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Confiscato il patrimonio che era di Carmelo Patti

di Redazione - domenica 25 novembre 2018 - 537 letture

Quella scattata all’alba del 24 novembre 2018 è, a detta degli inquirenti, una delle più importanti operazioni di aggressione del patrimonio di Cosa Nostra. La direzione investigativa antimafia di Palermo ha eseguito un decreto di sequestro e confisca, emesso dal Tribunale di Trapani su proposta del direttore nazionale della Dia nei confronti degli eredi dell’imprenditore Carmelo Patti, originario di Castelvetrano (TP) ex proprietario della Valtur (ora in amministrazione straordinaria), deceduto il 25 gennaio 2016.

Patrimonio da un miliardo e mezzo di euro

Il procedimento - che la Dia definisce ’uno dei più rilevanti nella storia giudiziaria italiana’ - ha riguardato un patrimonio stimato, per ora, prudenzialmente in oltre un miliardo e mezzo di euro e ha disvelato interessi economici riferibili alla famiglia mafiosa di Castelvetrano, guidata dal latitante Matteo Messina Denaro.

Confiscati resort Valtur

Tra i beni confiscati vi sono resort turistici, beni della vecchia Valtur, un’imbarcazione di 21 metri, appezzamenti di terreno, immobili e 25 società.

L’irresistibile ascesa di Carmelo Patti

Carmelo Patti, morto a 81 anni, 3 figli, era cavaliere del lavoro e prima dei guai giudiziari, soprattutto con accuse di rapporti con la mafia, era uno stimato e ricchissimo industriale. Cominciò la sua scalata nell’imprenditoria da venditore ambulante. A 26 anni si trasferì con la moglie e le due prime figlie, Maria Concetta e Paola, da Castelvetrano (Tp) al Nord (il terzo Gianni nascerà dopo) lavorando come operaio alla Philco di Robbio (Pavia). Poi si mise in proprio cominciando a fabbricare cavi elettrici. Nacque la "Cablelettra" poi trasferita nell’ex stabilimento Philco, acquistato negli anni Settanta. Patti vendeva cablaggi elettrici e componenti elettronici per auto soprattutto alla Fiat. La "Cablelettra" divenne una multinazionale con diverse sedi in Italia e nel mondo. Nel ’97 ormai ricco acquistò la Valtur entrando così anche nel settore del turismo. Il gruppo dei villaggi vacanze divenne uno dei primi in Italia. Il cavaliere nel 2000 venne indagato per mafia dalla dda palermitana, dopo la trasmissione degli atti dalla procura di Marsala che lo indagava per falso in bilancio: il cavaliere del lavoro si dimise per questo dalla Gesap, la società che gestisce l’aeroporto palermitano dov’era stato indicato dall’allora sindaco Leoluca Orlando. Cominciò parallelamente un processo di misure di prevenzione per un sequestro di 5 miliardi di euro: Patti veniva accusato di rapporti con i boss di Castelvetrano Messina Denaro, il padre Francesco e il figlio Matteo. Il sequestro poi portò all’amministrazione giudiziaria e alla crisi della Valtur, al fallimento e alla vendita del marchio. Patti subì numerosi processi per evasione fiscale, fatture false e altri reati tributari da cui venne assolto. Tra i suoi accusatori vi è l’ex mafioso diventato collaboratore Angelo Siino. Nell’entourage di Patti si diceva che Siino lo accusava per contrasti che lui aveva avuto con Nina Bertolino, proprietaria della distilleria di Partinico e cognata del pentito.

Governale: "Togliamo acqua al pescecane Messina Denaro"

"Sono emerse contiguita’ con personaggi vicini al boss Matteo Messina Denaro. Per questa ragione il Tribunale di Trapani ha accolto le richieste della Dia, sequestrando e confiscando i beni riconducibili a Carmelo Patti, ex patron Valtur. Probabilmente, si tratta del più grosso provvedimento di sempre". A dirlo, il capo della Direzione investigativa antimafia, Giuseppe Governale. "Matteo Messina Denaro e’ come un pescecane, gli stiamo togliendo tutta l’acqua - dice Governale - e i pesci senza acqua non possono campare". Secondo il direttore della Dia, "Patti ha rappresentato un punto di riferimento per cosa nostra per lavare proventi illeciti. Sono oltre 25 le societa’ di capitali oggetto del provvedimento e centinaia di aziende e immobili, tra cui numerosi villaggi turistici".

"Contro la mafia, sempre, con ogni mezzo e senza paura. Avanti così! Complimenti alle nostre Forze dell’Ordine. #lamafiamifaschifo". Così su Twitter il ministro dell’Interno e vicepremier Matteo Salvini commentando l’operazione. -

Fonte: RaiNews.



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