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Città deturpate dalla gomma da masticare


Nell’agosto di due anni fa, a Lecce, fu proposta l’introduzione di una vera e propria ecotassa del 10% a carico delle società produttrici di gomma da masticare.
mercoledì 25 agosto 2010, di giovanni d’agata - 334 letture

Un tappeto di gomme da masticare sulle zone pedonali, sui marciapiedi e sui monumenti. Il chewing – gum imbratta tutto e l’unica soluzione resta la tassa alla fonte.

Nell’agosto di due anni fa, a Lecce, fu proposta l’introduzione di una vera e propria ecotassa del 10% a carico delle società produttrici di gomma da masticare.

Il comunicato del 2008 apprezzato da molti ed anche da alcuni produttori di nuovi tipi di gomme, a loro detta biodegradabili, scaturiva dall’osservazione empirica delle lastre di pietra delle pavimentazioni dei centri storici e delle città d’arte, delle zone pedonali e dei monumenti di tutti quei luoghi pubblici dove venivano attaccate volontariamente e frettolosamente, per esempio sotto i tavoli di qualche ufficio pubblico o sotto le panche delle chiese.

In questi due anni però la situazione se non è peggiorata, pare che non sia assolutamente cambiata se le nuove gomme completamente biodegradabili, nel frattempo, non hanno preso piede e se le strade continuano ad essere deturpate come quelle di via Templari, nella zona pedonale del centro storico di Lecce.

La gomma da masticare continua a restare, quindi, un rifiuto speciale per la sua composizione chimica che fa sì che si attacchi ai pavimenti, si scurisce sino ad annerirsi a causa degli agenti atmosferici e del passaggio di pedoni e veicoli, ed è quindi conseguenza di antiestetiche macchie scure di difficile eliminazione ed i cui costi di smaltimento e pulizia ricadono interamente sugli enti proprietari delle strade e quindi sulla collettività.

In assenza di un miglioramento del livello di civiltà ambientale della cittadinanza, troppo spesso noncurante ed insensibile alle tematiche ambientali ed al rispetto del decoro urbano, a questo punto non resta che continuare a perorare la causa dell’introduzione di una tassa a carico delle ditte produttrici, i cui proventi dovrebbero essere interamente destinati per la pulizia delle strade da questi antiestetici rifiuti che continuano ad “oltraggiare” le vie dei centri storici, delle città d’arte ed i monumenti del Bel Paese.

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