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Conclusioni scuola di politica a cura di Aldo Brandirali


Il Movimento politico Democrazia e Libertà presenta il documento finale del secondo ciclo della sua scuola di politica
mercoledì 19 aprile 2017 , Inviato da Emanuele G. - 1508 letture

Ho recentemente incontrato il ricordo di don Sturzo e mi è parso un interessante punto di partenza, (la conferenza di S.E. Mons. Michele Pennisi Arcivescovo di Monreale).

Dico che c’è una attualità di don Sturzo. Faccio riferimento al colloquio con il fratello , che gli dice “ nella politica si deve mettere al centro la Giustizia “, lui risponde : “ al centro della politica deve essere l’amore, dunque la carità “. E da questo si capisce che Sturzo non risolveva con un dualismo il rapporto fra fede e politica.

Se si mette al centro la giustizia allora la politica è lasciata ai compiti del legislatore.

Se si mette al centro l’amore allora si arriva a concepire la politica come servizio al popolo.

La proposta politica di don Sturzo è comunque capace di superare la tendenza a non schierarsi. Una idea che si presenta quando si dice che noi non siamo ne di destra ne di sinistra, come succede oggi con i centristi. Per lui tenere insieme il vero della Fede e l’amore per l’umano, lo ha praticato fondando un partito.. La sua proposta ai liberi e forti e il nome del Partito popolare sono una evidente presa di posizione schierata nella democrazia. Per liberi cittadini che seguono la verità e per forti persone che hanno la certezza della tradizione.

Schierata secondo quale criterio ? Io credo secondo la valutazione di programma per quel momento storico. Partito popolare ha voluto dire : per unificare il Paese nella molteplicità degli interessi e delle culture.. Dunque ha preso posizione secondo la possibile fiducia di una chiamata a tutti verso il bene comune, convinto che vi fossero forti radici che il cristianesimo aveva saputo portare nella vita dei laici.

L’esempio del Libano

Particolarmente interessante è l’impostazione dei rapporti fra lo Stato e la libertà religiosa. I temi che riguardano la natura umana e il rispetto delle relazioni secondo natura non sono nelle mani dello Stato, ma vengono demandati alla vita religiosa di ciascuno. Mentre l’equilibrio dei poteri nello Stato poggia su accordi raggiunti fra le diverse religioni. Il Presidente della repubblica spetta ai cattolici. Il Primo Ministro spetta ai sunniti ( contrastanti con gli Hezbollha, che sono sciiti , come in Iran ). Dunque possiamo anche credere in una positiva espressione della vita pubblica nel mondo arabo. Potremmo anche noi sostenere che i temi riguardanti la natura umana siano da togliere alla politica per farli meglio comporre nella vita culturale e religiosa del nostro popolo.

Osservazioni sulla democrazia

La democrazia è il perenne tentativo di far accadere che si elegga una classe dirigente rappresentativa e responsabile. In diverse parti del mondo si manifestano forme e gradi diversi di vita democratica, e si comprende che siamo tutti chiamati a batterci per una crescita delle ragioni e delle forme della democrazia.

Per questo nelle forme elettorali, si cerca di impedire i condizionamenti della parte non produttiva del popolo, fortemente condizionata dalle forme malavitose e dalle pretese corporative, dunque da interessi che non sono compatibili con il bene comune.

La democrazia: non è una forma data una volta per tutte, oggi vi sono varie debolezze della democrazia. In Italia, superati i grandi partiti di massa del secolo delle ideologie, non ci sono più le attività di base dei partiti che garantiscono un minimo di democrazia ; nel ventennio trascorso con un sistema elettorale maggioritario abbiamo un forte asservimento degli eletti alle dirigenze che selezionano gli eletti; infine abbiamo avuto una debolezza della politica che ha incentivato gli altri poteri ad assumere le visioni di parte,dal giustizialismo al super potere della burocrazia.

Le formazioni politiche esistenti devono essere valutate a partire dall’apporto che intendono dare alla vita democratica, con un presupposto fondamentale : nella democrazia non ci sono i nemici da battere, bensì ci sono ipotesi programmatiche diverse che competono.

