Cosa sarebbe Lentini senza distretto sanitario e senza scuole...

Sanità a Lentini: confronti e risultati. L’esito della vicenda del PTA di Lentini.
di Luigi Boggio - sabato 9 novembre 2019 - 1031 letture

Non si può non apprezzare il comunicato della direzione dell’azienda sanitaria provinciale di Siracusa nel quale si legge "la volontà della direzione strategica aziendale di migliorare il servizio all’utenza e contribuire al potenziamento del presidio al centro della città" cioè Piazza Aldo Moro Lentini.

Questo è il frutto dell’incontro di Siracusa con i vertici dell’azienda e la delegazione dei sindaci di Carlentini, Francofonte, Lentini e il comitato per la salute, che la delegazione ha giudicato positivo per la soluzione dei problemi che si presentano e che non sono pochi se si vogliono migliorare i servizi di prevenzione e cura territoriali e quelli ospedalieri. L’attenzione del comitato unitario sarà costante, come lo è stato fino ad oggi, perché quei presidi per la salute riguardano l’intera popolazione del distretto ed oltre per il suo carattere universale ed anche perché esiste un buon livello professionale e d’accoglienza.

Non si è al top ma non ultimi nel panorama sanitario siciliano per prestazioni e servizi nel Pta (Presidio Territoriale di Assistenza), nell’emergenza urgenza e nei reparti ospedalieri. Ci sono delle criticità come è stato detto nell’incontro, ma che sono superabili con il dialogo non solo con il comitato unitario e i sindaci ma anche con gli operatori che vivono e operano in quei luoghi che non sono dei luoghi qualsiasi.

Sono luoghi dove passa ogni genere di sofferenza e speranza. Sono luoghi tristi, come un giorno mi dissero mentre aspettavo l’esito di un referto di mia mamma, risposi, vero, però illuminano tantissime volte i volti.

Dobbiamo avere la consapevolezza, quella che alcune volte manca, che quel bene comune ci appartiene e che va sempre salvaguardato. Tante volte mi chiedo: cosa sarebbe Lentini senza distretto sanitario e ospedale e senza scuole di ogni ordine e grado in una situazione sociale ed economica mai conosciuta. Un dramma nel dramma in un orizzonte fosco.

Per questo i vertici aziendali debbono fare in modo di darci altre risposte non più procrastinabili come l’espletamento dei concorsi per la direzione sanitaria ospedaliera e quella del distretto territoriale in quanto non si può andare avanti con i facenti funzioni che cambiano ogni sei mesi e il recupero con una nuova richiesta all’assessorato alla salute degli 800 mila euro di finanziamento per la riqualificazione dello stabile di piazza Aldo Moro. Quindi direzioni stabili per avere dei punti di riferimenti certi e non distanti dalla quotidianità e miglioramento strutturale di un bene che appartiene alla città e alla sua storia.

Proprio in quella sede il comitato di gestione nominato democraticamente dai consigli comunali deliberava la costruzione del nuovo ospedale, nel 1986, e sempre nella stessa sede un pomeriggio di fine primavera del 1994 l’assessore alla sanità Borrometi si impegnava di firmare il decreto per lo sblocco del finanziamento per dare via all’appalto e alla costruzione. Quel pomeriggio con i sindaci e i dirigenti del distretto eravamo in tanti che con reciproco ascolto si decideva d’andare avanti anche se il clima alla regione a causa di tangentopoli non era favorevole. Ci disse: farò quello che è giusto fare. L’ha fatto ed è quella struttura che si vede in lontananza con la moneta dell’antica leontinoi in fronte.



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