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Conflitto-Bellezza-Amore

Dialogo immaginifico tra un Angelo ed un Clown........

di Enzo Maddaloni - martedì 3 novembre 2009 - 4218 letture

Carissimo Mercurzio, angelo mio, mi sono chiesto ma gli uomini sono amanti della luce o sono figli dell’oscuro o dell’ombra?

Mercurzio: Gli umani sono tra la luce e le tenebre tra la vita e la morte. L’uomo è un “atopos” assurdo... desituato o insituabile. L’assurdità sta nel fatto che all’uomo insegnano a definire o avere nostalgia di un luogo che lo identifichi o gli dà identità, anche se poi è costretto per caso o necessità in un luogo... “nascere è un caso”... dice un vostro detto popolare.

Nanosecondo: Ma dai lo sai che l’uomo non è costretto a nascere ma è lui che decide di nascere e si sceglie pure i propri genitori ed il luogo dove nascere? L’uomo semmai poi viene costretto dagli eventi dalle sue scelte dal destino a scrivere storie. Storie fatte di vittorie e di sconfitte basate sul niente che è lo scontro tra l’oscurità reale della sensibilità, della percezione degli altri, nostra e la chiarezza fittizia o presunta della ragione di esistere o resistere alla sua infinita grandezza e potenza.

Mercurzio: Ma cosa sono queste visioni o fantasmi che l’uomo sceglie di nascere e si ritrova in una luce che chiama interiore, intuizioni, sogni, fantasie e luoghi? Sono il niente ed il niente è parte dell’uomo. L’uomo deve riempirei i suoi vuoti e solo lo spirito lo può riempire.

Nanosecondo: Ma dai, anche tu ti ci metti adesso con la classica opposizione tra verita–nonverità, tra ragione-sensibilità, tra essere e nulla, tra vero-non vero. La liberazione dell’uomo non consiste nel distruggere l’ideale della bellezza che è in ogni uomo ma la muraglia delle paure che la circondano e che gli hanno costruito intorno, con l’arte dell’amore. Su una cosa sono d’accordo con te che il vuoto dell’uomo non può che essere riempito dallo spirito.

Mercurzio: Ma che dici Nanos? Lo sai anche tu che sei un Clown, che non è così semplice spiegare agli uomini perché sono educati a ragionare in modo bipolare per contraddizioni A- non A. La spiegazione è nella contesa tra i due momenti, nel conflitto... nella tensione che si crea fra le differenze tra vero e non vero, bello e brutto, buono e cattivo, bianco e nero e così via.

Nanosecondo: Gli uomini non sanno ancora che possono essere tutto ciò che immaginano di essere non malgrado il loro corpo e la loro storia, ma viceversa “essendo” questo corpo e “questa” storia. Si perdono così le sfumature dei colori della vita. Ci vuole solo una parola, un concetto, un’idea che gli possa immediatamente far capire questa loro pretesa di spiegare il tutto solo nella logica del bene e del male. E, tu come Angelo ce la potresti pure mettere questa buona parola. Il Logos.

Mercurzio: Beh! La parola è quella che i greci chiamavano “tò kalòn” il bello o la bellezza che dir si voglia.

