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Con Takako alla libreria Morisaki

I miei giorni alla libreria Morisaka / Satoshi Yagisawa ; traduzione di Gala Maria Follaco ; illustrazioni di Elisa Menini. - 4 ed. - Milano : Feltrinelli, 2022. - 149 p., [11] : br. ; 22,2 cm. - (Narratori Feltrinelli). - Tit.orig.: Morisaki shoten no hibi. - ISBN 978-88-07-03494-7.

di Sergej - mercoledì 26 ottobre 2022 - 1705 letture

Iniziai a leggere un libro dopo l’altro. Quei vecchi libri nascondevano storie per me inimmaginabili. E non mi riferisco solo a ciò che raccontavano. Dentro ognuno trovai tracce del passato: sottolineature, segnalibri, fiori secchi... Erano incontri che superavano le barriere temporali, possibili solo attraverso i vecchi libri. E così cominciai ad affezionarmi alla libreria Morisaki.

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Copertina di I miei giorni alla libreria Morisaki, di Satoshi Yagisawa

Ci sono racconti che sembrano vibrare, in maniera limpida ed elegante. Scorrono pagina dopo pagina. La voce del narratore, che risuona nella nostra testa e in cui ci identifichiamo - in questo caso: la voce della protagonista. E più che la voce, sentiamo le sue emozioni trattenute. Gli stupori. Persino nel dolore, trattenuta. Racchiusa in se stessa come un uccellino nel cavo di una mano. È la sensazione che si prova spesso leggendo racconti di autori giapponesi. C’è, in questi autori una bellezza trattenuta, uno stile delle cose che si trasmette attraverso la traduzione e che arriva fino a noi.

Il racconto di Satoshi Yagisawa è un romanzo breve, tenue, senza drammi estremi o convulsi. Una piccola storia, che attraversa come un ago le vite dei personaggi. Ne stilla una goccia di sangue rosso sulla pagina bianca. Senza strilli né tuoni. Dolcezza e malinconia danzano assieme, e il filo della storia si dipana senza mai ingarbugliarsi. La protagonista Takako si muove in questo universo raccolto e riesce a condurci per mano con candore e riconciliandoci (e riconciliando se stessa) con il mondo.

Naturalmente al centro è la libreria Morisaki. E la carrellata di autori giapponesi che, senza pesantezza né sfoggio d’erudizione, danzano in questa storia - e vengono citati, anche come stimolo per i lettori a andare a leggerli: Akutagawa Ryunosuche, Natsume Soseki, Mori Ogai, Muro Saisei, Shiga Naoya, Nagai Kafu, Tanizaki Jun’ichiro, Dazai Osamu, Sato Haruo, Uno Koji, Kajii Motojiro, Fukunaga Takehiko, Ozaki Kazuo, Oda Sakunosuke, Inagaki Taruho, Mushanokoji Saneatsu, Kunikida Doppo… Per il lettore italiano è un invito a scoprire e a cercare tra questi nomi che compongono un pantheon della letteratura giapponese non scontato - il lettore italiano pigramente assuefatto magari ad altri e più battuti percorsi letterari.

Strano Paese il Giappone, in cui nomi e cognomi s’invertono rispetto ai nostri (ma del resto, in un’altra grande isola, si guida l’auto in senso inverso rispetto agli usi continentali: privilegi delle isole, pare…). Splendido e leggero questo racconto che attraversa le vite dei personaggi, riuscendo a dare, di ognuno, uno spessore tra il comico e il fiabesco, e la tragedia si addolcisce nella storia d’amore. Forse è solo nel ripiegare su se stessi, nei propri affetti, che è possibile voltare pagina e andare avanti, sembra dire Yagisawa.

Leggevo in questi giorni un articolo che si intitolava Se la biblioteca migliora la vita. Ecco, direi: questa libreria Morisaki è un toccasana per il lettore, grazie a Yagisawa e alla sua trepida Takako ritroviamo un angolo di noi stessi, un angolo della nostra lettura, che ci riporta al cuore del nostre essere umani e lettori - o umani lettori.


Sinossi editoriale

Jinbōchō, Tokyo. Il quartiere delle librerie e delle case editrici, paradiso dei lettori. Un angolo tranquillo e fuori dal tempo, a pochi passi dalla metropolitana e dai grandi palazzi moderni. File e file di vetrine stipate all’inverosimile di libri, nuovi o di seconda mano. Non tutti lo conoscono, più attratti da Ginza o dalle mille luci di Shibuya. Di sicuro Tatako – venticinquenne dalla vita piuttosto incolore – non lo frequenta assiduamente. Eppure è qui che si trova la libreria Morisaki, che appartiene alla sua famiglia da tre generazioni. Un negozio di appena otto tatami in un vecchio edificio di legno, con una stanza al piano superiore adibita a magazzino. È il regno di Satoru, l’eccentrico zio di Tatako. Entusiasta e un po’ squinternato, dedica la sua vita ai libri e alla Morisaki, soprattutto da quando la moglie lo ha lasciato. L’opposto di Tatako, che non esce di casa da quando l’uomo di cui era innamorata le ha detto di voler sposare un’altra. È Satoru a lanciarle un’ancora di salvezza, offrendole di trasferirsi al primo piano della libreria. Proprio lei che non è certo una forte lettrice, si trova di colpo a vivere in mezzo a torri pericolanti di libri e minacciosi clienti che continuano a farle domande e a citarle scrittori ignoti. Tra discussioni sempre più appassionate sulla letteratura moderna giapponese, un incontro in un caffè con un timido sconosciuto e rivelazioni sulla storia d’amore di Satoru, scoprirà pian piano un modo di comunicare e di relazionarsi che parte dai libri per arrivare al cuore. Un modo di vivere più intimo e autentico, senza paura del confronto e di lasciarsi andare.

Incipit

Il mio soggiorno presso la libreria Morisaki durò dall’inizio dell’estate fino alla primavera.

Abitavo sommersa dai libri in una stanza al primo piano, un ambiente buio e angusto, umido, pervaso dell’odore di muffa tipico della carta vecchia. Ciò nonostante, il ricordo di quelle giornate è ormai parte di me perché è proprio lì che la mia vita, la mia vera vita, è cominciata. Senza quell’esperienza tutto sarebbe stato molto più scialbo, banale, piatto.

Un posto importante, indimenticabile: questo è per me la libreria Morisaki.

I ricordi di quel periodo sono ancora vividi, pronti a emergere dai recessi della memoria.


L’autore

Satoshi Yagisawa (Chiba, Giappone, 1977) vive a Tokyo. I miei giorni alla libreria Morisaki è il suo romanzo d’esordio. Dopo aver vinto il premio letterario Chiyoda, è diventato un caso editoriale da cui è stato tratto un film. È stato un successo in Giappone, Corea, Vietnam e a Taiwan, ed è in corso di traduzione in sedici Paesi.



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