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Comunicazione e percezione visiva nell’arte di Nicodemo Rinaldis

"La nostra percezione dello spazio è tridimensionale; percepire lo spazio significa percepire i caratteri geometrici delle cose..."
di Damiano Gulluni - giovedì 20 dicembre 2007 - 5974 letture

Quello che vediamo, quello che disegnamo, quello che scriviamo, quello che dipingiamo, quello che fotografiamo, ed altro ancora, è una rappresentazione di quello che pensiamo e sono operazioni necessarie per comunicare con gli altri esseri viventi. E per rappresentare quello che pensiamo dobbiamo fare un progetto e, per fare un progetto, abbiamo bisogno di una idea che non può che derivare dalla nostra cultura. La nostra percezione dello spazio è tridimensionale; percepire lo spazio significa percepire i caratteri geometrici delle cose.

Percezione visiva, spazio e geometria sono i traguardi intrapresi dal fotografo Nicodemo Rinaldis.

La personalità artistica di Nicodemo Rinaldis si rivela precocemente, infatti lui osservava quotidianamente i riflessi del vetro nelle bottiglie di liquore, nella sua bottega di vino, gestita dai suoi genitori a Mammola. Da ragazzo Rinaldis riceveva continuamente stimoli visivi, geometrici e colorati. Immagini geometriche si stagliavano nei suoi occhi, ed egli consapevole di tanta bellezza, componeva l’ossatura visiva di tutto il suo percorso artistico.

www.nicodemophoto.com ripercorre, attraverso 200 (?) fotografie, la ricerca fotografica della luce, la forma e lo spazio che da sempre caratterizza il lavoro dell’artista. Rinaldis accoglie nella propria iconografia l’atmosfera della filosofia Zen, capace di conciliare progetto e casualità, geometria e indeterminazione, forma e luce.

Rinaldis non ha avuto difficoltà a verificare, dapprima nel proprio ambito familiare, la sua naturale disposizione ad esprimersi nella fotografia in forma nitida e plastica, surrealista e figurativa e, successivamente, ad inserirsi in quel clima americano aperto alla fotografia contemporanea. La corsa verso una più profonda ricerca di novità non stravolge i canoni classici della fotografia, ma con continuità Rinaldis va alla ricerca di armonia e poesia, struttura e composizione, spazio e colore.

L’arte per Rinaldis rimane comunque un fermo punto di riferimento per vivere; il lavoro rappresenta la quotidianità con i suoi lavori artistici, con l’espressione, e Rinaldis continua la sua ricerca visiva nel rinnovare e comunicare emozioni.

La fotografia per Rinaldis è anche sperimentazione come puro istinto, nel desiderio di rielaborare un’emozione visiva esprimendola in un istante rubato ai presenti.

I soggetti di Rinaldis sono nuovi, estemporanei, fuori dai luoghi tuttavia sempre attorno a noi, ignorati nel quotidiano esistere, particolari che sussistono, trascorrono e che sfuggono alla nostra disattenta osservazione.

Nicodemo Rinaldis, con leggerezza e potenza, ci propone immagini che nella loro assolutezza toccano profondamente.


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