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Cosa è un libro?

Il raddoppio del prezzo del libro non sembra aver influito molto sul numero dei lettori in Italia. Pochi erano, e pochi sono rimasti...

di Sergej - sabato 10 maggio 2014 - 2290 letture

Cosa è il libro? Non solo oggetto, brama di bibliofili e Dell’Utri. Prodotto dell’industria che ha un costo e permette un ricavo. Manufatto attorno al quale lavorano decine di figure professionali diverse: editore, tipografo, ma anche curatore di bozze, editor, traduttore, illustratore, libraio, addetto al marketing e alle campagne pubblicitarie... Veicolo di trasmissione del sapere e della cultura, specchio e indice del grado di civiltà di un popolo. Prodotto posto in vendita sugli scaffali di una libreria che, con il passaggio all’euro, è stato interessato dal raddoppio in pratica del suo prezzo di vendita. Il mercato: è questa la realtà del libro in Italia. Con una lobby che riesce a premere sul Parlamento perché non se ne occupi, o quando se ne occupi lo faccia solo per ritardare la presenza dei "competitor" internazionali come Amazon, responsabili - udite udite! - di voler abbassare i prezzi di vendita. Mentre "il mercato" è nelle mani di 4-5 distributori nazionali che impongono prezzi e influenzano il successo o meno delle vendite.

Il raddoppio del prezzo del libro non sembra aver influito molto sul numero dei lettori in Italia. Pochi erano, e pochi sono rimasti. ha permesso di distribuire qualche briciola in più ai librai e a pochi altri. I dividendi delle case di distribuzione e delle grandi case editrici sono stati incassati.

Una situazione "argentina", nel senso dell’Argentina del periodo del golpe, quando la dittatura non vietò i libri di Marx: semplicemente questi libri avevano un prezzo così elevato che certamente era impossibile per la comune umanità leggere Marx.

Qualche anno fa erano apparse le piccole case editrici. Qualche colpo buono l’hanno portato. Sono nate persino, in varie città italiane, delle piccole fiere fatte dai piccoli editori. Una piccola ventata di freschezza e di novità. Nell’ultimo decennio il potere è tornato pienamente nelle mani dei grandi gruppi, che stanno controllando anche lo sviluppo (o il non sviluppo) del libro digitale, con buona pace di Tombolini e di alcuni altri pochi pionieri.

Insomma, per quello che possiamo vedere - e che si può vedere anche al Salone del libro di Torino - il panorama non è roseo. Tutto ruota su una pubblicità un po’ spenta, in cui la televisione è al centro. Se un autore appare in televisione, vende, altrimenti ciccia. E’ la caratteristica dei "consumatori culturali" italiani: un pubblico ristretto di lettori, una massa che in altri Paesi europei sono lettori e che qui in Italia sono telespettatori. Che costituiscono un pubblico, sono il pop contrapposto all’élite - sono quelli che mettono i lucchetti sulle ringhiere dei ponti influenzati da un libro contrapposti a un gruppo di consumatori di cultura che guarda con disprezzo la cultura pop. Qui come nel cinema, nel mondo della canzone e della musica, in politica - ovunque riproducendo sempre lo stesso schema.

Ma appunto, cosa è il libro?


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