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Como: un sindaco inutile

Ordinanza contro i volontari che offrono latte caldo e coperte a senza casa e migranti
di Adriano Todaro - mercoledì 27 dicembre 2017 - 2490 letture

Il 12 dicembre scorso, avevo pubblicato un articolo sulla manifestazione antifascista di Como. Manifestazione per stigmatizzare l’irruzione di un gruppo di aderenti all’organizzazione nazista Forza Nuova, nella sede di “Como senza frontiere”.

Nell’articolo scrivevo anche della posizione della Giunta comasca e del sindaco, Mario Landriscina (lista civica sostenuta da Lega Nord, Forza Italia e Fdi), il quale aveva dichiarato di non voler partecipare alla manifestazione antifascista “con chi manifesta esteriormente la propria preoccupazione per quanto accaduto". A distanza di poco più di una settimana, il sindaco di una delle città più ricche d’Italia, ha voluto nuovamente distinguersi per la sua becera posizione. Questa volta non difende Forza Nuova ma se la prende con i poveri che è la stessa cosa. Una sua ordinanza vieta su tutto il territorio da lui amministrato, di non fornire assistenza ai senza casa, a chi chiede l’elemosina, insomma ai poveri.

clochard

Il tutto era iniziato quando, alcuni giorni fa, i volontari, come fanno sempre, distribuivano la colazione ai senzatetto sotto i portici dell’ex chiesa di San Francesco, nel centro storico. Ma offrire latte caldo, pane e qualche biscotto, per il sindaco Landriscina, “non è decoroso”. Molto più decoroso, probabilmente, per lui, sono le azioni di Forza Nuova. I volontari hanno deciso di continuare il loro lavoro e non accettare proibizioni in questo senso. Alla testa dei volontari un sacerdote, don Roberto Malgesini. Da sette anni girano la città offrendo una coperta per coprirsi, un latte caldo e, qualche volta, anche solo un sorriso per non farli sentire soli. Lo fanno, come afferma uno degli operatori della Caritas, per “restituire loro un po’ di dignità e di conforto”.

Tutto ciò deve essere considerato dal sindaco un affronto, una cosa grave, soprattutto sotto Natale perché vedere un mendicante seduto per terra, al freddo, che chiede l’elemosina, è qualcosa che disturba le coscienze dei bravi comaschi e, soprattutto, lo shopping. Lo stesso discorso della manifestazione antifascista del 9 dicembre scorso. In centro non si poteva fare perché avrebbe disturbato i commercianti e allora meglio confinare la manifestazione fra lo Stadio e il lago.

Mario Landriscina è un medico di 63 anni, ha creato il 118 di Como e lavora in ospedale. Attivo anche sul fronte internazionale, ha operato per conto delle Nazioni unite a Cuba, in Sri Lanka dopo lo tsunami e a Santo Domingo-Haiti dopo il terremoto. Tutte cose benemerite e importanti che però vanno a inficiare le posizioni che prende sul territorio di Como. Quando si è candidato, i giornalisti gli avevano chiesto le motivazioni. Il futuro sindaco aveva così risposto: "Per tutta la vita il mio compito quotidiano è stato quello di cogliere il bisogno delle persone e fare il possibile per rispondere. L’esperienza mi ha condotto a una prospettiva sobria e concreta sull’esistenza e intuire il limite di irrisolvibilità dei problemi. A tutto il resto c’è rimedio. Oggi voglio provarci per la nostra città, insieme a chiunque desideri offrire il proprio contributo e sia convinto che, al di là di enunciati e programmi, siano le persone a fare la differenza".

Probabilmente non ha ancora colto “il bisogno delle persone”. Lui si difende dalle critiche dicendo che l’ordinanza è stata redatta in base al decreto Minniti e che lui ha "recepito" numerose segnalazioni da parte dei cittadini. Poi contrattacca: “Non ritirerò l’ordinanza anti accattonaggio. Sono un uomo libero, anche di sbagliare, ma ho un’etica cui non rinuncio. Non devo fare carriera, per cui se la città me lo chiede io mi dimetto". Nei primi giorni di applicazione dell’ordinanza, la Polizia urbana ha comminato 10 multe, 6 sequestri di cartoni e cappelli usati dai mendicanti per chiedere qualche monetina, 17 sequestri di merce abusiva relativa a “giocattoli di varia natura per un totale di 388 pezzi”. Bella operazione! Chissà perché i poliziotti urbani non sanzionano quei negozianti che espongono in vetrina merce senza il regolamentare prezzo, nonostante una legge del 2005 recita che nelle merci esposte deve esserci “in modo chiaro e ben leggibile, il prezzo di vendita al pubblico”.

Dare una multa a uno senza casa né lavoro e come non darla a nessuno perché non sarà mai pagata. Intanto però facciamo vedere che abbiamo gli attributi e contro i poveri interveniamo duramente. A Como sono in 150 che non hanno un posto dove andare a dormire. Sono, soprattutto, migranti che cercano di entrare nella vicina Svizzera, sono donne e bambini. Dormono sulle panchine, dentro un cartone per ripararsi dal gelo di queste notti sotto zero. Ma l’ineffabile Mario Landriscina, il medico che portava aiuto alle popolazioni colpite da devastazioni o terremoti, ha pensato bene di togliere loro le panchine di piazza San Rocco. Insomma, “aiutiamoli a casa loro”. E in più ha ordinato di chiudere l’acqua potabile in un’area coperta dove i migranti si riparavano per passare le notti e ha fatto rimuovere due bagni chimici.

Su una cosa conveniamo con questo sindaco della destra comasca: sono le “persone a fare la differenza”. Sono i volontari di Como senza Frontiere, della Caritas, del Gruppo colazione, dei sacerdoti che stanno nelle strade a contatto con gli ultimi a fare la differenza.

Lui non fa la differenza. Lui è solo uno dei tanti inutili personaggi “prestati alla politica” che uccidono la politica e il buon senso. Perché dare un bicchiere di latte caldo a un bambino intirizzito dal freddo e affamato, prima di tutto, è solo buon senso.


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