Nanosecondo: Beh! Mi accorgo che anche a voi angeli piace giocare con le parole come spesso capita a me fare con i bambini. Ma tu così non rischi di apparire come un mio amico filosofo? Cioè “amante della saggezza” e del logos, per la sola purezza dell’uso della stessa, senza che la stessa faccia sintesi, si proponga come cura per l’uomo. Lo sai io studio la logos ed i cerchi che faccio con la “biblioteca dell’anima” ormai sono diventati e riconosciuti terapeutici anche da illustri scienziati. L’uomo è un corpo, con esigenze biologiche quali bere, mangiare, riprodursi, appartenere, evitare i pericoli, trovare riparo. Siamo anche “psiche”, attraverso la quale elaboriamo le impressioni sensoriali ricevute dal mondo esterno, formuliamo obiettivi, definiamo priorità. Siamo essenza, scintilla divina, Energia della Sorgente che abbraccia ed interpreta tutto ciò che è. Siamo essenza oltre il tempo e lo spazio, come molte tradizioni spirituali suggeriscono da migliaia di anni. L’essenza è ciò che ci anima, che guida la nostra intenzione creativa e che arriva sulla Terra con uno scopo. Quando la connessione con l’essenza viene ridotta o disturbata e ci distacchiamo dallo scopo che dà un senso al nostro vivere, sperimentiamo la sofferenza. Sai oggi molti uomini soffrono per questo. Incontro sempre più persone che non riescono ad elaborare la loro esperienza nel mondo, e non c’è nessuno che le sostiene davvero in questo viaggio, reagiscono solo attraverso due fenomeni reciprocamente collegati e non riescono ad uscire fuori da questo schema dualistico. Semmai usano espressioni che sono strettamente legate alla ‘estetica’ ad una loro immagine accattivante, suggestive, variopinte, ammaliata da parola poetiche che hanno buon gioco con il ragionamento, la logica e il sapere scientifico, ma ispirano la loro azione ad una logica di potere e di attaccamento senza amore.

Mercurzio: Io ho evocato una parola e non ho voluto proporre un assioma, un concetto, una idea. Mi avvarrò di un grande scrittore per anticipare una spiegazione. Dostoevskij scriveva che la bellezza “...è una cosa terribile e paurosa, perché è indefinibile e definirla non si può, perché Dio non ci ha dato che enigmi. Qui le due vie si uniscono, qui tutte le contraddizioni coesistono”.

Nanosecondo: Mi meraviglia che un Angelo continui a propormi una via di uscita suggestiva ed estetica, invece di propormi parole divine va a pescare un letterato squattrinato che ci ha proposto per anni solo immagine oscure di sottosuoli tenebrosi. Come può un uomo delle tenebre comprendere la luce? Mi chiedo! Lui ha proposto come il “classico coniglio” la soluzione tra realtà e finzione con la parola bellezza in cui coesistono ibridamene l’essere e il nulla in una sfida agonistica tutta estetica interna alla nostre anime? Ah, Mercù veramente non ti capisco! Tu mi dovresti insegnare la bellezza. La liberazione che non consiste distruggere un ideale, una fede, una storia, un corpo, ma semmai le muraglie della paura che la circondano con l’arte dell’amore, e mi dici che a te interessa il piano etico dei comportamenti consapevoli e responsabili tra uomini? Ma, lo sai meglio di me che gli umani sono stati insegnati alla morale rinnegando il corpo e le loro storie e non renderle umane si proprio umane con tutti i loro limiti nel bene e nel male perché essi non esistono se non fuori dalla morale, dell’etica di cui è intrisa la loro società così ipocritamente perbenista? Per non parlare di diversi e plurali... per non parlare poi della pretesa del piano politico a voler costruire polis democraticamente governate e comunità provvisorie identitariamente auto centrate e non aperte... dove la stessa democrazia è andata a macero perché ha rinnegato l’amore e la bellezza del corpo e della storie umane?

Mercuzio: Ma, vedo che tu pure stai diventando prigioniero del “logos” e pensare che prioritario e privilegiato per l’uomo è il ragionare filosoficamente. Ma prima di Eraclito che ci ha spiegato l’unità contenuta nella differenza del divenire continuo della realtà che è la essenza stessa della bellezza non c’era nessuna filosofia che potesse arrogarsi questo nome... I guai sono cominciati dopo con la laica trinità: Socrate, Platone ed Aristotele. Ma i cosiddetti presocratici alla fin fine erano dei poeti con suggestioni e pretese razionalizzanti. Noi siamo partiti non da un semplice nuovo processo alla filosofia che nella storia del pensiero occidentale è stato una “la croce e la delizia” un po’ inconcludente ed anche un po’ snob. Quel che non mi convince è comunque la sua via di fuga poetica, letteraria e quindi “estetica” che non è poi così originale e convincente .

