La Politica è prima di tutto PARTECIPAZIONE. Ecco perché accogliamo con favore l’arguta nota politica inviataci dal Prof. Roberto Fai che sentiamo come un valido contributo in seno al dibattito in vista della fondazione del Partito Democratico
Riceviamo dal Prof. Fai e pubblichiamo volentieri:
Agli Organi di stampa
di Siracusa e provincia
Se tutte le “anime” – definiamole per comodità così – dei DS di Siracusa fossero “unitariamente” all’altezza della sfida che è aperta in Sicilia nel percorso costituente che sta per dar vita, il 14 ottobre, al Partito democratico, forse potrebbero, per la prima volta, provare a mettere in discussione la logica “palermocentrica” che da sempre ha deciso le sorti, le politiche, i programmi, la selezione dei gruppi dirigenti, del principale partito della sinistra in Sicilia.
E’ davvero singolare che il gruppo dirigente regionale dei DS, espressione dell’area della Sicilia occidentale, da oltre un decennio ridottosi ad un “partitello” periferico, marginale, non in grado di esprimere figure di alto profilo politico-culturale, privo di consenso sociale – attestato dagli anni ’90 tra il 7 e il 10% dei voti (anche se questo vale per i DS di Catania e altre province ) – continui a rappresentare la “voce” principale della politica dei DS in Sicilia.
Come sappiamo, è aperta in queste settimane la questione delle candidature per la Leadership regionale del nascente PD. Sono in corso incontri, trattative – i consueti giochi dell’iperpoliticismo “manovriero” – attraverso cui pervenire secondo le classiche logiche delle vecchie oligarchie autoreferenziali ad accordi decisi dall’alto, al fine di neutralizzare l’idea che un ampio confronto si svolga alla luce del sole. Ma l’accendersi di una competizione con più candidati – Ferdinando Latteri ha già annunciato la sua candidatura – ha subito messo in discussione l’obiettivo di poter decidere con accordi di “spartizione” dall’alto chi sarà il Leader regionale del PD. Si va alle primarie anche per il Leader regionale.
Tra i nomi che sono stati messi in giro – in assenza di figure di calibro nazionale disposte a spendersi per un “nuovo inizio” che avrebbe bisogno di rinnovamento e di una forte discontinuità (sarebbe importante se l’on. Anna Finocchiaro decidesse di “guardare” alla Sicilia con un suo investimento diretto, ma non accadrà) – è apparso negli organi di stampa siciliani anche quello di Roberto De Benedictis. Siamo abbastanza vaccinati per sapere che spesso in queste discussioni si agitano o avanzano nomi con l’intento di “bruciarne” la valenza piuttosto che metterli davvero in campo. Ma certamente, nell’assenza di figure “siciliane”, di area DS, di alto profilo nazionale disposte a spendersi in una competizione “siciliana” per un progetto politico costituente, quale è quello del PD, la candidatura di Roberto De Benedictis – espressione di una realtà politica che ha visto confermare i DS quale primo partito, con la percentuale più alta tra i DS siciliani, con una sua specificità sociale, associativa, culturale che non ha forse eguali in Sicilia – costituirebbe certamente una vera novità, segnando una cesura rispetto al prevalere di “decisioni” ed orientamenti espressi da sempre da un gruppo dirigente dell’area occidentale, prosciugato nei consensi, scarsamente rappresentativo, da quindici anni in profondo calo di voti.
Non certo, l’attuale, anonimo, segretario regionale, Tonino Russo, di cui pure si è fatto il nome come possibile candidato.
Sappiamo che la politica non sempre è quella che “vorremmo”, ma quella che a volte troppo realisticamente è incardinata negli interstizi di divisioni, grazie a cui si alimentano anche rendite di gruppo, cordate di fedeltà, o “benefici”, di cui in genere godono alcuni Yes-Men di frontiera. Ma, se l’intero gruppo dirigente dei DS siracusano, anzi, l’intero suo corpo sociale, fosse all’altezza del passaggio di fase che si viene aprendo con il PD, forse, un “unitario” impegno per sostenere la candidatura di De Benedictis – con dirette sollecitazioni al gruppo dirigente nazionale dei DS (ci siamo sciolti, sì, ma ancora non è stata venduta l’anima al diavolo!) perché nella Direzione regionale DS possa essere avanzato e messo in campo il suo nome – potrebbe rappresentare una soluzione in grado di lavorare ad una forte lista di sostegno a Walter Veltroni, lanciare un netto segnale allo stesso Veltroni – perchè possa cogliere come qui, in questa realtà, si esprima e raccolga un arcipelago politico-culturale di forte spessore –, spostare l’asse di riferimento in Sicilia verso la realtà politica siracusana, provare ad inaugurare una stagione politica che metta in atto i segnali e i comportamenti di chiara discontinuità e rinnovamento politico culturale e programmatico, indicati da Veltroni.
E’, il nostro, solo un mero auspicio – una pia illusione – che cadrà presto nel vuoto? Forse, ma questo non ridimensiona l’obiettivo che si vada alle primarie del 14 ottobre, mettendo in campo una netta, visibile discontinuità politica anche a Siracusa.
Roberto Fai
Direzione provinciale DS
Siracusa
11.8.2007
FAI ROBERTO
Cattedra di Filosofia del diritto
Università di Catania
rfai@lex.unict.it
Collegio siciliano di Filosofia
www.csfilosofia.it
robefai@tin.it