Comprensione e precomprensione, di H.G. Gadamer



domenica 26 marzo 2006, di Redazione Antenati - 1563 letture

La descrizione e fondazione esistenziale heideggeriana del circolo ermeneutico rappresenta, rispetto a ciò, una svolta decisiva. È vero che della struttura circolare dell’interpretazione aveva già parlato la teoria ermeneutica del XIX secolo, ma sempre nel quadro di una relazione formale tra parti e tutto e in rapporto ai suoi riflessi sul piano soggettivo., all’anticipazione intuitiva del tutto e all’articolazione successiva nei particolari. Secondo questa teoria, il movimento circolare si svolgeva all’interno del testo, e finiva con il raggiungimento della piena comprensione. Coerentemente con questa prospettiva, la teoria ermeneutica culminava nella dottrina schleirmacheriana di un atto divinatorio mediante il quale l’interprete si traspone totalmente nell’autore e risolve tutto ciò che di estraneo e di incomprensibile il testo dapprima presentava. Per Heidegger, invece, il circolo è caratterizzato dal fatto che la comprensione del testo è permanentemente determinata dal movimento anticipante della precomprensione. Il circolo di parti e tutto non si risolve dissolvendosi nella comprensione raggiunta, ma piuttosto proprio in tale comprensione si realizza nel modo più pieno.

(H. G. Gadamer, Verità e metodo, trad. it. di G. Vattimo, Studi Bompiani, Milano 1995, pp. 342-43)

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