Nanosecondo: Avrah ka dabra (origine etimologica della formula magica più conosciuta al mondo, abracadabra) è aramaico e significa “io creo mentre parlo”, la bellezza di cui io parlo è scandalo, mistero, ed è osceno e sacrilego e tu la vuoi ridurre ad un mero approccio “estetico o peggio estetizzante” o ancora peggio etico, non è metafisica classica ma “oltranza “ non un semplice oltrepassamento... oltre le cose così come sono o le vediamo o sentiamo ma verso ciò che possono essere. Il se senza accento. Le cose, le persone , la realtà non si esauriscono nel presente sono nascoste non dette in grandissima parte future ma cos’è il futuro se non il qui ed ora? Il sentimento della bellezza autentico si conquista attraverso la percezione dell’altro nel momento presente. Ciò è possibile solo attraverso una “riflessione simpatica”, una “magia gentile” come le chiamo io, se vuoi il privilegio poetico dell’immaginazione della bellezza del mio clown, la bellezza che circonda e può circondare tutti i clown: uomini interi che racchiudono in essi i sei archetipi fondamentali dell’equilibrio della bellezza: l’innocente, l’orfano, il martire, il viandante, il guerriero ed il mago (appunto). Tutti spiriti mobilitati verso una direzione nuova, in ogni caso pratica: la gioia e l’amore senza nessuno attaccamento.

Mercurzio: Caspita Nanos stavolta sto rischiando come Angelo di diventare io il filosofo della situazione e tu il vero divino: l’angelo con il naso rosso! Non credi di rischiare di essere presuntuoso provando anche a tirarmi d’orecchia per la “Ragione e Logos”, che pretende di unificare, analizzare e ordinare il reale per la morte e la bellezza che lo vuole contenere e promuovere come forza , conflitto per la vita. D’ora in poi cercherò di utilizzare anch’io la tua parola magica: avrah ka dabra .

Nanosecondo: Carissimo Mercurzio io è un po’ di tempo che penso che Logos ed Eros sono un tutt’uno ordinato anche rispetto a un disordine e caos. Non si può costringere il tutto plurale e diverso ad un “se”. Non è nella testa dell’uomo. Se proprio vogliamo parlare di filosofia è Polemos padre di tutte le cose visibili ed invisibili che governa il corpo e la storia (la vita) degli uomini. E’ da polemos che nasce la parola “politica” come sede e occasione del conflitto nell’ordine della legge (nomos). Tetrarca commentando Eraclito ha scritto “omnia secundum litem fieri”. E’ solo nella contesa tra le cose che le idee possono emergere, le differenze trasformarsi nel sale della terra. Il mondo è in “fieri”, diventa, non si annienta, unificandolo astrattamente. Eros è conflitto non violento che unifica profondante due o più diversità, dividendo, non unificando come pretendono alcuni dogmi di fede monoteirtiche. Il mondo si forma e si sviluppò solo nella divisione unificante ma dinamica, differenziale e conflittuale dell’eros. Eros è fluido e prende le forme delle circostanze e delle persone che lo vivono. Pensare all’eros e alla bellezza in questo modo dinamico e conflittuale ci fa capire anche le grandi contraddizione del tempo inquieto in cui si l’uomo pensa di risolvere i conflitti e le diversità con la forza, l’ordine e il nomos o il logos... penso che l’uomo abbia sempre più bisogno di un logos, ibrido, mutevole e plurale. Così come ibrida, mutevole e plurale è la bellezza. Adesso più di te sento il grande spirito che riempie tutte le parti anche del mio corpo vuote. Anzi ti dico che le vedo e ci sono seduto di fronte. E, sì! E’ il mio mare che tu li non hai. E’, il mio mare della tranquillità di clown che mi pervade tutto il corpo stasera e mi fa assaporare come goccia d’acqua la bellezza infinita dell’essere uno. E, sì! Adesso ho immaginato semplicemente di essere infinito amore e cosi: avrah ka dabra. Mi sono trasformato in goccia. Uaooo

Nota: Il mio angelo Mercurzio è Mauro Orlando

Elisir d’Amore

http://elisiramore.blogspot.com/?zx=36f250be89ca4570


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