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Cos’è rimasto dentro il vaso di Pandora?

Oggi più che mai sembra essere tornato attuale... un vaso da cui fuoriesce ogni forma di cattiveria non è poi così irreale.
di Laura Giannini - mercoledì 8 settembre 2004 - 10154 letture

Pandora... o meglio il vaso di Pandora, quanti ne hanno studiato la storia sui banchi di scuola o soltanto sentito parlare... Una storia irreale, fantastica, basata sulle credenze classiche, quando con la mitologia si spiegava tutto, ma sicuramente emblematica per il suo significato metaforico. Pandora che sfida Zeus soltanto per soddisfare la sua curiosità, aprendo un vaso che le era stato proibito. E da quel normale suppellettile, non uscì niente di bello, ma solo violenze, crudeltà, malattie. E oggi più che mai sembra essere tornato attuale... Un vaso da cui fuorisce ogni forma di cattiveria non è poi così irreale. L’11 settembre ha significato aprire quel vaso, di cui fino ad ora si ignorava l’esistenza reale. Ecco spiegati gli attentati in Israele e in Palestina, la guerra in Iraq e le altre 40 presenti nel mondo, le bombe in Egitto e in Pakistan, le decapitazioni in Medio Oriente, il sequestro della scuola in Ossezia e anche il rapimento della piccola Denise. E’ di qualche giorno la notizia del sequestro di una delle tante scuole dell’Ossezia, finita disgraziatamente nel mirino dei terroristi. Un primo giorno davvero particolare per quei poveri bambini che ignari di tutto si apprestavano a dare l’addio alle vacanze. I sequestratori? Terroristi ceceni, anche se pare che vi fossero collegamenti arabi. E’ il minimo che possa accadere: in un mondo globale il terrorismo è globale. Così ci troviamo di fronte ceceni alleati con arabi e arabi alleati con ceceni. I primi per la Cecenia libera, i secondi per la guerra santa contro l’Occidente. E nonostante i terroristi avessero detto: "Nessun blitz", perchè pronti ad uccidere 50 bambini per ogni guerrigliero ceceno ucciso, il blitz c’è stato... Male, bene? Quello che veramente conta sono le immagini tristi di quei corpi straziati a terra, di quei bambini feriti e degli altrettanti dispersi, dei genitori e familiari che da giorni aspettano qualche notizia, che sfogliano freneticamente i tabulati con i nomi delle vittime accertate, che se ne stanno fermi, immobili, in preda soltanto a un’angosciosa attesa. Ecco... questo è importante dire. Il bilancio è forte, troppo forte: 360 persone, di cui 115 bambini e 260 dispersi. Sacrifici umani, con l’unica colpa di essere nati nella Pan-Russia dello "zar" Putin. Vittime, oltre del terrorismo globale, del mondo degli adulti, quegli adulti che avrebbero il compito di guidarli, di aiutarli a crescere, insegnando loro diritti e doveri... Non è la prima strage di bambini, la Storia insegna, e se l’uomo continuerà ad essere uguale a se stesso, non sarà nemmeno l’ultima..., nemmeno gli animali sono tanto crudeli. Ma andando a ritroso nel tempo... questa è anche la violenza di Pinochet, che vendeva i "figli dei desaparasidos"; è la violenza di Milosevich che si sentiva in diritto di "purificare" il mondo; è la violenza di chi mette in mano a un bambino di 10 anni un macete o un kalasnikov; è la violenza dello sfruttamento minorile, della pedofilia, del traffico d’organi. Ma fino ad ora sembravano fatti isolati, scoppiati qua e là, di poca importanza. Il Cile, la Serbia, il Montenegro, l’Africa e l’Asia erano lontani. E oggi? Oggi... vediamo l’Ossezia più vicina di quanto non sia, perchè si inserisce in un clima di terrore mondiale: oggi siamo capaci di immedesimarci in questa situazione, perchè rischiamo direttamente e abbiamo paura di pagarne le conseguenze. E il conto, crudele, spietato, sanguinoso, soprattutto pagato dai più deboli, è pur sempre un conto, ed è il conto presentato dai dimenticati dalla Storia, a chi è grande e potente: all’Occidente. Quell’Occidente che si dimentica ogni giorno dei bambini- soldato, dei bambini-lavoratori, rapiti e violentati. Eccolo il vaso di Pandora! Speriamo soltanto che si possa permettere all’unico sentimento, che non è l’odio, ma la speranza, di venir fuori. La speranza di un mondo migliore, di un uomo migliore, che non sia più diviso tra chi può scegliersi la propria vita e chi non può farlo, chè tutti abbiamo diritto a vivera, la vita. Speriamo che questo mondo faccia la pace con la sua crudeltà, una volta per tutte e senza ripensamenti. E’ l’ora di farla finita con questo fanatismo- camuffato, che in nome della democrazia lotta contro tutto ciò che è diverso, e fa dell’integralismo un mezzo per allontanare quello che non si vuol vedere. In questo fanatismo strisciante, io, donna del XXI secolo, non mi riconosco: preferisco provare a capire. Se provo, mi accorgo anche che sangue chiama sangue e che l’unico modo per ridare a Pandora la sua speranza è quello di cedere un po’del "nostro" per condividerlo con chi ha tutto il diritto di pretendere la sua parte.


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> Cos’è rimasto dentro il vaso di Pandora?
15 settembre 2004, di : krea

Del comune pensare dei non mancini

La storia si sa non è una scienza esatta. Non vi è uniformità nell’interpretazione dell’oggi, figuriamoci quando sotto la lente poniamo eventi, fatti e personaggi le cui gesta risalgono a venti, cento o più anni fa. Certamente esistono fonti attendibili, documenti inconfutabili e contesti incontrovertibili. A leggerli però é sempre un occhio umano che fa capo ad un cervello umano connesso ad un cuore umano carico di pensieri,idee e nozioni che, talvolta, possono risultare fuorvianti. E’ facile così che personaggi da dantesco girone vengano elevati al rango di eroi, mediocri strilloni incarnino i moderni vate ed inere pagine di storia vengano riscritte nel nome dell’onnipotente politically correct in una sorta di neo-oscurantismo mediatico. Non si tratta di depistaggio, ma di un più subdolo repulisti orwelliano delle coscienze storiche e sociali. Ed è così che l’Europa, culla di cultura, eterogenea realtà perfettamente contestualizzata nel terzo millennio, si prostra dinnanzi al medioevale oriente. Come può un uomo del tremila guardare con reverenza o spirito di emulazione chi da secoli per assurdi vincoli religiosi ha deciso di vivere nel passato? Come si spiega che Nazioni capaci di posare i loro lungimiranti sguardi nei più reconditi angoli dell’universo si facciano sedurre da retrograde identità culturali? Ma soprattutto come possono, sagaci, informati e talvolta geniali uomini di cultura, politica e scienza non indignarsi davanti alle menzogne che quotidianamente vengono vomitate nell’orgia della disinformazione??? Mi appello a chi tra loro abbia conservato un briciolo di orgoglio e un barlume di amore per quei valori che ormai possiamo solo sussurrare, ma che un tempo rappresentavano il nostro vanto. Democrazia, libertà, uguaglianza. E prego il Nostro Dio affinché ci aiuti a combattere quello che ormai è un vero scontro ideologico dov’è in gioco non una fetta di terra o un misero confine, ma l’esistenza stessa di ciò che il Mondo Occidentale rappresenta. Spero che questo mio grido fuori dal coro non venga sepolto dal monocromatico canto, e che anzi si leghi ad altre voci intonando un orgoglioso e battagliero gregoriano moderno.