Sei all'interno di >> :.: Culture | Musica |

Concerto del Primo Maggio 2005: live report e intervista ai Marlene Kuntz

Girodivite è stato a Roma per il Primo Maggio. Siamo riusciti ad incontrare diversi degli artisti presenti per il concerto. Ma la nostra attenzione si è calamitata verso una band. I Marlene Kuntz

di Tano Rizza - martedì 3 maggio 2005 - 7181 letture

Girodivite è stato a Roma per il Primo Maggio. Abbiamo seguito il concerto organizzato dai sindacati. Siamo arrivati in piazza S.Giovanni verso le tredici e ci siamo infilati nel backstage per cercare di avere una buona postazione per raccontarvi quest’evento. La postazione, alla fine, non si è rilevata poi tanto vantaggiosa e ci è venuto abbastanza difficoltoso seguire il concerto. Ma non ci siamo demoralizzati e alla fine siamo riusciti ad entrare in clima concerto.

In piazza con il passare delle ore la gente aumentava. Pian piano il grande piazzale di fronte al palco si è riempito di una moltitudine colorata di persone, bandiere, striscioni. Il concerto è iniziato, puntuale, alle 16. Bisio è stato il filo-conduttore di tutta la manifestazione, ininterrottamente sul palco a intrattenere gli oltre 800.000 partecipanti all’evento.

Otto ore filate di concerto, interrotto solo una volta per la necessaria pausa.

Siamo riusciti ad incontrare diversi artisti presenti al concerto. Ma la nostra attenzione si è calamitata verso una band: i Marlene Kuntz. Eravamo determinati nell’incontrare Godano e compagnia. Un’intervista che cerchiamo di effettuare dalla data che hanno tenuto a Palermo la scorsa estate. In quell’occasione non ci riuscimmo. Ma non abbiamo mai dato quest’incontro per impossibile.

A Roma, dopo decine di mail e decine di telefonate, abbiamo contattato il loro tour manager, quest’ultimo non è riuscito ad aiutarci.

Eravamo nel backstage, telefonino alla mano, per cercare di contattare i Marlene, e come dal nulla ce li vediamo spuntare. Uscivano dai camerini e si dirigevano a passo spedito verso il bagno. Aspettiamo ancora un attimo, non volevamo sembrare invadenti, ma l’occasione era ottima ed abbiamo fermato Cristiano Godano.

Il primo Marlene a rispondere alle nostre domande è lui, voce, testi e chitarra della band. Dopo abbiamo intervistato Luca Bercia, batteria e percussioni M.K., e per chiudere in crescendo abbiamo individuato e fermato anche Gianni Maroccolo, gigante della musica rock italiana, ex Csi, ex Litfiba, produttore e scopritore di nuovi talenti, ed oggi anche basso dei M.K.

le interviste


Intervista a Cristiano Godano. Voce, testi e chitarre M.K.

Come è cambiato il tuo modo di scrivere da Catartica a Bianco Sporco?

E’ maturato. Io posso solo sperare ed immaginarmi questo. Credo che io sia più bravo a controllare e gestire i miei moti dell’anima, è importante questo. La scrittura è un esercizio di controllo è ricerca di un equilibrio notevole. Parlando, poi, di parole in versi si tratta di trovare la parola che suoni e che significhi. Io cerco di fare tutto questo in funzione di una funambolica esitazione tra la ricerca del suono e la ricerca del significato

Qual è il vostro rapporto con la parte strumentale? Da Catartica ad oggi è cambiato notevolmente. Si è partiti da un suono più noise, più tirato fin ad arrivare ad essere più melodici e ricercati. I vostri ultimi lavori in studio dicono questo, mentre, i vostri live rispecchiano sempre la potenza del suono noise.

Il palco ci trasfigura sempre un po’. Poi, comunque, nei live c’è la gente che vuole assistere ad un evento rock. Di là dalla gente: in studio è possibile meditare le cose, ragionarle. La musica da Catartica a Bianco Sporco si è modificata assecondando il fatto che noi siamo cambiati. Siamo persone di trentasette e trentottoanni. Io non sarei più in grado di suonare come nei live di Catartica.

Catartica e Il Vile, i vostri album d’esordio, vi hanno immediatamente consacrato come rock band-culto. È stato difficile continuare dopo un esordio simile?

Abbastanza. Anche perché è stato spiacevole da un certo punto in poi dover lottare contro alcuni clamorosi equivoci con quelli che dicevano d’essere nostri fans, il nostro pubblico. Hanno generato e contestato cose assurde. Però noi siamo qua, questo è il nostro sesto album, e stiamo continuando a fare esattamente quello in cui noi crediamo. Ci spiace molto che in alcune occasione si siano creati equivoci e che si siano sviluppati in base a pregiudizi assurdi. I Marlene non meritano assolutamente questo tipo di cose. E’ questo quello che ci dispiace.

Tornando un po’ indietro nel tempo. Il brano “nuotando nell’aria” è stato ed è uno tra i migliori testi dei Marlene. A cosa ti sei ispirato per scriverlo?

Ad un amore perduto un anno prima di scrivere quei versi. L’ho rievocato ed è semplicemente questo. Qualcuno, però, ne ha dato delle interpretazioni assurde. Quella più fastidiosa è quella che vuol riportare a questo testo un riferimento alla droga. Nulla di più sbagliato. Assolutamente un assurdità che tengo veramente a sfatare. Semplicemente un amore finito male.


Intervista a Luca Bercia. Batteria M.K.