Note sintetiche sul cambiamento epocale

- la vicenda della globalizzazione delle relazioni commerciali ed economiche ha portato a una nuova divisione del lavoro a livello mondiale, la produzione si è diffusa in grandi paesi che sono nuove potenze mondiali, e in Italia siamo investiti su due lati: guadagnare i mercati esteri con nuova qualità, e accettare una flessibilità e una riduzione tendenziale dei salari.

- Lo scenario da “ terza guerra mondiale a pezzi” , è il prodotto di equilibri di forza a livello internazionale, vedi USA e Arabia Saudita, vedi Turchia e d Europa, vedi la Russia, con l’autoritarismo di Putin e nel contempo con il ruolo positivo svolto sul caso Siria.

- la fuga dei profughi in proporzioni enormi, conseguente ai molti scenari di guerra.. Ma le nuove potenzialità di comunicazione e di conoscenza del mondo portano anche a un potente flusso dei migranti, molti partono dalle loro terre in ricerca di situazioni migliori.

- Le dinamiche della tecnologia e della ricerca scientifica, la rapidità dei cambiamenti, incide sul mercato del lavoro, che sempre più richiede la capacità di adattarsi al cambiamento. Non si possono più avere le sicurezze del posto fisso e del mestiere imparato. Questo caratterizza l’insicurezza nella la vita di oggi.

- La dittatura del relativismo , come pretesa di autosufficienza dell’uomo verso Dio mette in campo un umano destrutturato , perché in crisi nel rapporto con le ragioni del vivere. Viviamo il distacco dalle radici cristiane della democrazia, dalle quali abbiamo ricevuto la irriducibilità della persona umana che non può essere ridotta a classe sociale o categoria. Nell’umanesimo permane la corrispondenza fra la struttura naturale dell’umano e la presenza del divino . L’umanesimo che ha reso possibile la libertà e la democrazia. Ma il relativismo pretende di consegnare allo Stato la definizione dei contenuti esistenziali.

- Il bisogno identitario di ogni composizione sociale si rinnova sino a superare l’idea di localismo, federalismo, regionalismo, per dare invece ragione al ripartire dal basso, dalle realtà che sanno comporsi in una positività del fare assieme. Movimenti, associazioni, reti di interessi, assumono un nuovo importante ruolo . Non si hanno più le diversità di vedute del tipo liberismo e socialismo, la vita comune è sfidata a produrre visioni più capaci di stare nella velocità dei cambiamenti e degli sviluppi possibili. Libertà e solidarietà assumono significati nuovi.

- L’unitarietà della persona umana. È messa in discussione dal progresso scientifico, che ci consegna una grande capacità di approfondimento specifico nei vari campi del sapere,e dunque siamo capaci di nuove efficaci risposte al bisogno e alla società. Ma la apertura delle visioni d’insieme è tale da rendere difficile una concezione unitaria, per cui si può parlare di frammentazione dell’umano e di nuova propensione al potere forte, che unisca la vita comune malgrado la frammentazione delle idee.

- I nuovi strumenti della comunicazione e dell’informazione mettono le moltitudini in gradi di sapere molto e di vedere i veloci cambiamenti, da questo il movimento dei popoli verso i luoghi della pace e del benessere, e il rendersi attuale del grande significato dell’incontro nella diversità.

Il mondo si è aperto al punto che la stessa identità di popoli e nazioni è messa in discussione, e si formano le spinte che generano paura e chiusura in sé stessi. Ma se è vero che l’altro è una risorsa allora è vero che le società destinate al migliore sviluppo sono quelle dove l’incontro e l’apertura sono pienamente promossi.

Le tematiche che abbiamo approfondito nelle sette lezioni

1) Nell’affronto del disagio e della emarginazione la carità è il punto di partenza della politica. La società aperta è cura dell’io, nessuno è riducibile a una categoria, e dunque l’aiuto e l’accoglienza sono ad uno per uno. Questo si misura con le nuove povertà e con l’accoglienza dei migranti. La responsabilità di garantire ad ognuno le condizioni per la sua ripresa giunge sino alle carceri, consapevoli che la giustizia è fatta del rispetto della legge, ma la pena ha fini rieducativi e questo accade in modo diverso per ognuno.

2) Nella politica praticata, pur criticando le situazioni negative è possibile penetrare nelle istituzioni in modo da migliorare il modo di governare la vita comune del popolo. La realtà è l’uomo che vive , la sua natura, i suoi rapporti, La moralità nella vita pubblica si fonda sulla gratuità di chi assume il ruolo di rappresentanza politica, dunque fra la vita di popolo e il formarsi della classe dirigente la moralità è in campo per tutti, e non solo per una visione di parte.

