Sei all'interno di >> :.: Primo Piano | Guerre Globali |

Come sta l’Africa?

"Nigrizia" è la più importante rivista che si occupa dei problemi dell’Africa. Edita dai padri comboniani, riportiamo l’editoriale dedicato ai problemi di Etiopia ed Eritrea.
di Redazione - venerdì 31 agosto 2018 - 519 letture

La pace tra Etiopia ed Eritrea, siglata il 9 luglio scorso, è un evento sorprendente e impensabile anche solo qualche mese fa. Improvvisamente si è sbriciolato il muro di ostilità che separava i due paesi in seguito alla guerra del 1998-2000.

L’iniziativa è partita dal primo ministro etiopico Abiy Ahmed, nominato nell’aprile scorso, che ha teso la mano al presidente eritreo Isaias Afwerki accettando la sentenza della commissione internazionale che assegna ad Asmara la sovranità sulla località frontaliera contesa di Badme. Si sono così aperte le frontiere, sono riprese le comunicazioni tra i due paesi, spianando la strada a una nuova era di pace e amicizia. Per un approfondimento, Nigrizia dedica a questi fatti dieci pagine di questo numero.

Ma non è tutto oro ciò che luccica. Emerge sempre più chiaramente il sospetto che l’opera di pace e di riforme di Abiy Ahmed sia parte di un piano orchestrato da tempo dagli Stati Uniti e dai regimi di Arabia Saudita ed Emirati Arabi per sottrarre l’Etiopia all’influenza economica (e non solo) della Cina e per ridefinire gli equilibri regionali.

Per interrompere la collaborazione con Pechino istaurata dal precedente governo di coalizione guidato dal Fronte di liberazione popolare del Tigray, composto da tigrini e di matrice cristiana, è stato necessario scegliere un esponente appartenente agli oromo, gruppo linguistico maggioritario, per l’80% di religione islamica e storicamente antagonista del governo a guida tigrina.

L’Etiopia di Ahmed diventa così il perno di una strategia geopolitica intenzionata a dar vita a una nuova alleanza che comprenda gli stati del Corno d’Africa, l’Egitto e i regimi della penisola arabica. Rimane l’incognita Afwerki, da sempre restio ad accodarsi a strategie altrui. Comunque il mese scorso, esponenti governativi degli Emirati Arabi in visita in Eritrea hanno annunciato il piano di costruzione di un oleodotto che dall’Etiopia – nelle aree orientali sono stati scoperti giacimenti di petrolio – giunge al Mar Rosso attraverso il porto eritreo di Assab.

Intanto, con l’ascesa al potere degli oromo si è verificata una escalation di violenze nella regione al confine con la Somalia dove sono state bruciate delle chiese e alcuni preti sono stati uccisi. Scontri armati sono avvenuti anche nel sud, nelle regioni centrali e occidentali del paese. Il timore è reale, che possa innescarsi un conflitto di ampie proporzioni tra cristiani e musulmani. Sono presentimenti che ci auguriamo non abbiano mai a verificarsi, perché significherebbero il tramonto di quel sogno di pace tanto atteso e agognato dalle popolazioni di Etiopia ed Eritrea.


Fonte: Nigrizia



Rispondere all'articolo - Ci sono 0 contributi al forum. - Policy sui Forum -