La parte ritmica dei M.K., ha subito, di recente, un cambiamento di formazione. Andato via Dan Solo al basso è subentrato Gianni Maroccolo. Cosa è cambiato per te?

Gianni è un po’ diverso come bassista rispetto a Dan. Diverso dal punto di vista del suono che produce. Sostanzialmente lo stesso nel modo d’intendere la musica M.K. Un cambiamento forte, ma naturale, c’è stato subito un grosso feeling.

Come è stato trovarsi a suonare con Gianni Maroccolo? Lui più di dieci anni fa vi ha tirati fuori del circuito underground...

Con lui ci siamo trovati subito bene. Ci conosciamo da tanto tempo e c’è stato da subito una grossa sintonia a livello umano. Musicalmente la stessa cosa. Lui ci apprezza e ci ha scoperto. Noi apprezziamo lui, altrimenti, all’epoca, non gli avremmo spedito il nostro demo-tape. La cosa che ci sorprende sempre di lui è che suona da tantissimi anni, ha fatto la storia della musica rock italiana con Csi e Litfiba, ma nonostante questo, è sempre pieno di energie e idee nuove. Quando è andato via Dan, ci siamo detti che bisognava rivedere tutti i pezzi, perche Gianni non li conosceva e che si sarebbe, di conseguenza, fatto un concerto più breve del solito. Nulla di più sbagliato. Gianni ci ha detto che non era un problema e così è stato. Adesso i nostri live durano due ore. Non era mai successo prima. Gianni è un esempio di carica e voglia di fare.

Perche è andato via Dan dal gruppo?

I motivi sono tanti. Molti a livello personale. Erano più di nove anni che si suonava assieme, e lui ad un certo punto ha preferito seguire un percorso suo. Penso che tra qualche mese si sentirà qualcosa del suo progetto. Era un suo desiderio portare avanti questo. Comunque quando lui è arrivato, nel 1995, i Marlene esistevano già del 1989 eravamo già un’entità ben definita. Lui non è mai riuscito ad inserirsi al 100%, delle divergenze che si collocavano più a livello caratteriale che musicale. Adesso ha preferito seguire una sua strada.


Intervista a Gianni Maroccolo

Gianni tu sei uno dei padri fondatori della musica rock italiana. Vorrei avere un tuo autorevole giudizio sulla scena rock italiana attuale

La situazione è rosea nelle cartine. Io ho modo di ascoltare tanta musica indipendente che ancora non ha trovato sbocco nel mercato. Ascolto demo, cd autoprodotti, vado a vedere rassegne, festival, ed è impressionante la qualità e la creatività che c’è in giro. Non c’è, credo, da parte di chi fa musica ancora la consapevolezza che non c’è da aspettarsi niente da nessuno. Bisogna rimboccarsi le maniche altrimenti non si esce allo scoperto. Perché il mercato, sia quello tradizionale che quello indipendente, non ha mai attraversato una crisi di idee. I media tradizionali poi ci metterono la loro parte non coprendo le band emergenti e questo fa il resto. Credo che siano, poi, sempre le avanguardie che debbano farsi il mazzo per far cambiare le cose. Se aspettiamo che qualcuno lo faccia per noi, non si va da nessuna parte.

Hai calcato il palco dei Csi, dei Litfiba ed adesso sali su quello dei Marlene. Cosa riesce a trasmetterti ancora, dopo venticinque anni, il salire su un palco?

Il palco è il momento migliore della vita del musicista. Ci sono due momenti belli nella nostra concezione di artisti: l’attimo in qui nasce il pezzo nuovo e il momento in qui sali sul palco. È il resto, ciò che sta intorno la musica, che ci ammazza un po’. La mia vita musicale è stata fortunata, ho suonato con gente meravigliosa e vedo che la cosa continua

Il tuo palco più emozionante?

Il palco più emozionante... e non saprei dirti adesso... Non il primo concerto con i Litfiba, fu abbastanza consapevole, eravamo tutti ubriachi. Forse il più emozionante è stato quello, sempre con i Litfiba, fatto al Sighall a Parigi. Ci si ritrovò dopo due anni di live in Francia con un locale strapieno e con il pubblico francese che cantava le nostre canzoni in italiano. Poi sono molte le volte in cui mi sono emozionato, momenti intimi, ed ogni attimo fa una storia a sé.

Come è stato il palco con i Csi?

Il palco dei Csi è stato grandioso. È stato molto emozionante lavorare con Giovanni Lindo Ferretti, senza voler nulla togliere a chi è stato nei Csi e che adesso si ritrova nella PGR, un qualcosa che và molto al di là della sola musica. Una questione di stima incredibile nei confronti di Giovanni. L’ho conosciuto prima come autore di splendidi testi, poi come persona, siamo diventati amici, diciamo che il cuore è li e qualunque cosa io faccia adesso deriva da li. La mia famiglia è quella, e spesso ci si ritrova. Anche quando suonavo nei Lifiba spesso andavo a vedere i loro concerti, quelli dei CCCP e qualunque altro progetto di Giovanni. Non sono mai stato mai tanto affascinato dall’iconografia dei CCCP dalle loro suggestive messe in scena ma, piuttosto, da Giovanni dalla sua capacità di far riflettere le persone. Per me è un insegnamento continuo avere a che fare con Giovanni.


Questo è stato il nostro primo Maggio 2005 a Roma, se anche tu sei stato in Piazza a seguire il concerto lascia, se vuoi, le tue impressioni, le tue suggestini, alla fine di questo articolo...


Rispondere all'articolo - Ci sono 0 contributi al forum. - Policy sui Forum -