Napoli, 30 set. - Serve un programma globale dell’energia per una maggiore collaborazione tra Europa e Russia. Sono necessarie iniziative per un’ integrazione dei mercati dell’energia ad ampio spettro che vadano oltre le "barriere ideologiche". Questi alcuni dei temi della ’Conferenza internazionale Russia-Italia, la sicurezza internazionale dell’informazione e dell’energia’ che si e’ tenuta a Napoli. Secondo Husein Chechenov, membro del Consiglio della Federazione della Commissione sui monopoli delle risorse naturali, "alla base di tutte le sfide c’e’ l’energia. Servono decisioni comuni, tra Europa e Russia, ma anche del resto del mondo per far si’ che il fabbisogno che aumenta sia soddisfatto". Spesso, ha proseguito, "si accusa la Russia di non essere affidabile dal punto di vista delle forniture e ci si rivolge altrove, per esempio ai paesi del Golfo persico. Ma poi ci si accorge che questi non sono fornitori piu’ affidabili. Non credo proprio che l’Europa voglia fondare i propri approvvigionamenti energetici su dei punti interrogativi". La Federazione, ha evidenziato Chechenov, "e’ interessata alla sicurezza nella stessa misura dell’Europa". I problemi sorti in alcuni momenti (le crisi del gas con l’Ucraina, ndr) sono dipesi "dal fatto che Stati ora indipendenti ma una volta appartenenti all’Urss, pretendono che i prezzi delle materie prime come il gas restino invariati". Insomma anche per superare tali ostacoli "servirebbe un Programma globale dell’energia", altrimenti, ha affermato, "la Russia potrebbe guardare a Oriente, alle economie emergenti dove la domanda non e’ diminuita nemmeno con la crisi. Ma questo non vogliamo farlo". Anche perche’ la Russia e’ ricca di risorse e puo’ soddisfare tranquillamente le esigenze dei propri partner: "Nel 2030 si stima che il fabbisogno energetico europeo arrivi a 250 miliardi di metri cubi di gas, una quantita’ che puo’ essere soddisfatta solo dalle risorse che ci sono nella penisola di Yamal".
Nello scenario geopolitico ed energetico futuro, ha detto Olga Sinitsyna, vice direttore della Fondazione russa per l’alta tecnologia, "un ruolo primario l’avra’ la Turchia che sara’ un anello di congiunzione importantissimo". Non e’ un caso, ha proseguito, "che la strategia del governo turco sia quella di avere il numero piu’ elevato di gasdotti che attraversano il suo territorio". A sottolineare l’immenso "potenziale energetico russo" e’ stato Nikolai Lukyanovich, professore di finanza presso l’Universita’ del governo della Federazione. "Abbiamo - ha evidenziato - circa il 40% delle risorse energetiche mondiali a fronte invece del 3% della popolazione globale. Il 60% dell’export e’ costituito da petrolio, gas e derivati. Cosa che ha permesso nel 2009 di registrare un saldo attivo della bilancia commerciale di 134 miliardi di euro". A fronte di tutto cio’, ha proseguito Lukyanovich, "non e’ vero come dice certa stampa statunitense o europea che c’e’ un ’ricatto’ o una ’tenaglia’ energetica della Federazione sull’Europa". Gli inconvenienti che sono accaduti in passato dipendono dal fatto che "la Russia e’ si’ ricca di idrocarburi ma allo stesso tempo dipende molto dai paesi di transito che molto spesso non mettono in atto politiche amichevoli". Di conseguenza, ha spiegato, "di fronte a una diversificazione delle importazioni europee, la Russia mettera’ in atto una diversificazione dell’export.
Questa - ha tenuto a precisare - non e’ una minaccia, visto che l’Europa assorbe piu’ del 50% del fatturato energetico russo e l’Italia ha una quota pari a circa il 7%". Il punto di vista di chi opera in Russia e’ stato espresso da Livio Colasante, capo settore petrolio ed energia di Enel nella federazione. Per le aziende italiane quel mercato e’ una "grande opportunita’". Per Enel, ha affermato, "si tratta di un mercato strategico perche’ e’ ricco di risorse, politicamente stabile e con una crescita di prezzi e domanda notevole. Siamo presenti in tutta la filiera: dalla produzione, alla distribuzione, fino alla vendita". Ci sono poi aspetti da migliorare, ha concluso, "come la parita’ del prezzo di vendita del gas tra Russia e Europa". Circa i progetti di Enel in Russia, Colasante ha detto che i campi di gas posseduti dalla joint venture Severenergia "cominceranno a produrre alla fine del prossimo anno". (AGI)