Edoardo Winspeare parla del paesaggio in cui è immersa la casa abusiva, comprata dall’associazione Coppula Tisa per essere demolita, con la stessa passione per quel lembo estremo di Puglia che mette nei suoi film...
Lo so
quando si è presi da questa passione
e il cuore ha un peso rispettabile
non c’è niente da fare, Don Chisciotte,
niente da fare
è necessario battersi
contro i mulini a vento.
(N. Hikmet)
Ad Aprile verrà fatta a pezzi. È una casa abusiva tra Tricase e Andrano, “uno di quei cadaveri edilizi mezzo costruiti che stanno lì da 20 anni non finiti. Non è nemmeno tanto grande ma distrugge la bellezza del luogo. Immagina un paesaggio più bello di Capri o delle colline toscane con un edificio lasciato a metà. Ogni regione ha la sua caratteristica bellezza: nel Salento sono i muri a secco, il marrone dei campi dietro la scogliera alta...” Edoardo Winspeare parla del paesaggio in cui è immersa la casa abusiva, comprata dall’associazione Coppula Tisa per essere demolita, con la stessa passione per quel lembo estremo di Puglia che mette nei suoi film. Il regista di Sangue vivo, Pizzicata e Il miracolo è soddisfatto perché finalmente l’associazione fondata insieme ad un gruppo di amici è riuscita a raccogliere i soldi per l’abbattimento dell’orrendo “golem architettonico”.
“Ci servivano 58mila euro, ne abbiamo raccolti 75mila. A parte il patrocinio della Banca Popolare Pugliese, i soldi sono arrivati tutti da privati cittadini tramite passaparola”. Quella di non chiedere un centesimo alle istituzioni è stata una scelta precisa.
“È una gentile provocazione allo stato che trascura il territorio in cui viviamo. Ed è anche un modo per contrastare il cinismo e la disillusione di cui soffriamo in particolare noi mediterranei: chi ha un sogno in Italia può realizzarlo, questo volevo dire. Il sogno per noi è contribuire alla bellezza”. La bellezza -dice Winspeare- è un valore per cui vale la pena affrontare paradossi: l’associazione ha dovuto sanare in parte la casa abusiva per poterla accatastare, per poi comprarla e distruggerla. Vale la pena sovvertire mentalità: “vogliamo usare il capitale in maniera anticapitalistica. Noi raccogliamo i soldi, compriamo uno spazio e lo regaliamo al comune - dice il regista - facciamo il contrario di quello che l’italiano medio si aspetta da un’istituzione. Diventiamo noi lo stato”. La nuova destinazione d’uso del terreno liberato dal golem verrà decisa con l’aiuto di esperti paesaggisti, fatto salvo l’impegno di non riedificare l’area, naturalmente.
È la prima vittoria di Coppula Tisa, l’associazione che prende il nome da una leggendaria lucertola salentina disegnata dall’artista Norman Mommens, scultore anglo-fiammingo che alla fine degli anni sessanta, assieme alla moglie Patience Gray, nota giornalista, lascia Londra e si trasferisce in questa parte estrema di Puglia. Per una decina d’anni i due si ritirano dal mondo civile. Poi la loro masseria Spigolizzi nel feudo di Salve diventa il luogo di raccolta di un gruppo di giovani artisti, tra cui Edoardo Winspeare. La saggia lucertola diventa la protagonista dei fumetti autoprodotti dalla comunità di Spigolizzi, schierandosi strenuamente in difesa dell’ambiente e denunciando piccoli e grandi scempi ambientali del luogo.
Quando Mommens muore nel 2000 il piccolo rettile dal berretto rosso sembra scomparire per sempre insieme a lui. Ma da buona lucertola si è solo nascosta in una delle infinite intercapedini dei muri a secco salentini in attesa di tempi migliori. Nel 2003 Coppula Tisa torna a vivere sotto forma di associazione, con l’impegno di restituire la bellezza a una terra che rischia di perderla. “Noi viviamo nel paese più bello del mondo. Nonostante le contraddizioni della storia e la povertà, c’era un’armonia italiana, un equilibrio miracoloso tra urbanistica, architettura contadina e paesaggio. Tutto questo in cinquant’anni è stato devastato” afferma Winspeare.
Il regista ha anche un’idea precisa di come coinvolgere le persone nell’esercizio di cittadinanza attiva come l’iniziativa della sua associazione: “Nel nostro statuto c’è una sorta di “condono morale”. È inutile accusare gli altri. In Italia siamo stati tutti un po’ abusivi. Non perdoniamo chi persevera ma l’abusivista pentito lo dobbiamo perdonare”. Tra i vari condoni spuntati come funghi negli ultimi anni in Italia quello morale di Coppula Tisa è forse l’unico che sembra funzionare: il costruttore della casa abusiva tra Tricase e Andrano è diventato alleato dell’associazione nella lotta contro il deturpamento del paesaggio.
Nel frattempo Winspeare e soci hanno dato un contributo a Macrico Verde, un’iniziativa con uno spirito affine a Coppula Tisa promossa da Italia Nostra a Caserta. L’associazione ha lanciato una sottoscrizione per acquistare una grande area verde di proprietà del clero, l’unica nel centro della città campana a parte i giardini storici della Reggia. L’amministrazione locale vuole trasformarla in cemento, Italia Nostra e il comitato Macrico Verde pensano invece a un “parco dei parchi”, con orto botanico, sedi universitari e vari servizi pubblici.
“Sono felice dell’iniziativa di Macrico - dice Edoardo Winspeare - la collaborazione tra associazioni è un tentativo di ricostruire un sentimento sociale nei confronti dell’ambiente, ma non solo. Per molti è come se l’ambiente fosse una cosa distaccata dall’uomo, invece no, ha a che fare con la storia, con la cultura. Perciò sarebbe bellissimo che ci aiutassimo”. Sarebbe una rivoluzione, di quelle che partono ab finibus terrae, dai confini della terra, come è la Puglia.