Cleaning


Grandi pulizie dopo le ferie. Con gli idranti
mercoledì 6 settembre 2017 , Inviato da Adriano Todaro - 1477 letture

L’estate non sta finendo come cantavano i Righeira a metà degli anni Ottanta del secolo scorso, ma certamente si sta avviando inesorabilmente alla fine. Che cosa resterà di questa estate? Gli incendi? Ci sono tutte le estati. Lo stucchevole dibattito politico sotto l’ombrellone? Come sempre.

In un momento in cui le notizie latitavano, i TG aprivano il notiziario con il grande caldo mai così dal… e giù le date a capocchia. I giornali altrettanto: tabelle, scenari apocalittici ecc. Certo, c’è stato anche il terremoto a Ischia ma anche questo è nella normalità. E nella normalità sono state le polemiche del dopo terremoto. Molti hanno incolpato le case abusive ma non è vero. A Ischia, sono abusive anche la chiesa e le caserme e, del resto, sull’isola ci sono state solo 27 mila domande di condono. E Ischia ha ben 20 mila abitanti! Il TG3 Campania va ad intervistare un famoso studioso di terremoti: Gino Paoli. Il quale dà la colpa ai giornalisti che hanno creato allarmismo. Infatti, a Ischia, ci sono stati solo due morti e 1.500 sfollati, diciamo noi. Una volta era “Sapore di mare”, ora il sapore è di Alzheimer.

Poiché non posso fare un bilancio di questa estate, non fosse altro per la mole di eventi, cercherò di citare solo due episodi che mi hanno particolarmente colpito.

Cleaning 1 – Comincio da quello che è successo a Roma e mi riferisco allo sgombero degli eritrei e somali da una palazzina occupata. Tralascio la cronaca che tutti conoscono. A me, invece, ha impressionato una dichiarazione della signora Paola Basilone che di mestiere fa la prefetta di Roma. La gentile ma inflessibile prefetta ha 63 anni. A Roma è stata inviata da Angelino Fronte Alta con una dichiarazione di rara sensibilità. In pratica l’Agrigentino, in quel momento all’Interno, ha detto che a Roma avrebbe potuto mandare altri suoi funzionari, “ma la mia squadra al Viminale è indispensabile per la mia attività quotidiana”. Insomma, la signora Paola come ripiego. Chissà com’era contenta la Basilone! E così, appena ha potuto, ha voluto dimostrare al Tenebroso Siciliano che lei non teme nessuno. Dopo lo sgombero con idranti e manganellate, la gentile e rigorosa prefetta ha dichiarato che è stata “Un’operazione di cleaning”. Questi funzionari che si esprimono in inglese a me fanno tenerezza e anche invidia perché la Basilone avrebbe potuto anche dire che è stata “Un’operazione di pulizia” ma certamente usare cleaning fa fino e moderno. I giornalisti hanno osservato che altri prefetti hanno aperto tavoli con gli immigrati: perché a Roma no? Anche ‘sta roba di aprire tavoli in continuazione a me fa un po’ ridere. Ve la immaginate la Paola che apre e chiude tavoli? Neanche per sogno: “Con me – ha risposto piccata – non si siede nessuno che non sia legittimato. Questa è la mia linea”. Brava, bis! Io avrei una piccola domanda: se, poniamo il caso, alla Paola arriva una richiesta da parte di qualche ladro in guanti gialli tipo l’Omino Schifoso, Denis e soci, oppure dagli amici di Angelino tipo Giuseppe Castiglione o Antonio Azzolini che fa la Paola nominata da Angelino? Apre un tavolo in salotto, nel suo ufficio, nel tinello? Questi sono legittimati a parlare con lei? O li tratterà come gli eritrei? Una bella lavata con gli idranti?

Cleaning 2 – Sotto l’ombrellone si è parlato di vitalizi e devo dire che sono stato colpito favorevolmente dell’atteggiamento di molti senatori e deputati che invece di pensare a loro pensano a noi. E, infatti, da più parti i nostri dipendenti, che paghiamo profumatamente, hanno dichiarato che se passa la legge con la retroattività – come ha detto la senatrice Rosaria Capacchione – “la pensione di mia mamma o di un operaio Fiat potrebbe essere ricalcolata”. A parte che a me la pensione l’hanno già tagliata ma guardate che lo scenario futuro è terribile. Ve la immaginate la mamma della Capacchione, all’angolo fra via Toledo e via Santa Brigida, a Napoli, a chiedere l’elemosina? Volete forse questo? Ma la dichiarazione più consona, più chiara, più efficace, più adeguata è stata quella del senatore Ugo Sposetti, ex comunista di lungo corso che teneva le chiavi della cassaforte del vecchio Pci e dei Ds: “Organizzerò l’insurrezione contro il testo approvato alla Camera”. Già lo vediamo vestito da “Che” che organizza l’insurrezione. Baffo bianco rivoluzionario, fazzoletto rosso al collo, fucile a tracolla. Il suo vice è Clemente Mastella che di rivoluzione se ne intende e vuole combattere fino alla fine, a costo della vita, in difesa dei vitalizi. Poi ci sono tutti gli altri: da Luigi Manconi a Renatino Brunettina (a lui hanno dato un fuciletto). La data dell’insurrezione? Beh, vedremo. Intanto s’annamo a fa’ du spaghi a Campo de’ Fiori.

Anche su questo argomento avrei qualche domanda e una proposta: Le domande: ma l’insurrezione non potevate organizzarla, e farla, contro l’abolizione dell’art. 18? Perché avete votato a favore del Jobs Act? E la porcata per salvare le banche a scapito dei risparmiatori? E il pareggio di bilancio in Costituzione? E la legge Fornero che tra le lacrime ha provocato gli esodati, chi l’ha votata? E potremmo continuare. E la proposta qual è? Ah beh, la proposta è semplice e fattibile. Si tratta di aprire un tavolo e mettere i vari Mastella e Capacchione attorno. Poi chiamare la Paola Basilone con un idrante e fare una bella pulizia. Anzi no. Un bel cleaning. Così suona meglio e diamo l’impressione di conoscere le lingue.


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