3) Lo spirito d’impresa nel lavoro. Questo racconto delle energie del nostro paese deve raggiungere la politica affinché capisca cosa si deve fare per favorire le dinamiche positive della società. Raccontare le buone prassi rende dinamica la competizione con i buoni esempi . L’arte è un bene fruibile , tutta la capacità di offerta qualitativa ha l’esempio nell’arte. Dunque la creatività che rende il successo del nostro lavoro ha la sua stretta implicazione nella cultura e nella sensibilità della nostra gente.

4) Il valore pubblico del fare impresa. Ne è venuta l’esigenza di una maggiore connessione fra la politica e la società per riconoscere i veri bisogni. Il lavoro che compete a chi mette una affettiva dedizione al fare politica, non solo gestendo il proprio spazio, ma incontrando e ascoltando le esperienze degli operatori. Non ha senso parlare di terzo settore , ma di settori dell’economia con diversi compiti, fra questi il servizio solidale. Trasformare la rivendicazione in partecipazione, vuol dire far maturare le relazioni sociali nel lavoro , dove ognuno ha un compito e la responsabilità è partecipata.

5) Il territorio è una potenziale comunità, valorizzare una presenza comunitaria consapevole che diventa esempio per tutti nel vivere il territorio.. Per questo il federalismo e la sussidiarietà hanno il fondamento nella democrazia dei movimenti e delle comunità. La società è un insieme di presenze proponenti e significative, la politica deve ascoltare e raccontare, accogliendo le proposte.

6) Parlando delle esperienze educative, si è visto che la qualità dell’insegnamento non è prima di tutto nelle scuole libere, ma è certo il prodotto della libertà che agisce nell’insegnamento. Compito della politica è rendere pubblico il meglio che si mostra nelle varie scuole, e sollecitare l’estendersi delle esperienze positive. I giovani imparano dall’incontro con l’insegnante.

7) Il rapporto fra il Governo e la promozione dell’economia. Il sistema finanziario è in ritardo rispetto al cambiamento epocale, e infatti abbiamo vissuto una crisi profonda del sistema bancario. La spinta al cambiamento nelle nuove imprese ha avuto il suo aspetto migliore nella coscienza economica delle energie al lavoro, sino a far capire alla politica le ragioni degli interessi delle situazioni nuove dinamiche. Bisogna affermare che il profitto è conseguente al lavoro ben fatto e infatti si rende sempre più evidente che la logica del lavoro è fare assieme. La nascita delle nuove imprese ci dimostra che la politica può e deve generare servizi che incentivino i progetti d’impresa realistici.

Le cose che cambiano nel sistema politico italiano

- La legge elettorale, per tornare al premio di maggioranza alla coalizione, magari riducendo il premio. E introducendo uno sbarramento per escludere i partiti minori.

- Le primarie, che sono nell’esperienza del PD , suggeriscono comunque di normare e praticare un sistema per la selezione delle candidature.

- Le coalizioni saranno sottoposte a lunghi conflitti interni, devono cambiare ma i ricatti delle estreme sono enormi,deve comunque essere all’ordine del giorno la messa in discussione dei privilegi della casta politica, improduttiva e dispendiosa.

- Che competano proposte programmatiche, e non auto definizioni partigiane e astratte. Non liberali e socialisti, ma libertà personale e solidarietà. Anche la questione dell’Unità Europea è dipendente da questa consapevolezza, popolari, socialisti, liberali, devono elevarsi ponendo al centro la persona, la quale chiede libertà e solidarietà.

- La nuova forma partito può essere una comunità progettuale formata nella classe dirigente degli eletti, che poi applica nuove regole da fissare come legge, per la selezione dei candidati e la partecipazione dal basso, al fine di ripristinare la rappresentatività delle parti sociali dentro la politica.

- Che il bene comune sia l’ideale di chi fa politica dipende dalla vitalità del popolo e dalla sua capacità di farsi riconoscere come il vero costruttore.

