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Cittadini e Unione Europea, un rapporto problematico

Non si è fatto abbastanza per costruire un’Europa unita a partire dai cittadini

di Emanuele G. - venerdì 23 gennaio 2015 - 2204 letture

L’Europa può essere un’entità lontana o vicina in base all’esperienza che noi cittadini europei viviamo e registriamo ogni giorno. In generale, l’Europa per noi cittadini assume i connotati di qualcosa distante dagli aspetti concreti della vita. Me ne sono accorto in occasione del decesso di mia madre. Vediamo perché.

E’ mai possibile che un cittadino europeo debba avere due certificati che attestino il suo decesso? Ciò mi pare un controsenso piuttosto evidente. Questo accade quando il defunto ha la doppia nazionalità. Pertanto, le due Nazioni di riferimento devono rilasciare due certificati di morte. E’ una procedura erronea che inficia il concetto stesso di cittadinanza europea. Se noi tutti siamo cittadini europei la certificazione relativa alle varie modificazioni del nostro status nel corso della vita deve essere una sola proprio perché siamo europei. Il punto di riferimento deve essere l’Europa e non gli Stati che la compongono. In considerazione di ciò il comune dove è avvenuto il decesso avrebbe dovuto rilasciare un certificato di morte plurilingue valido per l’intera Unione Europa dandone comunicazione all’ambasciata del paese d’origine del defunto per i suoi adempimenti. A tal proposito sarebbe opportuno istituire a livello europeo il c.d. "livret de famille" francese in cui annotare, sotto forma digitale, tutti i cambiamenti dello status del singolo anche in riferimento alla famiglia.

Secondo problema: la successione. Le norme fra i vari stati appaiono troppo dissimili e frammentate. Ad esempio, il periodo entro il quale avviare la procedura di successione. Oppure la franchigia a secondo dell’asse parentale di successione. Od ancora la modulistica per presentare l’istanza di successione. Così non va bene. Per nulla. Ci deve essere un orientamento comune fra tutti gli Stati che fanno parte dell’Unione Europe. Nel senso che la normativa ha la necessità di essere univoca e semplificata. D’accordo che nel corso degli anni si è sottoscritta una serie di accordi bilaterali, ma non è sufficiente. E’ necessario - e lo ripeto - che la normativa sia una sola a livello europeo. Perché non attivare in riferimento alla successione, e non solo, un portale europeo di informazione, richiesta documentazione e inoltro documentazione? Basterebbe un Pin. Tutto qui. La pratica sarebbe "lavorata" dall’amministrazione statale dove si presenta e poi trasmessa per conoscenza alle amministrazioni di altri Stati se necessario.

L’ottenimento di atti, certificati e documenti diventa un problema per due motivi. Le norme riguardanti la loro redazioni sono dissimili fra paese e paese. Inoltre, tali atti, certificati e documenti sono per lo più redatti nella lingua dove ha sede la sede legale dell’organismo che li rilascia. Uno sforzo di semplificazione anche in questo settore è più che auspicabile. Per la redazione di atti scritti prevedendo modelli standard europei ovverossia imponendo un lay-out unico per tutti in modo che l’atto o il certificato o il documento abbia una validità sull’intero territorio dell’Unione Europeo. Lo stesso dicasi per la lingua. In apparenza potrebbe costituire un ostacolo insormontabile. Non è così. Poiché si è stabilito che il documento " x " debba avere certi requisiti basta produrre quel documento nella lingua dell’amministrazione che lo rilascia accompagnandolo da una traduzione nella lingua del paese ove è richiesto. A questo punhto l’ostacolo lingua diventa molto facile da affrontare.

Anche a livello di professionisti che si dovrebbero occupare della succesione e di altre procedure riguardanti lo status di un cittadino europeo ci sono un bel pò di criticità. Prendiamo il caso dei notai. Sui siti dei vari ordini professionali dei notai attivi nel vecchio continente campeggia la dicitura "Notaio d’Europa". Questo dovrebbe significare che andando da un notaio italiano poter accedere a un sistema europeo di assistenza. Anche qui si deve registrare una delusione. Solo per certi casi è possibile attivare il sistema del "Notaio d’Europa". Poi c’è il problema della lingua. Quanti notai italiani parlano correttamente due altre lingue europee? Una maggiore sinergia fra gli ordini professionali europei sortirebbe reali e concreti benefici in favore di noi cittadini europei. Sinergia che sarebbe oltremodo di estrema e facile attuazione se la normativa europea fosse univoca e semplificata come ho ricordato sopra.

Da quanto esposto potete capire quanto ci sia ancora da lavorare per creare quell’Europa dei cittadini che spesso diventa uno slogan vuoto di ogni specifico contenuto. Solo quando ci sarà una reale Europa dei cittadini la stessa sarà unita per davvero. Fino ad oggi l’Europa sembra unita per gli interessi forti dei gruppi che hanno modo di influenzare e determinare le scelte dell’Unione Europea. Così non va bene.


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