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Consulenze a gogò


Ormai lo sanno anche ai bambini che gli sprechi passano anche attraverso la spesa senza controllo per le consulenze.
mercoledì 21 luglio 2010, di Antonio Carollo - 440 letture

In due anni il governo regionale ha messo a libro paga 370 consulenti, di cui 94 negli ultimi sei mesi, per una spesa di 4,3 milioni di euro. Un altro centinaio sono stati chiamati da soprintendenze e gallerie.

Questi dati risultano da un’inchiesta del Giornale di Sicilia, foglio non certo di estrema sinistra. Se consideriamo che la Regione Sicilia ha oltre 23.000 dipendenti, a fronte dei 3.500 della Regione Lombardia (con il doppio della popolazione) possiamo avere la giusta percezione di un folle andazzo il cui prezzo è pagato da una popolazione senza più speranze in un possibile avanzamento economico e civile.

In un’interrogazione l’opposizione chiede di conoscere le motivazioni, i curricula e i criteri di scelta dei singoli esperti beneficiari degli incarichi. E’ difficile pensare che in un apparato burocratico così imponente non si trovino le professionalità occorrenti per le esigenze dell’ente regione.

Ormai è palese anche ai bambini che gli arbitri e gli sprechi passano anche attraverso la spesa senza controllo per le consulenze. Esse sono il prodotto sofisticato di una evoluzione guidata dei sistemi clientelari di acquisizione del consenso.

Clientelismo riveduto e corretto che ancora imperversa in Sicilia e nel Meridione, e non solo, e che in parte è colpevole del mancato sviluppo economico di queste regioni. Se si pensa che la massa degli emolumenti dei dipendenti in soprannumero e dei consulenti, quantificabile annualmente per la Regione Sicilia in circa cinquanta milioni di euro, potrebbe essere impiegata in azioni concrete di stimolo, di finanziamento e di sostegno per lo sviluppo delle attività produttive, si può avere la misura della cecità e del menefreghismo di una classe politica che ci ha governato e ci governa dal 1947 ad oggi.

Infatti quanti posti di lavoro e quanta ricchezza si sarebbero potuti creare destinando quelle risorse ad investimenti produttivi? Qualche decina di migliaia in più, con la prospettiva di fare uscire la Sicilia da questo umiliante sottosviluppo.

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