Sei all'interno di >> :.: Primo Piano | Politiche |

Cos’è il reddito di cittadinanza tedesco studiato da Di Maio

Un aiuto per chi è in difficoltà o senza lavoro. Corsi di formazione da seguire, pena la revoca dell’assegno. Che può arrivare a 799 euro al mese. Come funziona l’Hartz IV.
di Redazione - mercoledì 10 ottobre 2018 - 783 letture

Il reddito di cittadinanza ha avuto la benedizione di Berlino. Il ministro del Lavoro e dello Sviluppo econonomico Luigi Di Maio l’8 ottobre ha incontrato il suo omologo tedesco Hubertus Heil della Spd e ha trovato - parole del vicepremier - «con sommo stupore» comprensione per la misura cavallo di battaglia del M5s, che sarà, ha assicurato Di Maio, «per la maggior parte nella legge di bilancio». «Mi ha detto: "Finalmente ho capito che non è una misura assistenziale, ma uno strumento di politica attiva per il lavoro, come il nostro Hartz IV"», ha spiegato il ministro italiano.

PNG - 80.5 Kb
reddito Di Maio

UN TEAM ITALO-TEDESCO PER STUDIARE I CENTRI PER L’IMPIEGO

Da questa intesa, è nato un team per studiare i centri per l’impiego tedeschi, ha annunciato il vicepremier, e trasferire il know-how necessario dalla Germania all’Italia: «Sapere di avere il governo tedesco a fianco nella rifondazione dei centri per l’impiego mi rincuora», si è spinto ad affermare Di Maio. L’apprezzamento per l’atteggiamento tedesco - Di Maio ha incontrato anche il ministro dell’Economia Peter Altmaier, e cioè il braccio destro di Angela Merkel - è andato anche oltre: «Abbiamo ribadito la volontà di non uscire né dall’Ue né dall’euro. Questa è l’Europa con cui si può dialogare, quella che ascolta e condivide le esperienze. In particolare ho apprezzato il fatto che sia il ministro dell’Economia tedesco, sia la cancelliera Angela Merkel non si siano intromessi nelle dinamiche sulla legge di bilancio, dimostrando rispetto per un paese fondatore dell’Ue». Un entusiasmo condiviso da Heil. Con Di Maio, ha affermato il portavoce del ministro socialdemocratico, c’è stato un «incontro positivo e costruttivo, in seguito al quale instaureremo uno scambio intenso in futuro».

COME FUNZIONA L’HARTZ IV

Ma come funzione l’Hartz IV? Sicuramente tra le voci della spesa socialetedesca questa misura è quella più nota. Il nome - Hartz IV - deriva dal nome del deputato socialdemocratico che dal 2002 guidò la commissione di riforma dei diritti sociali sotto il governo Schröder. L’Hartz IV aiuta chi è abile al lavoro e ne sta cercando uno ma «non riesce a provvedere alla propria sussistenza con mezzi propri», e anche «chi lavora ma non riesce a guadagnare abbastanza soldi per provvedere al proprio sostentamento», spiega la portavoce del Job Center di Berlino, Silke Berlin.

NEL 2017 NE HANNO BENEFICIATO 4,3 MLN DI PERSONE

In Germania ne hanno beneficiato nel 2017 oltre 4,3 milioni di persone: più di 1 milione e 400 mila sono stranieri e di questi oltre 66.840 mila sono italiani residenti in Germania. Il sussidio Hartz IV lo può ricevere una persona o un nucleo familiare ed è composto da un Existenzminimum, un minimo per vivere di 416 euro al mese per una persona, a cui si somma uncontributo variabile, che copre tra le altre cose le spese di affitto, riscaldamento e acqua calda. Alla fine si può arrivare a una somma totale intorno ai 799 euro per una persona. La somma totale di cui si compone il sussidio dipende però da diversi fattori: età, possibilità o meno di lavorare, numero dei componenti di un nucleo familiare, luogo in cui si vive. «Se per esempio c’è un nucleo familiare di due persone dove una lavora e l’altra no, ma il reddito di quella che lavora permette la sussistenza dell’altra, allora non si ha diritto all’Hartz IV perché non si viene considerati un nucleo familiare bisognoso», dice Berlin. «Invece ci può essere il caso di una persona disoccupata che riceve un’indennità di disoccupazione», continua la portavoce del Job Center, «che non le consente di sostenere le spese minime necessarie, in questo caso il Job Center può, per un certo periodo, integrare la quota mancante per arrivare a garantire il minimo necessario».

SUSSIDIO TAGLIATO O REVOCATO A CHI SGARRA

Il principio guida per lo Stato è fornire ai cittadini un aiuto temporaneo per coprire solo i bisogni essenziali, ma non va concepito come un sostegno permanente. Il tempo medio di durata è un anno. Anche in Germania ci sono dei problemi, gli stessi che paventano in Italia i critici della misura. «Certe persone si adagiano», conferma Silke, «tendono a ridurre i loro bisogni per rientrare nel sussidio», ma non è questa l’idea per cui è nato. L’Hartz IV, continua la portavoce, offre una serie di stimoli: corsi di aggiornamento e di formazione, momenti di incontro con le aziende, per spingere gli assistiti a trovare velocemente un nuovo lavoro. «Si parla del principio del favorire ed esigere», sottolinea Silke. Non è prevista, infatti, la possibilità di prendere il sussidio senza dimostrare di darsi da fare per cercare lavoro. Prendere parte ai corsi di formazione o di aggiornamento è un obbligo. Cosa succede se si deroga a questo impegno? Semplice, il contributo viene decurtato. Chi prende l’Harz IV viene regolarmente invitato a dei colloqui al Job Center e se gli appuntamenti si saltano senza una giustificazione convincente, l’Harz IV viene tagliato prima del 10%, poi del 30% e se le violazioni si sommano il sussidio viene tagliato anche del 60%. Alla terza volta viene sospeso. In tutto nel 2017 sono stati 136.799 i beneficiari di Harz IV che hanno subito delle decurtazioni (3,1%). Mentre gli italiani che hanno trovato lavoro nel 2017 grazie all’intermediazione del Job Center sono stati 18.974.

fonte: https://www.lettera43.it/it/articoli/politica/2018/10/09/reddito-cittadinanza-hartziv-luigi-dimaio-berlino/224319


Rispondere all'articolo - Ci sono 0 contributi al forum. - Policy sui Forum -