dipendente di una compagnia di assicurazioni e convive da qualche tempo con Alessio (Giuseppe Battiston) , uomo pio, gentile e ultracomprensibile. Di certo non sono poche le difficoltà per arrivare a fine mese indenni, ma i due portano avanti comunque una relazione stabile che li induce anche a prendere in considerazione l’idea di avere un figlio. Per una casualità, una mattina qualunque, Anna conosce Domenico (Pierfrancesco Favino) che, nelle vesti di cameriere, è lì per sostituire un collega della società di catering presso cui è impiegato. Un’occhiata, un biglietto con il numero di cellulare, qualche sms e basta poco tempo perché i due si incontrino e scoppi un’attrazione fatale, irresistibile e devastante che li porta a vedersi clandestinamente, una volta a settimana, in un motel fuori città. Il legame, inizialmente solo molto carnale, diventa talmente forte da far rimettere in questione tutto, compagni, figli (Domenico è sposato con due bambini), futuro. Seguire l’improvvisa infatuazione e percorrere irresponsabilmente e istintivamente una strada nuova, forse impervia, ma decisamente eccitante o restare con i piedi per terra e rientrare da quello che probabilmente è stato solo un colpo di testa, un incidente, uno sbaglio?

Dopo essere stato accolto positivamente da pubblico e critica all’ultimo Festival di Berlino, dove ha partecipato fuori concorso, Cosa voglio di più di Silvio Soldini debutta in patria e affronta il pubblico italiano con un film basato su una storia semplice, il racconto di ciò che potrebbe succedere a ognuno di noi in qualsiasi momento quando improvvisamente la vita decide di sorprenderci e mette alla prova la nostra razionalità, i nostri progetti e le nostre sicurezze. Il tutto narrato con estrema sobrietà da vicino, dall’interno delle proprie quotidiane riflessioni, dal basso dei propri istinti. In questo i campi stretti e il costante utilizzo della macchina a spalla contribuiscono a restituire allo spettatore una dimensione emotiva vera, partecipata. Gli spazi all’interno dei quali si muovono i protagonisti della vicenda sono quelli ristretti di una vita senza troppi agi né comfort, dai piccoli appartamenti delle giovani coppie di precari, alle stanze a ore di un motel dove si consumano i (non pochi) momenti di passione sfrenata e naturale.

Un plauso dovuto a tutti gli interpreti, da Alba Rohrwacher abilissima a gestire il difficile equilibrio di una donna tutto sommato dolce, amorevole e seria in preda a uno sconvolgimento improvviso, a Pierfrancesco Favino credibile padre di famiglia meridionale in difficoltà a Giuseppe Battiston, il fedele compagno dai sani principi e dagli umili desideri, vittima immobile di un gioco che non riesce né a intuire prima né a cimprendere poi. Da segnalare infine l’apporto fornito dei comprimari Ninni Bruschetta, Teresa Saponangelo e Fabio Troiano.


Rispondere all'articolo - Ci sono 0 contributi al forum. - Policy sui Forum -