Ricostruire la politica

Si tratta allora di ricostruire la politica, con la partecipazione dal basso e con la rappresentatività delle candidature. Ma il sistema che forma le opinioni è talmente sviluppato da demotivare la partecipazione, e sembra solo possibile essere esterni alla politica, rifiutare la politica, sostenere chi è più antipolitico. Eppure la presenze attive nella società cercano di produrre la rappresentanza.. E’ questo il punto più delicato oggi: se si vuole la ricostruzione della politica si deve assolvere al compito di confrontarsi con le forze attive e associate della vita del popolo.

Dunque la contrapposizione deve fondarsi su una spinta a comprendere le ragioni di tutti e non sull’odio verso un nemico, nell’idea che la controparte deve essere sconfitta e messa a margini. In tal caso non sarebbe per la democrazia ma solo per la presa del potere. Purtroppo il prevalere della logica del potere tende a ridurre la politica a dimostrazioni di forza e a il prevalere del no a tutto, come se la responsabilità del governare non riguardasse ogni proposta politica. Ricostruire significa fondarsi sulla positività del reale, sulla evidenza che il fare assieme e l’ assunzione di responsabilità che accade nelle famiglie, nelle imprese, nelle comunità locali. Per questo occorre una iniziativa dal basso nella politica al fine di ricomporre il rapporto fra la comunità al lavoro e la partecipazione democratica alle decisioni di governo.

Appunti di programma

Cito la bella definizione di programma che ha dato don Sturzo Nel proporre il programma del Partito Popolare risponde alla osservazione critica di chi dice che le proposte non sono soluzioni pratiche e dice:

“non poteva essere diversamente; mentre i principi etico-politici , derivanti dai due punto fondamentali del programma, giustizia e libertà, sono le affermazioni che trasportano la teoria nel campo della politica, così il contingente politico , che è attuazione, troverà la sua soluzione man mano che si presenta, o che si pone, sotto forme e contenuto diverso; per cui non possiamo che trovare una linea di approssimazione, una via di tendenza, una soluzione temporanea, che chiami altre approssimazioni, altre tendenze, altre soluzioni, nel divenire perenne che è la vita, nel continuo intersecarsi di forme contrastanti e di elementi contradditori pur ispirati a principi fermi e solenni, che danno la guida della luce del mondo”

Tenendo conto dei cambiamenti epocali mettiamo a fuoco i seguenti punti:

- stabilizzare occupazione e salari tenendo conto della forte competizione globalizzata.

- combattere il terrorismo separando la questione dalla critica alle dittature e instabilità dei singoli paesi.

- governare i flussi migratori riducendo le conflittualità.

- impegnare le scuole a educare al lavoro come continuo cambiamento.

- che il legislatore si riferisca al dialogo culturale e religioso sulla questioni inerenti la persona umana.

- tenere insieme libertà e solidarietà nelle politiche sociali, perché ognuno abbia l’occasione di riprendersi.

- fare dell’Europa il luogo dell’incontro positivo fra culture e religioni.

Le forme possibili del nostro impegno nelle formazioni politiche accreditate

Alfano ha dato vita ad Alternativa Popolare, per sottrarre alla pretesa del centro-destra di essere la coalizione adeguata a essere alternativa alla Sinistra.

Parisi ha dato vita ad una forma associativa “ Energie per l’Italia” che si propone di competer e con Forza Italia richiamando al programma adeguato al nostro tempo. Berlusconi tentenna e vuole riproporre il centro-destra con La Lega di Salvini e la destra della Meloni, non capendo che è giunto il momento di separarsi dalle posizioni estremiste.

Questo è quello che è accaduto nel PD di Renzi, che ci prova a rendere ininfluenti i vari pezzi dell’estremismo di sinistra.

Ma la crisi del sistema politico deve sfociare in un cambiamento delle stesse formazioni in competizione. E’ impressionante quanti cambiamenti di appartenenza sono accaduti in questo nostro tempo. Non ha senso criticare questi cambiamenti, mentre è ragionevole avere incontri aperti con i singoli che sono interessati al cambiamento.

Noi siamo interessati a seguire e a partecipare a queste spinte che vogliono rimettere in campo una competizione democratica moderata e fondata sulle proposte di programma. Siamo certi che nel medio periodo arriveremo a importanti cambiamenti.

- Photo credits:

La foto di copertina rappresenta il simbolo del Movimento Politico Democrazia e Comunità


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